Il medico argentino Ricardo Coler viaggia nella provincia cinese dello Yunnan fino alle remote sponde del Lago Lugu per conoscere i Mosuo, una delle piú pure culture matrilineari al mondo.
In questa regione appartata vive una comunità matriarcale, nella quale le donne amministrano l’economia, il lavoro e la vita famigliare, non hanno compagni fissi, ignorano il legame matrimoniale e la figura paterna.
In famiglie dominate esclusivamente da madri e nonne, lo scrittore incontra uomini che ai privilegi femminili si sono felicemente adeguati, con poche responsabilità, nessuna iniziativa o spinta alla competizione, e molto tempo per giocare a mahjong, oziare e fumare in riva al lago. Un mondo in cui i dissidi sono guardati con imbarazzo, la violenza è praticamente sconosciuta e la vita prende una piega impensabile.
Rispetto alle donne Mosuo è sempre circolata la diceria di una grande disinvoltura sessuale, cosa che buona parte del milione di turisti dell’ultimo anno ha di certo considerato nello scegliere come meta il Lago Lugu. Per non deludere i turisti, arrivarono prostitute da altre parti della Cina. Giunte al lago, si vestivano con l’abito tradizionale del villaggio e intrattenevano chi era venuto in cerca di quel che loro potevano offrirgli, ma che nulla aveva a che vedere con la realtà. Tutta la comunità in principio si mobilitò per farle andare via, e quelle se ne andarono. Ma poi sono ritornate.
È un peccato che con ogni pullman che arriva al villaggio si perda qualcosa della cultura mosuo, quest’esempio unico di come il femminile – non le donne, ma il femminile – possa costruire tra le persone relazioni tanto diverse da quelle che conosciamo.
Ricardo Coler (Buenos Aires, 1956) è un medico, fotografo e scrittore argentino. I suoi reportage antropologici e di viaggio sono stati pubblicati con successo in molti paesi. Con nottetempo ha pubblicato Eterna giovinezza (2011) e Il regno delle donne (2013).
You Might also like
-
Frank Cancian in mostra a Roma ultima settimana
Martedì 30 novembre, l’ultima settimana di apertura della mostra “Frank Cancian.
Un paese del Mezzogiorno italiano. Lacedonia, 1957”, inaugurata al Museo delle Civiltà di Roma il 10 ottobre 2020 e più volte prorogata.
Si tratta di un evento di eccezione, da non perdere, poiché per la prima volta è stata esposta in sede nazionale una significativa selezione delle immagini in bianco e nero scattate a Lacedonia (Avellino) nel 1957 da Frank Cancian, noto antropologo americano figlio di genitori italiani che ha alternato la sua professione di scienziato sociale con la passione per la fotografia, scomparso in California il 24 novembre scorso. Le fotografie esposte, oltre un centinaio, sono stampate dai negativi originali su carta fotografica in alta qualità.
Le immagini raccontano, con straordinario vigore, la realtà sociale e culturale del piccolo paese irpino nel 1957, anno del soggiorno in Italia del giovane studioso, all’epoca poco più che ventenne, come borsista Fulbright. Esse fanno parte di un fondo composto da 1801 negativi, con relativi provini a contatto, più le note di campo originali redatte tra gennaio e luglio del 1957, che Frank Cancian ha donato alla comunità lacedoniese e che vengono custoditi ed esposti nel MAVI Museo Antropologico Visivo Irpino, fondato a Lacedonia nel 2017 per iniziativa della Pro Loco “Gino Chicone”, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e la collaborazione dell’associazione LaPilart.Accompagna la mostra romana un volume realizzato in doppia tiratura italiana e inglese da Postcart per la cura di
Francesco Faeta: “Un paese del Mezzogiorno italiano. Lacedonia (1957) nelle fotografie di Frank Cancian – A Town in Southern Italy. Lacedonia (1957) in Frank Cancian’s photographs”.
