Nelle ultime ore sono stati analizzati, dall’Istituto Zooprofilattico di Portici e dall’Aorn Moscati di Avellino, 330 tamponi e sono risultati positivi al Covid-19 3 tamponi.

Risultati dei nuovi tamponi positivi in Irpinia
I risultati pervenuti dall’ASL di Avellino sono i seguenti:
- 1 nel Comune di Vallata
- 1 nel Comune di Montemiletto
- 1 nel Comune di Montecalvo Irpino
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Ariano Irpino: ritorna attivo il Percorso Rosa per le donne che subiscono violenza
È di nuovo attivo il Percorso Rosa presso il Centro di Prima Assistenza Psicologica del P.O. Frangipane di Ariano Irpino, dedicato alle donne che subiscono violenza.
Il Centro di Prima Assistenza Psicologica nasce con l’obiettivo di fornire supporto psicologico a tutte le donne vittime di violenza, per poterle guidare in un percorso delicato e per poterle aiutare ad uscire dai meccanismi derivanti dai maltrattamenti fisici e psicologici cui sono sottoposte.
Lo sportello psicologico per le donne che hanno subito violenta ritorna attivo al Frangipane
Percorso Rosa: i due modi in cui si può accedere al servizio
L’accesso al Percorso Rosa può avvenire attraverso due modalità: dopo l’accesso al Pronto Soccorso o con modalità autonoma ovvero recandosi in prima persona. Nel primo caso, dopo l’accesso al Pronto Soccorso, la donna dopo il triage dedicato per l’attuazione delle misure previste dall’emergenza Covid-19 e dopo il referto medico, qualora la vittima acconsenta, viene inviata al Percorso Rosa per il referto e per effettuare una consulenza psicologica.
Nel secondo caso, qualora la donna decida di recarsi autonomamente presso il P.O Franfipane di Ariano Irpino, può contattare direttamente il Centro di Prima Accoglienza Psicologica direttamente, telefondando il seguente numero: 0825 877494.
Centro di Prima Assistenza Psicologica: orari
Il Centro di Prima Assistenza Psicologica è aperto:
Lunedì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00
Mercoledì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00
Venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00
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Natale 2020: le nuove disposizioni ministeriali
Dopo le ipotesi che avevamo formulato, sono giunte le nuove disposizioni che riguarderanno le prossime festività di Natale 2020.
Il ritorno a scuola in presenza è previsto per il prossimo 7 gennaio 2021 al 100% per il primo ciclo e al 75% per le superiori.
Per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni, questi saranno vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio fatta eccezione per i casi di lavoro, necessità, salute e per fare ritorno presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Sarà possibile spostarsi da una Regione all’altra fino al 20 dicembre, tenendo conto le fasce di colore.
Sono vietati gli spostamenti tra Comuni a Natale, il 26 dicembre dicembre e a Capodanno, salvo per casi di lavoro, per motivi di salute o di necessità.
Si può raggiungere la seconda casa a patto che si trovi all’interno della stessa Regione di residenza ma non ci si potrà spostare il 25 e il 26 dicembre e il primo gennaio, quando sono vietati gli spostamenti fuori dal proprio Comune.
Per quanto riguarda lo shopping fino al 6 gennaio i negozi resteranno aperti tutti i giorni fino alle ore 21:00 in modo tale da diluire l’affluenza. I centri commerciali continuano a restare chiusi nel fine settimana.
Natale 2020: nuove disposizioni ministeriali
Natale 2020: le nuove disposizioni
I ristoranti saranno sempre aperti a pranzo compreso Natale, Santo Stefano, Capodanno e durante l’Epifania ma al tavolo non potranno esserci più di 4 commensali. La consegna a domicilio e l’asporto sono consentiti fino alle ore 22:00 mentre i bar e gli altri locali di somministrazione saranno aperti dalle 5:00 fino alle 18 sono nelle zone gialle.
Per quanto riguarda il pranzo e la cena di Natale è raccomandato di festeggiare solo con i familiari o i conviventi ma non è stato indicato un numero massimo di commensali.
