L’appuntamento di oggi con un caffé a teatro è dedicato ai più piccoli che, probabilmente più di noi adulti, stanno affrontando non poche difficoltà nel dover restare a casa, rinunciando alle loro attività ricreative e alla loro libertà.
Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare un momento di spensieratezza anche a loro.
La compagnia teatrale Puck TeaTrè ha pensato ad un modo leggero e vivace per intrannere i più piccoli, rivisitando le favole più note a cui il loro piccolo pubblico è affezionato.

La compagnia teatrale si reinventa ai tempi del Coronovarus
La compagnia teatrale Puck TeaTré spiega così la sua iniziativa:
Abbiamo pensato di creare questi racconti completamente rivisitati perché nei primi giorni di quarantena “i nostri bambini sperduti” ci hanno chiesto di inviargli dei video per salutarli. Crediamo che questo possa essere un modo leggero di allietare le giornate.
Stare fermi non fa parte di noi, siamo in continuo movimento e in continua creazione a casa nonostante i mezzi limitati a disposizione.
Fino ad oggi gli appuntamenti conPuck TeaTré il virus ha le ore racContate sono stati cinque:
1. Cappuccetto Rosso
2. Biancaneve e i sette nani
3. La Sirenetta, il ritorno
4. La Bella addormentata, il risveglio
5. La Bella e La Bestia, il primo appuntamento
Il video di questa puntata de il virus ha le ore racContate lo potete vedere in home!
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Enzo Gragnaniello nel debutto live per Napoli di Rint’ ‘o posto sbagliato
Per la prima volta a Napoli dal vivo, sabato 12 febbraio, alle 21, Enzo Gragnaniello presenterà al Trianon Viviani, alcuni brani di “Rint’ ‘o posto sbagliato”, il recente album salutato positivamente dalla critica.
Nel teatro della Canzone napoletana, diretto artisticamente da Marisa Laurito, accanto ai maggiori successi di sempre, il popolare cantautore interpreterà alcune canzoni della sua ultima raccolta discografica, pubblicata nello scorso mese di ottobre, a due anni dalla precedente “Lo chiamavano vient’ ‘e terra”.
Enzo Gragnaniello
Spiega Gragnaniello:
Queste mie ultime composizioni, a eccezione di una, sono nate spontaneamente in napoletano, che è il dialetto in cui si riesce meglio a trasformare tutto in chiave poetica.
Vi sono sensazioni sulla vita, tra tanti temi diversi e varie riflessioni dal razzismo visto come una larva che si annida nelle menti delle persone, alla lontananza di chi lascia la propria terra per lavoro, alla sofferenza delle donne abbandonate e sole, al bene che non rispettiamo e a cui chiudiamo la porta, al tema di introspezione, all’invito infine a imparare ad amare, se stessi e il prossimo.
Sul palco del Trianon Viviani, Gragnaniello si esibirà in quintetto: con lui (voce e chitarra acustica), ci saranno Piero Gallo (mandolina), Erasmo Petrigna (violoncello), Antonio Maiello (chitarra) e Marco Caligiuri (batteria).
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I fratelli De Filippo di Sergio Rubini: la recensione
I fratelli De Filippo di Sergio Rubini rappresenta una sorta di sequel di Qui rido io di Martone con le dovute differenze, rappresentate dalla modalità soggettiva dei due registi di guardare i personaggi all’interno delle rispettive pellicole, unito al differente tempo che ciascun di loro ha deciso di trattare.
Il lungometraggio di Sergio Rubini si sofferma sulla storia prevalentemente artistica dei fratelli De Filippo che però resta e resterà sempre ancorata alla vita intima e familiare dei tre, che vivono una sorta di senso di riscatto derivante dalla mancanza di un’identità familiare, che gli è stata consegnata in modo equivoco.
Tutti e tre i fratelli sanno che Eduardo Scarpetta è il loro padre naturale ma tutti e tre sanno che per loro ufficialmente, moralmente e artisticamente è il loro zio.