Quello che Frank Cancian realizzò a Lacedonia rappresenta secondo il prof. Faeta «uno straordinario studio di comunità attraverso la fotografia, che resta uno dei più rilevanti frutti dell’impegno delle scienze sociali americane, particolarmente negli anni Cinquanta e Sessanta, nel nostro Paese». «Nessun antropologo che abbia studiato il Mezzogiorno d’Italia in quegli anni – sintetizza Faeta nel volume sopra citato – ci ha lasciato un più vivido e completo ritratto di comunità».Nello spazio espositivo vengono inoltre proiettati il documentario pluripremiato “5×7 – il paese in una scatola” di Michele Citoni, che ricostruisce il viaggio in Italia di Cancian nel 1957 e il suo nuovo incontro con la comunità lacedoniese avvenuto 60 anni dopo, e una lunga intervista all’antropologo.
La mostra è realizzata dal Museo delle Civiltà (MuCiv) di Roma e dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura in collaborazione con il Comune di Lacedonia (Av), il MAVI – Museo Antropologico Visivo Irpino, la Proloco “Gino Chicone”, LaPilart e il Museo etnografico di Morigerati (Sa).Hanno dato il loro patrocinio scientifico e culturale: The Fulbright Program, SIAC – Società Italiana di Antropologia Culturale, SISF – Società Italiana per lo studio della Fotografia, Dipartimento di Scienze Politiche – Università degli Studi Roma Tre, Fondazione Un Paese.
Il progetto è promosso e coordinato da Francesco Aquilanti e Luciano Blasco e curato da Francesco Faeta.Orari dell’ultima settimana:
Da martedì 30/11 a venerdì 3/12 ore 8.00-19.00
Sabato 4/12 apertura straordinaria ore 11.00-19.00
Domenica 5/12 ore 8.00-19.00 su prenotazione
Altri dettagli sul sito del Museo delle Civiltà.
Tel.: 06549521 -
Foja e Diego Armando Maradona Jr. a Nisida per consegnare strumenti musicali e maglie da calcio ai ragazzi
I Foja si sono recati a Nisida per portare a conclusione l’iniziativa annunciata lo scorso 22 giugno in occasione dell’uscita della versione in napoletano de “La Mano de Dios”, brano di Alejandro Romero portata al successo mondiale da Rodrigo e tradotta per l’occasione dai Foja.Lo scopo era quello di dare un contributo concreto alle attività dei giovani in difficoltà attraverso il sentimento di rivalsa sociale che ha accompagnato la figura di Diego Armando Maradona, sempre vicino agli ultimi, in questo caso accomunando musica e sport. L’evento è stato realizzato nella settimana di celebrazione del primo anniversario dalla scomparsa del campione argentino, avvenuta il 25 novembre 2020.Sono stati consegnati ai ragazzi dell’istituto penale minorile di Nisida strumenti musicali tra cui chitarre, ukuleli, bonghetti, tammorre e tarabuka, e abbigliamento e accessori sportivi (completini di calcio personalizzati, palloni, guanti, casacche, etc.).Questa iniziativa sociale dal fortissimo significato ha trovato in Diego Armando Maradona Jr. un supporto entusiasta sin dall’inizio. Alla giornata, infatti, sono stati presenti sia lui, nella doppia veste di figlio di Maradona e di allenatore del Napoli United, il progetto calcistico del presidente Antonio Gargiulo dai forti connotati di inclusione e integrazione sempre attento ai temi sociali, sia il Direttore Generale della squadra Pietro Foderini, e il dirigente del settore giovanile Salvatore Sansone con una delegazione di giocatori del club.Diego Armando Maradona Jr ha affermato:Voglio ringraziare i Foja e Napoli United per averci dato l’opportunità per essere oggi qui, perché è sempre un’esperienza formativa, anche per noi. È bello sapere che ‘A Mano ‘E Dios sia arrivata a Nisida con un progetto senza scopo di lucro.Dario Sansone, frontman dei Foja, nell’incontro con i ragazzi ha detto:In linea con i valori che Diego Armando Maradona ci ha passato, pensavamo che questa iniziativa dovesse portare a qualcosa di concreto e di utile, e così è stato.Importanti sono stati i due sponsor, la Givova che ha donato le mute calcistiche poi personalizzate grazie ai ricavi maturati dalla vendita del merchandising, e Antonio Miletti della Eredi Miletti Giuseppe, per le condizioni agevolate offerte relativamente all’acquisto degli strumenti musicali.Foja: biografia
I Foja hanno all’attivo tre album in studio, ‘Na Storia Nova, Dimane Torna ‘O Sole, e ‘O Treno Che Va. Con gli ultimi due ottengono un posizionamento nella cinquina finale delle Targhe Tenco nella categoria miglior album in dialetto. Girando l’Italia per anni, hanno calcato palchi prestigiosi, registrando sempre il sold-out, tra gli altri quello del Teatro di San Carlo con uno show diretto da Franco Dragone (Cirque du Soleil), dell’Arena Flegrea con uno speciale spettacolo che unisce musica e illustrazione dal vivo, del Cortile della Reggia di Capodimonte, del Palazzo Reale e di Castel Sant’Elmo a Napoli davanti ad un pubblico di oltre seimila persone.
