Anno bisestile è il nuovo singolo del poliedrico artista Carmine Cristallo Scalzi, una ballad dalle tinte pop che ci accompagna, attraverso un testo decisamente malinconico, verso territori più oscuri, quelli in cui ci confrontiamo con le nostre paure divenute realtà, come quella di perdere qualcuno, pronti nostro malgrado a entrare in un altro tempo della nostra vita.
Carmine Cristallo Scalzi afferma:
Abbiamo avuto tutti un proprio personalissimo “anno bisestile”, un periodo della vita unico e singolare durante il quale affrontiamo una crisi.
Questa canzone, in tutti gli store digitali dal 6 maggio, conferma in pieno lo stile dell’artista calabrese, così apprezzato per l’approccio cantautorale con echi indie pop rock. Imminente l’uscita di un EP.
Il 2022 vede anche l’uscita del suo primo lungometraggio “A volte nel buio” distribuito da Minerva pictures.
Testo e musica sono di Carmine Cristallo Scalzi, mixato e registrato presso Faidenblass Muzik Studio (Roma), master di Alessandro Marcantoni (Metropolis studio Milano)..

Anno bisestile è il nuovo singolo di Carmine Cristallo Scalzi
Carmine Cristallo Scalzi: biografia
Artista poliedrico, si divide tra cinema, musica e illustrazione.
Polistrumentista, negli anni che lo porteranno a laurearsi in Giurisprudenza a Bologna suona con la sua band sui palchi di svariati Festival.
Nel frattempo firma la regia di alcuni cortometraggi e scrive e disegna romanzi illustrati. Intraprende da pochi anni la carriera solista, incidendo alcuni singoli molto apprezzati per l’approccio cantautorale ma allo stesso tempo pop-rock di matrice inglese.
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Al Museo del Bijou si inaugura la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”
Nell’anno in cui si celebra nel mondo il ruolo “tecnologico, scientifico, economico, ambientale, storico e artistico del vetro nella nostra società, mettendo in luce le ricche possibilità di sviluppo delle tecnologie e il loro potenziale contributo per affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile e delle società inclusive”, il 23 aprile prossimo al Museo del Bijou di Casalmaggiore si inaugura la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”.
Attraverso una minuziosa ricerca e un’accurata selezione di oltre 300 pezzi tra gioielli d’autore e documenti d’epoca, l’evento rivela l’affascinante evoluzione dello stile, del costume e della società italiana negli ultimi due secoli.
In mostra sarà possibile ammirare lunghi e colorati sautoir di inizio secolo, bracciali in stile Decò di murrine millefiori, gioielli in micro mosaico romano realizzati per il Grand Tour, grandi collier multifilo e collarette realizzate con minuscole conterie da abbinare agli abiti da cocktail sartoriali degli anni Sessanta.
Sarà possibile lasciarsi affascinare dai numerosi orecchini a bouquet degli anni Cinquanta, dai bijoux dei figli dei fiori ispirati ai nativi americani, dai grandi cristalli degli anni Ottanta, e anche dalle creazioni più sperimentali dei grandi designer e artisti di fine Millennio.
Il vetro, caleidoscopico e multiforme, è da sempre apprezzato perché capace di assumere sembianze e colori della natura e anche di spingersi oltre, trasformandosi in un qualcosa di tendenzialmente nuovo, frutto dell’ingegno e della capacità creativa dell’essere umano.
Prima dell’avvento dei materiali plastici, il vetro era considerato il materiale per eccellenza nella creazione di gioielli, una sorta di simbolo dell’evoluzione sociale della donna: da angelo del focolare a flapper, da signorina della buona società a donna in carriera, da figlia dei fiori a eterea minimalista.
Il vetro artificiale è un materiale difficile da ottenere e da lavorare tanto che nella storia era considerato un segreto di pochi maestri e per tale motivo da essi gelosamente conservato.
