Via libera alla sperimentazione per il trattamento delle polmoniti da Covid-19 con il plasma iperimmune presso l’ospedale Cotugno. L’accordo in questione è stato sottoscritto con l’ASL di Avellino e prevede il reclutamento tra i donatori di alcuni cittadini guariti dal Covid-19 e che sono provenienti dalla ex zona rossa di Ariano Irpino.
L’accordo tra le due aziende sanitarie è un contributo significativo per trovare una cura al Covid-19 e ciò sarà possibile attraverso una sperimentazione.

Inizia la sperimentazione per una cura al virus
Ciò, come afferma Maria Morgante, Direttore Generale dell’ASL, rappresenta un valore fortemente simbolico per una comunità che, più di altre, ha pagato le conseguenze di questa pandemia.
I primi che verranno arruolati per iniziare questa sperimentazione saranno medici e infermieri (10 in tutto) che sono guariti dal Covid e che sono stati ricoverati presso l’ospedale Cotugno.
È stato aperto un laboratorio nel follow up post Covid per poter arruolare possibili donatori e per accompagnare i pazienti che hanno superato la malattia e aspettano di poter tornare alla loro vita normale.
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Sicurezza, Pignataro (Aicis):
«Linea dura contro l’accattonaggio»Resta alta l’attenzione sulla sicurezza ad Avellino che non è immune da fenomeni delinquenziali diffusi.
Non solo reati predatori ma anche fenomeni di accattonaggio che vengono segnalati dal segretario regionale dell’Aicis, Salvatore Pignataro, che si mostra sensibile agli allarmi lanciati dai residenti ed esercenti e indica alcune iniziative da adottare per gestire al meglio la sicurezza pubblica.
«Anche nella città di Avellino – spiega Pignataro- il fenomeno dell’accattonaggio e dei mendicanti è in costante aumento. Si tratta di persone che infastidiscono famiglie, anziani, giovani e cittadini che circolano tranquillamente nel centro cittadino e non solo».
Dopo aver sollecitato le forze politiche della città di Avellino a dare spazio nei programmi elettorali ai temi della sicurezza e della legalità, il segretario regionale della Campania dell’Associazione Italiana Criminologi per l’investigazione e la Sicurezza invita il prossimo sindaco e la futura amministrazione comunale di Avellino, a porre in essere ordinanze e misure efficaci contro le forme di accattonaggio, mendicità e abusivismo spesso perpetrate soprattutto nelle zone più affollate della città.
«Occorre contrastare qualsiasi forma di accattonaggio e mendicità -continua- specie se effettuati con modalità ostinate, moleste e minacciose nei confronti di persone inermi. Tale “linea dura” serve a tutelare la tranquillità delle famiglie avellinesi, cosi come avviene nelle altre città italiane ed europee dove tali atteggiamenti sono assolutamente vietate e represse poiché in molti casi favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi e di illegalità, da parte di cittadini italiani ma soprattutto da parte di exstra-comunitari. I sindaci e le amministrazioni comunali hanno dalla loro parte anche la nuova legge di conversione del “decreto sicurezza” che prevede l’introduzione diverse novità sulla immigrazione e sulla sicurezza pubblica».
Tra queste emerge l’introduzione di una nuova fattispecie delittuosa di cui all’art. 663-bis c.p., rubricata come “l’esercizio molesto dell’accattonaggio”. Si punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque eserciti l’accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà. Il trattamento sanzionatorio previsto prevede l’arresto da tre a sei mesi a cui si accompagna la previsione di un’ammenda da euro 3.000 a euro 6.000. In aggiunta, potrà essere sempre disposto il sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a commettere l’illecito o che ne costituiscono il provento.
La riforma riscrive anche l’articolo 600-octies del codice penale, la cui rubrica sarà sostituita dalla seguente: “Impiego di minori nell’accattonaggio. Organizzazione dell’accattonaggio”.
A questo riguardo, risulta evidente la stretta nei confronti degli organizzatori, che si affiancherà a quella prevista dal primo comma della disposizione. La fattispecie penale di cui all’art. 600-octies, ad oggi, punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale, per mendicare, di minori degli anni 14 ovvero permette che questi, sottoposti alla sua autorità o affidate alla sua custodia o vigilanza, mendichino, o che altri se ne avvalgano per mendicare.
«La pena -conclude il segretario Aicis Campania- è quella della reclusione da uno a tre anni. Il secondo comma, aggiunto dalla legge in materia di sicurezza, ha ritenuto opportuno sanzionare con la reclusione da uno a tre anni anche chiunque organizzi l’altrui accattonaggio, se ne avvalga o comunque lo favorisca a fini di profitto».
