L’attore e il volto raccoglie una selezione di saggi di Leif Zern, tra i più importanti critici europei.
Mescolando ricordi autobiografici, recensioni a spettacoli teatrali, piccoli ritratti del mondo del cinema, analisi teoriche sull’arte attoriale, emerge una prospettiva critica in cui il «sentire» diviene la forma totale che investe sia la performance interpretativa dell’attore che il pubblico, identificato non solo come mero fruitore passivo, ma partecipe attivo della messinscena.
Da Ingmar Bergman a Lars Norén, fino ad autentici pilastri della tradizione scenica come Louis Jouvet, lo sguardo di Zern si sofferma sulla recitazione e l’immedesimazione dell’attore, in un percorso dove «le emozioni non sono innate ma conquistate con un processo di appropriazione».
A cura di Vanda Monaco Westerståhl
Leif Zern: biografia
Nato nel 1939, è un giornalista, critico teatrale e autore svedese.
Fino al 1966 lavora per «il Quotidiano di Stoccolma», poi passa alla redazione della rivista letteraria «Blm».
Nel 1968 diventa critico teatrale del più importante quotidiano svedese, il «Dagens Nyheter» e tra il 1982 e il 1993 cura la sezione culturale del giornale «Expressen».
Oltre ai diversi impieghi giornalistici, è autore del romanzo di successo Kaddish på motorcykel, sulla vita degli ebrei a Stoccolma e di diversi volumi su cinema e teatro (Kritik e Vedere Bergman) e ha anche recitato un piccolo ruolo all’interno del film Puss & Kram del regista svedese Jonas Cornell.
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MAVV: due nuovi premi per la cultura
MAVV incontra giovani e imprese attraverso due concorsi nazionali: Wine Art Contest e GreenPrix. Questi due progetti sono dedicati all’arte, alla cultura e all’innovazione e sostenibilità nel settore enogastronomico.
Lo scopo di queste due iniziative è quello di promuovere questo settore come risorsa per uno sviluppo economico. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per promuovere i giovani talenti artistici e i neo-imprenditori.
Wine Art Contest :tra arte, cultura e paesaggio il concorso dà spazio alla creatività di giovani talenti, mettendo al centro il nettare degli Dei, il Vino. La manifestazione prevede assegni premio, audizioni, partecipazioni a festival (Wine Art Fest), workshop, performance e produzioni. Il contest sarà gestito sui social con la fase finale in presenza alla Reggia di Portici, nel rispetto della normativa per la gestione dell’emergenza pandemica.
Iscrizioni fino al 6 settembre prossimo, con l’invio delle opere e delle performance artistiche candidate (foto, clip, audiovisivi, etc.), al sito.
Un comitato di esperti del MAVV Wine Art Museum selezionerà venti opere da sottoporre a una giuria formata da personalità di alto profilo, culturale, artistico e sociale.Il primo classificato riceverà un assegno di 1.000 euro. Saranno conferiti assegni e riconoscimenti anche al secondo e terzo classificato, nonché premi speciali (design e comunicazione visiva, danza, fotografia e video, pittura e disegno, musica e suoni, canzoni, etc.). Gli artisti selezionati saranno coinvolti in workshop ed eventi del MAVV Wine Art Museum e dei partner del concorso.
Il Wine Art Contest è una manifestazione, senza scopo di lucro, organizzata dall’impresa culturale MAVV – Museo dell’Arte, del Vino e della Vite, che ha come unico obiettivo la valorizzazione e la promozione dei talenti artistici che realizzano opere d’arte e creazioni ispirandosi al nettare degli Dei: Il Vino.
Il MAVV in continuità con le attività dedicate alla cultura del vino, al bere consapevole e al loro legame con la creatività e le varie forme d’arte organizza il Wine Art Contest Online come volano di rilancio in questa fase di crisi globale che ha fortemente penalizzato il settore culturale ed in particolare i giovani artisti. Il Contest è completamente gratuito ed è rivolto a tutti gli artisti senza
limiti d’età, che intendono esprimersi attraverso le varie forme d’arte.
Attraverso questo evento si creeranno concrete opportunità di promozione per i giovani talenti con: borse di studio/assegni premio, audizioni, partecipazioni in festival, workshop, performance e produzioni. I 3 vincitori saranno premiati nella sede del MAVV localizzata nella prestigiosa Reggia di Portici e i primi 20 artisti preselezionati riceveranno menzione speciale e potranno esporre le loro opere in una mostra che sarà allestita presso il MAVV Wine Art Museum – Centro MUSA – Musei delle Scienze Agrarie di Portici.MAVV incontra giovani
GreenPrix: creare un’impresa è un’opera d’arte. Questo il concetto a cui si ispira il MAVV e con il quale promuove ilconcorso, un premio speciale nel mondo del vino per valorizzare le idee e i progetti di startup e aziende, che si sono distinti per innovazione, creatività e sostenibilità.