Tra Ottocento e Novecento, a seguito del processo di industrializzazione, il vetro ha diversificato la sua identità: da una parte un prodotto di finissimo e altissimo artigianato oggetto di sperimentazione tecnica e artistica per gioielli di lusso e ricercati; dall’altra un articolo industriale per il grande pubblico usato in gioielli a basso costo.
Vetro. Gioielli Italiani tra ‘800 e ‘900 è una mostra da non perdere: oltre agli affascinanti gioielli esposti, il visitatore è accolto da una cartellonistica pensata per guidarlo nella comprensione della loro realtà materiale e artistica e del loro inserimento nel contesto sociale e di costume.
Tutto l’allestimento è inoltre stato progettato e realizzato ad hoc dalla designer iraniana Sogand Nobahar che, utilizzando e rielaborando vetro di recupero, ha voluto sottolineare l’importanza del “prezioso” materiale anche nel riciclo e nella sostenibilità ambientale.
Spiega il Sindaco Filippo Bongiovanni che sottolinea:
È con grande piacere che il Comune di Casalmaggiore torna a collaborare con Bianca Cappello ed Augusto Panini per una mostra di altissima qualità, dopo le collaborazioni degli anni scorsi” “La mostra si inserisce nel ricco percorso che i nostri Musei hanno dedicato al materiale vetro, parte viva della storia della nostra città, avendo ospitato nel secolo scorso importanti industrie vetrarie strettamente legate ad Altare (Savona).
Il Museo del Bijou, con questa mostra, saprà ancora una volta catalizzare l’attenzione di appassionati e collezionisti, di visitatori e turisti, che con l’occasione di ammirare gli splendidi gioielli in vetro proposti in Sala Zaffanella, potranno ulteriormente approfondire la conoscenza della nostra città, del suo splendido fiume, delle sue ricchezze naturalistiche, artistiche e architettoniche.
Dice Augusto Panini, uno dei Curatori della mostra:
Agli inizi del XX secolo la perla di vetro diventa accessorio indispensabile nell’abbigliamento elegante e seducente della donna moderna e si riappropria di quel fascinosissimo ruolo avuto nel corso dei secoli, da Cleopatra a Elisabetta Gonzaga.
Aggiunge Bianca Cappello, curatrice lei stessa della mostra:
Dalla preistoria a oggi, il gioiello di vetro è stato capace di muoversi al passo con il linguaggio, l’ingegno e l’estetica della società riuscendo sempre a raccontarla e a mostrarne le caratteristiche. Il vetro nel gioiello è ‘fragile e indistruttibile’ al tempo stesso, è un materiale che racconta l’altissimo livello raggiungibile con l’artigianato artistico e che, negli ultimi due secoli, è entrato da protagonista nei gioielli del Sistema Moda, così come nel Gioiello di Ricerca e in quello di Design.
La mostra apre il 23 aprile e si concluderà il 9 ottobre e si è resa possibile grazie al concreto supporto del Comune di Casalmaggiore, del Gruppo Mauro Saviola The Eco-Ethical Company di Viadana e di Azotal S.p.a. di Casalmaggiore.
la mostra “Vetro. Gioielli italiani tra ‘800 e ‘900”
Curatori della mostra: chi sono
Bianca Cappello, storica e critica del gioiello, è docente, coordinatore e curatore di conferenze e seminari sulla storia e la cultura del gioiello, attività che completa con pubblicazioni su questo argomento. È curatore di mostre sul gioiello per musei ed enti pubblici, e consulente curatoriale di collezioni museali e private.
Vive a Milano ed è membro della Society of Jewellery Historians di Londra. Al suo attivo ha molte pubblicazioni sul Gioiello con le principali case editrici tra cui Gioiello e Funzione (Marsilio 2014), Indossare la Bellezza (Sillabe 2015), Storia della Bigiotteria Italiana (Skira 2016), Il Gioiello nel Sistema Moda, storia design produzione (Skira 2017), Carta Preziosa, il Design del Gioiello di Carta (Skira 2017), Corbella, prima fabbrica italiana di gioielli e armi per il teatro (Silvana editoriale 2018), Storia della Fibbia tra Moda e Gioiello (Skira 2019).