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Autismo, Bruno (Angsa):
«Non siamo interessati alla gestione»«Il bando sull’autismo non verrà annullato. Siamo disponibili al colloquio con tutte le famiglie e le associazioni interessate per verificare ciò che è migliorabile, ma andiamo avanti sulla strada indicata». Con queste dichiarazioni la Morgante fa un passo indietro rispetto all’apertura al confronto e alla collaborazione mostrata alle associazioni dei genitori dei bambini autistici.
Alla deriva autoritaria della dirigente Asl, risponde l’iscritto Angsa di Avellino, Carmine Bruno.
Intanto, mercoledì 27, alle ore 9.30, presso l’Asl di Avellino, si riunirà di nuovo il tavolo tecnico per discutere dei servizi essenziali per i bambini autistici.
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Legumi Select è tra i partner privati del progetto Legubiocer
Contribuire allo sviluppo di una filiera corta sui legumi coltivati in Campania “dal produttore al trasformatore” con metodi biologici è l’intento di Agria S.p.A., azienda specializzata nella selezione e nel confezionamento di legumi secchi a marchio Select che da oltre 60 anni onora la fiducia dei consumatori garantendo materie prime di qualità provenienti da filiera controllata. Oggi più che mai, rinnova il proprio impegno verso un’agricoltura sana, biologica e sostenibile, puntando ancora una volta sull’innovazione.
È da questi propositi che nasce la partecipazione al progetto di ricerca e sperimentazione “Legubiocer” finanziato con i fondi del PSR 2014/2020 della Regione Campania e coordinato dal dott. Massimo Zaccardelli del CREA di Pontecagnano (SA). Il Gruppo operativo è costituito da 6 partner, di cui 2 pubblici e 4 privati. I partner pubblici sono il CREA, che partecipa con tre Centri di ricerca (Orticoltura e Florovivaismo di Pontecagnano, Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia e Caserta e Politiche e Bioeconomia di Roma) e il Dipartimento di Agraria di Portici (Università degli Studi di Napoli “Federico II”). I soggetti privati sono invece le due aziende agricole cerealicole De Martini e Zampaglione, la ditta Bioagritest che si occupa della concia delle sementi e della diagnosi fitosanitaria e l’azienda Agria S.p.A specializzata nella selezione e distribuzione di legumi secchi.
In senso più ampio, l’obiettivo del progetto è di favorire la diffusione della coltivazione delle leguminose da granella – in particolare cece e lenticchia – negli areali cerealicoli campani, sostenere il trasferimento di innovazioni nella tecnica colturale come l’impiego della nuova seminatrice “Seminbio”, la minima lavorazione, la falsa semina, la concia della semente con microrganismi utili e l’impiego di nuove molecole ecocompatibili per il controllo delle malattie e, allo stesso tempo, favorire lo sviluppo di filiere a livello regionale incentrate sulla valorizzazione delle produzioni locali di qualità riducendo gli intermediari e le distanze della “catena del cibo”.
A tal proposito Aniello Alberti, direttore generale di Agria S.p.A., dichiara:
Nel corso dei due anni di sperimentazione ci siamo occupati, insieme ai nostri partner, della valutazione tecnologica della granella di cece e lenticchia e sono emersi dati molto interessanti. Questi dati saranno elaborati e resi pubblici al termine del progetto per valutare l’impatto economico delle innovazioni adottate e per la creazione di una filiera corta in Campania, dove saremo coinvolti soprattutto dal punto di vista logistico con il ritiro del prodotto.
In particolare, il personale del laboratorio Controllo Qualità di Agria S.p.A., nel corso dei due anni di sperimentazione, ha caratterizzato dal punto di vista tecnologico, organolettico e merceologico la granella di cece e di lenticchia proveniente dalle prove di campo. In dettaglio, la granella di cece e lenticchia è stata trasferita dal campo al laboratorio che ha provveduto a pulirla e ad eliminare i corpi estranei e i semi difformi presenti nei campioni, per poi procedere alla calibratura e alle prove di cottura e di valutazione organolettica.
La realizzazione del progetto, che vede l’introduzione delle innovazioni nelle tecniche agronomiche e la sostituzione, nelle rotazioni colturali con frumento, delle classiche foraggere con le più redditizie leguminose da granella ad uso alimentare umano, in particolare cece e lenticchia, porterebbe ad un incremento della sostenibilità economica e ambientale nei comprensori cerealicoli campani e ad un fisiologico aumento delle produzioni biologiche.
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