L’idea migliore, nel campo del wine, l’agrifood, l’enoturismo e l’industria creativa e culturale del settore, sarà premiata con percorsi di incubazione e/o accelerazione (mentoring, tutoring,
empowerment imprenditoriale, formazione strategie di marketing e comunicazione, networking e funding) e di supporto manageriale per la consulenza contabile, fiscale, advisory legale,
amministrativa, finanziaria di startup e di finanza agevolata a cura di partners qualificati.
Il soggetto vincitore, designato da una commissione giudicatrice, composta da personalità del mondo sociale, economico, culturale e da esperti, verrà accompagnato nella sua crescita grazie
a un supporto specialistico e consulenziale del valore di 26.000 euro.
La call si chiuderà il 13 settembre e le candidature sono aperte nell’area dedicata del sito.Il contest è indetto con la finalità di supportare e sostenere la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di idee, innovative e sostenibili, nel settore wine e agrifood, comprese le iniziative e i progetti di enoturismo e dell’industria creativa e culturale settoriale. Il contest selezionerà un’iniziativa imprenditoriale proposta da soggetti da costituirsi o già costituiti da non più di 36 mesi.
Il Team selezionato sarà premiato con percorsi di incubazione e/o accelerazione (mentoring, tutoring, empowerment imprenditoriale, formazione strategie di marketing e comunicazione, networking e funding) e di advisory legale, fiscale, amministrativa, finanziaria in materia di startup innovative e di finanza agevolata a cura di partners qualificati.
La partecipazione è gratuita. L’iniziativa non ha finalità commerciali. Il premio consiste in servizi di incubazione e/o accelerazione e advisory per un valore equivalente a
26.000 euro. -
Brama di Ilaria Palomba: un romanzo dove anche l’alba diventa sera
In Brama di Ilaria Palomba c’è Fabrizio De Andrè ma c’è anche Antonio Vivaldi, c’è Emil Cioran, ma ci sono anche Amelia Rosselli ed Antonia Pozzi e ancora c’è la psicanalisi, ovviamente c’è Sigmund Freud, e poi c’è il Libro Rosso di Carl Gustav Jung…
Fabrizio De André nel 1968, scriveva, a proposito della sua canzone Inverno:
Un ipotetico lui che cerca di salvare un amore che sta per morire: fa di tutto per salvarlo e, alla fine, si accorge che anche l’amore, come tanti altri sentimenti umani, come per esempio l’odio, è deperibile, deve anche lui morire…
Tutto ciò che può arricchirci nella gioia della scoperta, ammansita però nella catarsi di un dolore allucinato, tremendo, suicida, tutto ciò e altro ancora è presente nell’ultimo romanzo di Ilaria Palomba, Brama (Giulio Perrone Editore), che è appunto dedicato all’inverno, stagione che ancora attualmente viviamo, nella sua fattispecie asettica, spesso sconfortante, piena di un nulla che sta lì lì per essere colmato con la nostra voglia di fare, di conoscere, di capire, nel freddo respiro di un vento che minaccia or ora di portar via tutto.
Ci si ritrova sempre nelle opere di Ilaria Palomba, giovane autrice, scrittrice e poetessa, che studia le debolezze umane attraverso i suoi personaggi, che forse non sono altro che lo specchio di una qualche assopita incoscienza, di un qualche alter ego che si enuncia nell’ammiccante sfolgorio di pagine e pagine lette di autori poeti, scrittori o filosofi brillanti, che facciano luce sulla sua condotta.
Brama, che richiama molto Disturbi di Luminosità, sempre di Ilaria Palomba, pubblicato nel 2018, continua a narrare la storia tormentata di una donna di trent’anni, Bianca, che affronta nel pieno le sue facoltà intellettive, e lo fa in maniera così intensa, che alla fine scopre di conoscerne tutti i punti deboli, che finiscono per ingigantirsi, forse a causa di una dirompente intelligenza, un senso acuto di quanto limitata può essere la capacità di soffrire effetti di una vita sacrificata all’impeto esterno.
Ne Il Cantico dei Drogati Fabrizio De André recita:
Le parole che dico
Non han più forma né accento
Si trasformano i suoni
In un sordo lamento.
L’amore può salvare questa mistura di malcapitata esperienza nichilista, annientatrice di elementi circostanti che strozzano, che soffocano, e la speranza di una rinascita ricade su Carlo Brama, filosofo, di parecchi anni più di lei, uomo affascinante e misterioso, ricco di sapere, con un certo successo alle porte in quanto autore. Inizia con lui una relazione complicata e dedita al possesso, alla gelosia, alla paura di perdersi, all’impeto sessuale nel ritrovarsi, alla gioia del conoscere le sue smanie di sapere e di elargire, ma anche al timore di ritrovarsi ingarbugliati in una scarsa preparazione umanistica, in confronto all’immensa mole di conoscenze che il filosofo non esita ad esporre.
Ilaria Palomba
Un’autentica crescita morale improvvisa, quella di Bianca, che confrontandosi con Carlo Brama, capisce di avere accanto a sé la ragione più ovvia del suo divenire, che forse ha tardato ad arrivare perché priva di una vera e propria reminiscenza formativa, forse offuscata da sentimenti strozzati, storie di sesso e di droga, un incontrastabile tensione nei confronti dei suoi genitori, soprattutto del padre, psicanalista, professionista dotto e preparato, verso il quale sin da ragazzina soffre di un confronto smisurato.