Numerose le collaborazioni con il Museo del Bijou di Casalmaggiore: Indossare la Bellezza, la grande bigiotteria italiana, 2011; La via delle Perle, sulle rotte dei velieri da Venezia al Mondo, 2013; Perle tra i monti, bijoux di Boemia, 2015; Grandi Bigiottieri Italiani: Ornella Bijoux (2015), De Liguoro (2016), Carlo Zini (2017); L’Oro matto ed il gioiello fantasia nella prima metà del Novecento, 2017; Splendida Persia, visioni del gioiello, 2017; A Tutto Colore! L’universo di Ken Scott tra Moda e Gioiello, 2018.
Augusto Panini, tra i massimi esperti e collezionisti di perle di vetro mediorientali e veneziane, è consulente del Museo del Vetro di Murano Fondazione Musei Civici di Venezia, curatore di mostre e conferenze su questo argomento per musei ed enti pubblici in Italia e all’estero e autore di importanti pubblicazioni sulle perle di vetro.
Vive a Como. Al suo attivo numerosi libri sulla storia delle perle di vetro tra cui Perle di Vetro mediorientali e veneziane (Skira 2007), Il mondo in una perla (Antiga-MuVe 2017) che è alla sua seconda ristampa. Con il Museo del Bijou ha collaborato in occasione della mostra La via delle Perle, sulle rotte dei velieri da Venezia al Mondo, 2013.
Museo del Bijou Casalmaggiore
Il Museo del Bijou, unico museo incentrato su questo tema in Italia, è stato fondato nel 1986 a Casalmaggiore (CR), storico distretto di bigiotteria fin dal XIX secolo. La collezione del Museo ospita oltre 20 mila pezzi fra gioielli in materiale non prezioso e ornamenti, ma anche macchinari e foto d’archivio, che testimoniano la storia della moda e della tecnologia dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio.
Il Museo del Bijou inoltre organizza mostre tematiche per valorizzare la tradizione bigiottiera italiana ed internazionale così come le nuove tendenze del gioiello contemporaneo.
Tra le ultime esposizioni: “Brillanti illusioni – Omaggio a Kenneth Jay Lane”, “A tutto colore! L’universo fiorito di Ken Scott tra Moda e Gioiello”, “Léa Stein – Paris”, “Le gemme in Dante e nei bijoux americani”.
Il Museo inoltre propone attività didattiche per scuole, gruppi e famiglie, visite guidate, laboratori creativi, ed è dotato di un percorso tattile per persone cieche e ipovedenti.
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Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità della figlia di Mariella Fanfarillo
Senza rosa né celeste. Diario di di una madre sulla transessualità di una figlia (2019) edito da Villaggio Maori è il libro di Mariella Fanfarillo. Già dal titolo non è molto difficile comprendere la tematica affrontata nel testo: si parla da un punto di vista intimo del percorso personale che una madre ha deciso di vivere mano nella mano con la propria figlia.
Quello di Mariella Fanfarillo è un viaggio che la donna ha compiuto insieme a sua figlia Esther, transessuale coraggiosa. Lei è la seconda ad aver ottenuto l’autorizzazione al cambio anagrafico di sesso senza l’obbligo dell’operazione e soprattutto quando era ancora minorenne.
Dalle pagine di Senza rosa né celeste. Diario di una madre sulla transessualità di una figlia oltre al percorso genitoriale e all’importanza fondamendale che i genitori ricoprono nell’accompagnare i propri figli in questi percorsi difficili, si evince anche l’immagine di un Paese che ha difficoltà sia burocratica che di cultura nel riuscire a garantire l’uguaglianza e la parità di diritti a tutti i cittadini.