Il coprifuoco resta invariato ed è sempre dalle 22:00 alle 5:00 del mattino seguente. A Capodanno il coprifuoco dura fino alle 07:00 del mattino.
Gli hotel potranno restare aperti ma i ristoranti presenti all’interno delle strutture resteranno chiusi la sera di Capodanno. Sarà possibile trascorrere il veglione in queste strutture restando e ordinando la cena in camera.
Gli impianti sciistici resteranno chiusi fino al 6 gennaio e si potrà ritornare a sciare dal 7 gennaio. Le crociere sono sospese dal 21 dicembre fino al 6 gennaio.
Dopo un viaggio all’estero è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
Le funzioni religiose della notte del 24 dicembre sono svolte in orario per permettere ai fedeli di tornare a casa prima del coprifuoco. Durante la giornata del 25 dicembre verranno celebrate più messe per evitare assembramenti.
Fino al 15 gennaio si potranno svolgere solo incontri e gare di alto livello. Resta sempre concessa l’attività sportiva e motoria individuale a patto che si rispettino le distanze interpersonali.
Cinema e teatri restano chiusi per la durata delle festività.
Ecco le nuove disposizioni per questo Natale 2020.
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Immigrazione – Usque ad finem
l’accoglienza non è cosa nostra!Parlare di immigrazione ad Avellino è come dover rimandare i richiedenti asilo, di nuovo, in mare al fine di salvarli. Da quando sono arrivati qui, nella residenza che per la maggior parte di noi è reputata la migliore, loro possono dirsi vittima di un sistema becero e privo di ogni logica umana.
Siamo soliti osservare questi ragazzi per strada, elemosinare davanti i supermercati, spesso li vediamo camminare smarriti, altre volte li vediamo protagonisti di cronache spiacevoli dove diventano, a nostro dire, bestie fuori dal comune.
Le istituzioni dove sono? Cosa stanno facendo?
La risposta a queste domande non tarda ad arrivare: l’uscita di un nuovo bando di gara con scadenza pervista per il 10 aprile 2019, da consegnarsi perentoriamente entro le ore 12:00 e si prega i partecipanti di confezionarlo per bene!
Inizia così la corsa dei gestori all’approvvigionamento delle strutture: grandi, piccole o come meglio vi pare, tanto verrete pagati in base al lotto prescelto.
Signori e signore iniziamo a dare i numeri: le estrazioni sono iniziate!
Strutture sotto i 50 posti, al di sopra, strutture in rete, insomma potete lasciare libero spazio alla fantasia e al territorio, per strutturarvi come meglio credete. Non dimenticate, cari gestori, di confezionare un prodotto pronto all’uso, rispetto a quelli che sono stati i dicktat da parte del Ministero degli Interni.
Per fortuna, per una volta, la dirigenza non ha dovuto sudare per scrivere capitolati e manfrine ad hoc, lo standard è stato imposto, tanto da permettere ad alcuni dirigenti di non doversi aggrovigliare su troppi copia e incolla, tipicamente obsoleti rispetto a pubblicazioni di bandi precedenti.
In un bando del genere il punteggio è importante, i gestori “numeri primi”, devono chiudere protocolli d’intesa con i Comuni, con le Asl, con le Misericordie, non sappiamo se anche con il WWF, il circo, il telofono verde, rosso o giallo.
Signori, signore, punteggio e rapporto qualità prezzo.
Immigrazione in Europa
Mi chiedo se questi dirigenti si siano mai recati fisicamente presso una residenza ospitante per richiedenti asilo… La risposta è no! Probabilmente hanno delegato i funzionari. Ma questa è un’altra storia.
Queste stesse persone si sono mai rese conto che, rispetto agli incartamenti prodotti, tra tutto quello che emulano al fine di una buona accoglienza non c’è praticamente nulla? Si sono mai resi conto che quando si mette piede in queste strutture sembra di essereai tempi dell’autogestione scolastica?
Non ci sono operatori e se ci sono non hanno le competenze necessarie per eseguire le proprie mansioni à la carte.
In molte strutture, ma come nella maggior parte del panorama lavorativo nostrano, è più giusto far lavorare il figlio di …, il Sig. …, nipote di … tanto tacitamente si è deciso di dargli lo stipendio e non importa che si possano causare danni umani dovuti a incopetenza e superficialità.