Carlo ora è tutto, è il suo riconoscersi nelle idee mitologiche che l’hanno formata negli anni.
Ancora Fabrizio De André in Leggenda di Natale:
Coprì le tue spalle d’argento e di lana
di perle e smeraldi intrecciò una collana
e mentre incantata lo stavi a guardare
dai piedi ai capelli ti volle baciare…
Bianca però è stata, e lo è tutt’ora, vittima di tentati suicidi. Ha subìto una violenza sessuale a dodici anni, a venti ha invischiato la sua esistenza nei rischi delle incoscienze da rave party, ed è una continua bomba ad orologeria che aspetta l’epilogo; ed ora, senza Carlo, dopo mesi di una passione sfrenata, ma anche spesso frenata dalla paura di poter possedere per forza, ora è vittima della bramosia, e spesso tale sentimento, forte, smanioso, rimbombante, riguarda il desiderio di ritrovarsi per forza con gli occhi negli occhi della persona che si ama, anche se quest’ultima è fuggita, anche se si sa per certo di averla persa.
Non importa quanto tempo ancora si possa attendere, lieto o drammatico fine qual sia, Bianca si cala nella vasca e inghiotte l’impossibile, e nel caso sia ancora cosciente, il phon è lì accanto, acceso, pronto per la resa finale…
Qualcuno però è pronto lì per salvarla.
Carlo? La sua amica Francesca? Elena, l’amica di Carlo e sua confidente? Giorgio, pronto a soccorrerla con un manto di petali di rose?
Bianca vuole uccidere sé stessa per il troppo danno che le infliggono tutti. Bianca potrebbe solo così sopprimere tutti.
Prendo in prestito i versi di Fabrizio De André contenuti all’interno di Ballata degli Impiccati:
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vice ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un’ora.
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l’antico credo
di chi muore senza perdono…
Carlo però è Bianca, e Bianca è Carlo, e ambedue cercandosi, è come se volessero ritrovare quell’esistenza che appartiene ad entrambi; essi si colmano l’un l’altra e si compensano.
Forse nell’immaginario di Ilaria Palomba Carlo e Bianca formano insieme il protagonista di Finestra segreta, giardino segreto di Stephen King, un’identità nello specchio dell’altra, dove forse ambedue esistono, o forse dove nessuno dei due esiste davvero, o forse ancora dove in un’unica persona essi coesistono e si aggrappano alla speranza che l’altro ci sia sempre.
Perché sappiatelo: Carlo Brama non è l’uomo irremovibile che vuol sembrare. Nasconde segreti nel suo giardino incantato, che sta a rimirare dalla sua finestra segreta e Bianca alla fine lo sa, se ne accorge e quando sarà lui a cercare lei, dopo una pausa fatta di rancori, sopraggiungeranno Eros e Thanatos e il finale sarà l’esplosione della bravura di Ilaria Palomba, un’autrice che non deluderà mai.
Da Recitativo di Fabrizio De André:
Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati e fa i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce…
Carmine Maffei
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Le peggiori paure: una feroce riflessione sul matrimonio
Le peggiori paure è un romanzo di Fay Weldon, edito da Fazi Editore, che uscirà nelle librerie il prossimo 30 gennaio.
Protagonista del romanzo è Alexandra Ludd, un’attrice affermata, che diventa inaspettamente vedova. Ned noto critico teatrale nonché marito della donna viene colto improvvisamente da un infarto mentre la donna si trova a Londra per lavoro.
La vita coniugale di Alexandra Ludd e Ned sembrava essere felice e priva di lati oscuri ma una serie di eventi e dettagli strani, dopo la morte del marito la portano a porsi delle domande che la mettono in discussione sul suo ruolo di donna, di madre e di artista.
La morte di Ned pone Alexandra in una fase di stallo, in cui i ricordi della vita coniugale si confondono con visioni di una vita altra, il dolore e la perdita sono condizioni difficili da accettare per la donna.
Era un cordone ombelicale a tenerli uniti – reciprocamente- che con il tempo avrebbe riportato indietro lui, oppure sarebbe stata lei a seguire lui? Presto avrebbe forse avuto un’altra visione: Ned sarebbe riapparso sulla spiaggia per aspettarla, l’ombra si sarebbe dissolta e lei l’avrebbe raggiunto sulla battigia alla luce del sole. Insieme sarebbero entrati in un’altra forma di vita. Così andavano le cose. Lei non riusciva ad accettare l’essenza definitiva della morte. Ci sei, e poi, di colpo, non ci sei più. Impossibile. Il confine fra le due condizioni era troppo marcato e definito per essere accettabile.
Le peggiori paure di Fay Weldon
Fay Weldon realizza un libro estremo in cui emergono complicità e competizioni femminili che si scontrano inevitabilmente con l’ambiguo universo maschile. Per scoprire il resto non vi resta che leggere il libro!
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