La loro musica è stata utilizzata con successo in diversi film come L’arte della felicità (EFA European Film Award) e Gatta Cenerentola, ottenendo la candidatura per la miglior canzone originale sia al David di Donatello con i brani “’A malia” e “A chi appartieni”, che ai Nastri d’Argento con “’A malia”.
Dal 2018 hanno inizio collaborazioni discografiche con artisti internazionali (Pauline Croze, La Pegatina, Shaun Ferguson, Weslie, Black Noyze, Alejandro Romero). Nel novembre del 2018 registrano il tutto esaurito nelle date del loro Tour Europeo nei migliori club delle principali capitali e, nel 2019, volano oltreoceano per il loro Tour Canadese e Statunitense tra club e grandi teatri.
Nel 2020 chiudono il loro primo decennio di attività discografica con lo speciale cofanetto “Dieci” che raccoglie l’intera produzione, compresi diversi brani fuori album e un inedito.
Nel 2021 inizia il nuovo progetto musicale, anticipato dalla pubblicazione in contemporanea di due nuovi singoli, “ADDÒ SE VA” e “TU”, che porterà alla pubblicazione del loro quarto album in studio.
Lo scorso 22 giugno è stata rilasciata ’A mano ’e D10S” versione napoletana di “(INRI) La mano de Dios” canzone scritta da Alejandro Romero e dedicata a un campione senza tempo, Diego Armando Maradona.
Del brano è stato pubblicato anche il videoclip con la regia di Michel Liguori e la produzione di Anartica Film, girato in parte all’interno dello stadio Ex San Paolo e ora rinominato Stadio Diego Armando Maradona.
Il 29 ottobre è uscito “Duje comme Nuje”, singolo e video presente nella colonna sonora di “Yaya e Lennie – The Walking Liberty”, nuovo film di animazione della Mad Entertainment diretto da Alessandro Rak nelle sale il prossimo 4 novembre e di cui Dario Sansone, leader dei Foja, è anche aiuto regista, direttore artistico e autore delle musiche insieme a Alessandro Rak e Enzo Foniciello. -
Stand Up Comedy a Napoli con Francesco Arienzo
Dall’esperienza ventennale della Full Heads Records nasce a Napoli un nuovo management e local promoting artistico dal nome Full Heads Comedy.L’onda lunga della nuova comicità italiana ha un nome preciso ed è Stand Up Comedy che da alcuni anni in buona parte imperversa in piccoli teatri e club, offrendo una nuova formula di comicità in chiaro stile anglosassone. Difatti arriva dagli Usa il genere che fa concorrenza al tipico cabaret italiano.Monologhi, improvvisazione, microfono aperto, nessuna parete tra il comico e il pubblico; parole e pensieri liberi dal piglio aggressivo. I testi, spesso politicamente scorretti, si mischiano in un mantra isterico dove la regola principale è far ridere a tutti i costi, portando sempre un proprio punto di vista sulla realtà che ci circonda.Si chiama Stand Up Comedy ed è un genere comico non proprio nuovo, che nasce nel secolo scorso dall’americano Lenny Bruce, il primo a praticarlo e per questo motivo definito il suo inventore.Questa “nuova” lettura comica si distacca nello stile dal cabaret che gli italiani hanno apprezzato grazie a format tv molto celebri e si sviluppa per canali non convenzionali.Un corposo gruppo di comedians si sta facendo largo su scala nazionale e come in tutti i campi artistici Napoli è protagonista con una nuova leva che già da qualche anno è riuscita a farsi notare e a raccogliere ottimi risultati.D’altronde questa è la TikTok-era e gli stand up comedians fanno largo uso dei social