Insomma l‘immigrazione diventa un modo per accaparrarsi il primo cittadino del paese o della città di turno che, in tempi non sospetti, nel vedere un immigrato arrivare presso una struttura era lì quasi a dire:” Mamma li turchi!”
Per farla più semplice, ho conosciuto un proprietario di casa che diceva di aver fittato la sua residenza a degli egiziani ed erano nigeriani! Tanto una nazionalità vale l’altra!
Immigrati in fuga
Il nuovo bando però premia la competenza, quella vera, quella dei plurilaureati con esperienza triennale o quinquennale. Scusate la domanda provocatoria: se fino ad ora si è data la possibilità, nella maggior parte dei casi, ai figli di …, questi altre altre figure plurispecializzate e competenti con esperienze stratosferiche dov’erano prima? Ah, probabilmente erano ancora tirocinanti! In quale regione?
Gridiamo all’esodo, al ritorno dei cervelli in fuga!
Scusate ma un pò d’ironia ma è d’obbligo in questo momento perché viene da pensare che realmente Salvini sia “l’uomo giusto”, giunto a mettere fine all’immigrazione clandestina e che abbia, in qualche modo, “ristretto il brodo”. Suo malgrado c’è da sentenziare che è stato consigliato male a fronte di alcune linee guida che sono carenti di esperienza vera nei confronti di queste problematiche delicate. Dal mio punto di vista, leggendo alcune sfumature, credo che molte cose siano state scritte in base a conoscenze astratte e per deduzione e basta.
Un esempio? Un centro di accoglienza che oggi per legge può restare senza operatori dalle ore 24:00 alle ore 08:00, ad esempio, è un criterio che non si può leggere, tanto poco cambia rispetto rispetto alla tesi anzitempo espressa circa gli operatori fantasma.
Saranno le cronache a confermarlo quando le forze dell’ordine, presenti sul territorio, si troveranno davanti il problema, forieri di una legge che oggi è diventata di facili espulsioni e rimpatri.
In qualche modo si dovrà pur trovare una soluzione, giusto? Ma anche in questo caso ci sarebbe da aprire un’altra parentesi. Il problema è che, spesso, quello che viene definito revoca dell’accoglienza da un centro non è la revoca dell’accoglienza da un territorio ed il migrante finisce per strada ed è lì che riesce a dare il peggio di sé perché non ha più niente che gli possa permettere di vivere con un briciolo di dignità. Provate voi a restare giorni e giorni a vivere per strada privati di tutto, identità compresa.
Questo spunto di riflessione potrebbe aprire un’altra parentesi, quella del migrante parassita che vegeta nella struttura. Ma fuori che ci va a fare? Viene sfruttato per la mano d’opera, viene avvicinato e assoggettato dall’agricoltore di turno che lo vede come una bestia da soma, nella maggior parte dei casi.
Come li vogliamo definire? Espedienti di capolarato, forse troppi, nella nostra verde Irpinia?
Patti e accordi sull’immigrazione
Il punto è che ad Avellino il brodo andrebbe azzerato perché ne va della stessa incolumità degli imprenditori che, oggi accecati dai grandi numeri e dalle grandi cifre, tentano di classificarsi ai primi posti di una graduatoria che li vedrà anche vincitori ma che, inevitabilmente li vedrà sopraffatti dai debiti, siano delle banche o di altra natura.
Nella maggior parte dei casi accade questo: l’ente non paga e usa i gestori a proprio piacimento, poi quando non serve più lo butta via come fosse carta straccia., sostituendolo col nuovo Paperon de’ Paperoni del momento.
I controlli dettati dalle nuove linee guida dei bandi sono giusti ma le persone competenti per poter svolgere questo delicato lavoro sono troppo poche e non riescono a svolgere pienamente il proprio lavoro.
Nel bando non c’è scritto quanto siate disposti ad indebitarvi, non c’è scritto quali siano le cifre che riuscirete ad anticipare, c’è scritto solo quanto si è disposti ad offrire.
Fate attenzione!
L’accoglienza esiste ma non è cosa nostra!
T.C.
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