Il film mostra le difficoltà che i tre hanno dovuto affrontare nel loro iter artistico, prima di potersi affermare e restare ai posteri per come li conosciamo oggi. Sergio Rubini ci mostra tre anime e caratteri differenti che, nonostante le loro diversità, si amano in quanto famiglia, tendendo all’unione familiare e artistica nonostante tutto.
Affermarsi nel mondo del teatro, per loro, non è solo un atto dovuto nei confronti dell’amore per l’arte che, nonostante tutto, gli ha trasmesso Eduardo ma è, soprattutto, un modo, forse l’unico che hanno, per potersi riscattare e conquistare quella dignità che, dalla nascita, gli è sempre stata negata.
Il lungometraggio segue la narrazione del biopic classico, in cui le vicissitudini artistiche e personali di Eduardo, Peppino e Titina s’incrociano e si fondono tra vita privata e teatrale, per poter dare allo spettatore una conoscenza globale e intima dei tre protagonisti.
Domenico Pinelli, Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel nel film di Sergio Rubini
I fratelli De Filippo: i personaggi
Titina (Anna Ferraioli Ravel) è una donna forte, che ama il teatro, è risoluta ed è fiera perché nonostante sappia di non rientrare nei canoni estetici del tempo persevera per trovare un posto nel mondo del teatro e ci riesce prima nella compagnia di Totò e poi con i fratelli.
Eduardo (Mario Autore) è ambizioso, consapevole delle proprie capacità artistiche e spregiudicato nel volersi affermare a tutti i costi e in qualsiasi modo. La sua mente è brillante e veloce che insieme all’orgoglio e all’impulsività, a volte, lo conducono lontano dal riuscire a raggiungere il suo sogno, facendogli compiere scelte azzardate. Lui, in fondo, sa che insieme ai fratelli potrà avverare il suo sogno e quando la vita e gli eventi gli mettono i bastoni tra le ruote è capace di fare un passo indietro pur di riuscire a raggiungere il suo obiettivo, che poi conquisterà.
L’ultimo film di Sergio Rubini
Peppino ( Domenico Pinelli) ama il teatro ma quella parte spensierata e comica, meno impegnativa e malinconica che, invece, tanto piace ad Eduardo. Tra i tre fratelli, lui, è quello meno ambizioso perché da piccolo, crescendo in campagna apprezza le cose semplici e i legami indissolubili. Il suo scopo è quello di lavorare facendo ciò che gli piace, senza porsi troppe domande perché quando è tempo di essere incudine non ha problemi ad incassare.
I fratelli De Filippo hanno grandi capacità anche nei loro percorsi artistici individuali ma insieme rappresentano una forza straordinaria che concentra: bravura, sensibilità differenti, ironia e creatività.
Sergio Rubini con il suo lungometraggio rende omaggio non solo ad Eduardo ma anche a Peppino e Titina che sono stati ugualmente grandi artisti.
Lo spettatore viene affascinato, ammaliato e incuriosito dalle personalità differenti dei tre fratelli De Filippo perché il regista riesce a dare a ciascuno quella dimensione umana, che li rende prima esseri umani e successivamente grandi artisti.
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Trianon Viviani, benvenuto al 2022 con la serata/evento tv su Sergio Bruni e il concerto di Rosa Chiodo
Il Trianon Viviani dà il benvenuto al nuovo anno con una serata/evento su Rai 1 a Capodanno e un concerto in teatro di Rosa Chiodo il 2 gennaio.
In tv, su Rai 1, Serata d’Onore Sergio Bruni – Sabato 1° gennaio, in seconda serata, la rete ammiraglia della Rai trasmetterà la Serata d’Onore dedicata a Sergio Bruni, condotta da Marisa Laurito, recentemente registrata nel teatro della Canzone napoletana.