Un libro che spiega la transessualità da un punto di vista diverso
Rendere i diritti universalmente validi per tutti, a prescindere dal sesso o dall’orientamento sessuale, significa dare dignità a ciascun essere umano e significa, soprattutto, non discriminare le scelte di terzi di cui alla legge e alla società, tra l’altro, non dovrebbero importare e non dovrebbero generare giudizio ma semplicemente dovrebbero rappresentare una normalità che, purtroppo, non esiste.
Ciò si intravede dalle leggi, dalla burocrazia e dai problemi sociali cui stiamo assistendo negli ultimi anni.
Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia.
Per scoprire qualcosa in più del libro o per interagire virtualmente con l’autrice non vi resta che collegarvi su zoom, connettersi attraverso il codice di identità del meeting: 830 22 66 19 22.
L’incontro, organizzato dall’associazione Apple Pie in collaborazione con Laika project, Brother&Sisterlgbt e Oltre le nuvole e l’arcobaleno, è previsto martedì 16 giugno alle ore 20:40.
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Lidia Yuknavitch sarà in Italia
Lidia Yuknavitch sarà in Italia a ottobre per presentare La cronologia dell’acqua e incontrare i suoi lettori.
Lidia Yuknavitch ha insegnato Scrittura creativa, Letteratura e Studi femminili alla Eastern Oregon University. In italiano sono stati pubblicati i suoi due romanzi Dora (Indiana, 2011) e Il libro di Joan (Einaudi, 2019).
Con La cronologia dell’acqua ha raccolto negli anni un successo di culto, conquistando sempre più lettori e lettrici in molti paesi.L’autrice ci parla così del suo libro:
Voglio raccontare una storia a parte. La verità è che la storia di una donna che fa un figlio è una narrazione inventata da noi. Più precisamente, una donna con la vita che sboccia in grembo rappresenta – anzi, è – la metafora della creazione di una storia.
Una storia con cui tutti possono convivere. La fecondazione, la gestazione, il contenimento, la produzione di un racconto.
Allora lasciatemi dare un consiglio. Qualcosa da usare in rapporto a questa narrazione grandiosa, a questa condizione epica, qualcosa con cui convivere quando sarà il momento.
Raccogliete pietre.
Tutto qui. Ma non pietre qualsiasi. Sei una donna intelligente e quindi cerchi l’inimmaginabile nell’ordinario in posti dove normalmente non andresti da sola – gli argini dei fiumi. Il fitto del bosco. La parte di costa oceanica dove gli sguardi delle persone svaniscono.Guada tutte le acque. Quando trovi un mucchio di pietre, osserva a lungo prima di scegliere, lascia che gli occhi si abituino, usa quello che hai imparato nella lunga attesa per attendere.
Lascia che l’immaginazione trasformi ciò che sai.Lidia Yuknavitch sarà in Italia: le date
7 ottobre ore 19 – MILANO: presso verso libri con Laura Pezzino e Jonathan Bazzi
9 ottobre ore 15.45 – TORINO: Portici Di Carta con Nadeesha Uyangoda presso la Sala Turinetti delle Gallerie d’Italia Intesa Sanpaolo, piazza San Carlo 156
11 ottobre ore 19 – BOLOGNA: Libreria Confraternita dell’Uva, con Alessandra Sarchi
12 ottobre ore 18.30 – FIRENZE: in collaborazione con Todo Modo, presso 25Hours Hotel (sala cinema Paradiso), con Carlotta Vagnoli
14 ottobre ore 19.30 – ROMA: in collaborazione con Libreria Trastevere presso EXP Palazzo Esposizioni, con Nadia Terranova
18 ottobre ore 19 – CAGLIARI: presso Libreria Ubik Cagliari con Francesca Madrigali
Pubblicato il 22-09-2022
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