Omaggio a Sergio Bruni
Definito «‘a Voce ‘e Napule» da Eduardo De Filippo, Bruni è un artista assolutamente centrale in tutta la storia della canzone napoletana. Scritta da Marisa Laurito, Salvatore Palomba e Giorgio Verdelli, con la consulenza di Massimo Andrei, la Serata ricorda e racconta l’Artista anche a un pubblico meno attento alla grande storia della canzone napoletana.
A introdurla Vince Tempera, con una fantasia di celebri canzoni di Bruni (da Il mare a Vieneme ‘nzuonno), mentre scorrono immagini pubbliche e private dell’artista. Marisa Laurito, che fu una sua allieva, conduce il racconto tra documenti d’epoca, fotografie, filmati e una serie di esibizioni del repertorio più interessante di Bruni. Ecco, quindi, Andrea Sannino, che interpreta Maruzzella e Amaro è ‘o bene; Raiz canta Palcoscenico; Tosca si esibisce in Graziella; ed Enzo Gragnaniello in Indifferentemente.
Tony Esposito con la compagnia Stabile della Canzone napoletana si produce in una versione spettacolare della celebre Rumba scugnizza di Raffaele Viviani, con l’arrangiamento e la direzione di Pino Perris. Quindi il ricordo del musicologo Pasquale Scialò e di Adriana Bruni, figlia del Maestro. Altre interpretazioni dal vivo quelle di Irene Scarpato in Scètate, Tony Esposito e Nello Daniele per Notte napulitana, e di Raiz e Fausta Vetere della Nccp, con la partecipazione di Lino Vairetti, in Napule doceamara, l’ultima canzone scritta da Bruni. Tra le testimonianze che contrappuntano la narrazione, quelle di Renzo Arbore, Enzo Avitabile, che racconta l’incontro con Bruni ed esegue un’esclusiva versione di Carmela, e Massimo Ranieri.
Con la produzione delegata Rai di Eleonora Iannelli, la regia teatrale della Serata d’Onore è di Bruno Garofalo, quella televisiva di Barbara Napolitano.
Rosa Chiodo in “Cenerentola è nata a Napule”
In teatro, Rosa Chiodo in “Cenerentola è nata a Napule” – Domenica 2 gennaio, alle 19, Rosa Chiodo dà il benvenuto al nuovo anno con un concerto teatrale dedicato alla figura di Cenerentola. Per la giovane e brava interprete la favola popolare rimanda pienamente a Napoli, che per l’artista è «una città bella, romantica e spesso maltrattata».
Spiega il regista Paolo Caiazzo, che ha scritto per l’occasione alcuni testi che contrappuntano il concerto:
La figliastra più famosa al mondo ha forse origini partenopee perché prima, ma molto prima di Walt Disney, il nostro Gianbattista Basile parlò di lei in una sua fiaba e, allora, “Cenerentola è nata a Napule”, o forse Cenerentola è Napoli, ma la cosa certa è che in molte donne di Napoli c’è il sogno, la forza e la magia di Cenerentola.
Con la sua intensa voce, Rosa Chiodo racconterà la sua lettura della celeberrima favola musicale, accompagnata da Lorenzo Maffia alle tastiere, Franco Ponzo alla chitarra, Emidio Ausiello alle percussioni, Davide Frezza alla batteria, Roberto De Rosa al basso e Sasà Piedepalumbo alla fisarmonica. La direzione artistica è di Pippo Seno.
Il teatro della Canzone napoletana propone ancora la sottoscrizione di una card, con la quale lo spettatore potrà assistere a sei spettacoli, al prezzo speciale di 90 € in poltrona e di 60 € in palco, scegliendoli liberamente dal cartellone. Inoltre, per il pubblico giovanile, ovvero “under 30”, il teatro rende disponibile, per ogni spettacolo, cento ingressi a 10 €.
I miniabbonamenti e i biglietti sono acquistabili presso il botteghino del teatro, le prevendite autorizzate e online sul circuito AzzurroService.net. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.
Per accedere in teatro è obbligatorio il possesso del super green pass (detto anche “green pass rafforzato”) e l’uso della mascherina.
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