diventando famosi anche tra i giovanissimi.Trai nomi di rilievo nazionale c’è sicuramente Francesco Arienzo, napoletano da sempre, comico da molto, padre da poco, spesso una brava persona. Torna finalmente a Napoli e dichiara:Sono felice perché il 18 dicembre andrò in scena per la prima volta a Napoli” e quando gli facciamo notare che non è vero perché già ci è stato altre volte, ci risponde così: “… da papà. Andrò in scena a Napoli per la prima volta ma DA PAPÀ!Nei suoi monologhi descrive il suo mondo e si diverte a ribaltare l’ovvio e a esaltare gli stati d’animo – anche quelli negativi – in modo cinico e delicato. Già premiato in diverse manifestazioni italiane si è fatto notare al grande pubblico nel 2017 grazie alla partecipazione a Italia’s Got Talent conquistando il golden buzzer e il secondo posto.Sarà proprio Arienzo ad inaugurare la stagione di proposte stand up (e comicità in senso più ampio) della neonata Full Heads Comedy la quale presenterà una lunga rassegna itinerante cittadina alternando nuovissime leve locali a nomi già affermati del circuito nazionale.Appuntamento Domenica18 Dicembre presso la Fondazione Foqus ai Quartieri Spagnoli, inizio ore 21:00.Francesco Arienzo: biografia
Francesco Arienzo, napoletano, classe ’81, intraprende il percorso teatrale portando in scena numerosi spettacoli, di cui oltre che attore è spesso autore e regista.Gli anni più recenti della sua carriera sono contraddistinti dall’amore per la stand-up comedy e dalla voglia di sviluppare maggiormente il suo universo comico. E sono proprio i suoi monologhi in cui descrive il suo mondo nei quali si diverte a ribaltare l’ovvio e a esaltare gli stati d’animo -anche quelli negativi- in modo cinico e delicato, già premiati in diverse manifestazioni italiane, a portarlo nel 2017 sul palco di Italia’s Got Talent e a conquistare prima il golden buzzer di Frank Matano e poi il secondo posto. Subito dopo porta in scena il suo spettacolo Disagistica Contemporanea e nel 2018 entra a far parte del cast fisso di Saturday Night Live Italia su TV8, condotto da Claudio Bisio.Da Gennaio 2019 Francesco è in scena nei teatri e nei club italiani con il nuovo spettacolo Maschio Adorabile Poco Virile e in primavera debutta nel programma comico Colorado, su Italia1. L’autunno invece vede Francesco tra i protagonisti di Extra-Factor -il Late Show in onda su Sky subito dopo X-Factor- e come conduttore dell’Ante-Factor per la serata finale.Nel 2020, come tutti, si barrica in casa e, insieme -ma a distanza- a Veronica Pinelli e Marco Renzi, concepisce e scrive Vesuviana Football Club una serie podcast comedy prodotta da Amazon-Audible. Nell’attesa compra un microfono e produce il podcast indipendente Dr. Disagio, una raccolta di 15 monologhi inediti in cui ogni lunedì racconta le sue esperienze di vita e le sue osservazioni che poco si adattano al mondo circostante e che diventa anche uno spettacolo Live in tour per club e teatri d’Italia e sconfina anche in Slovenia.A Marzo 2021 è tra i protagonisti e gli autori di Casa Sanremo, il talk-show pomeridiano e serale in diretta streaming dal Palafiori durante il Festival da Sanremo. A novembre partecipa al nuovo programma di Rai2 Data Comedy Show in seconda serata e nel 2022 entra a far parte del cast fisso di Bar Stella lo show di Stefano De Martino e recita in So Cast So Wine – Uomo delle stelle la sketch-comedy in onda su Sky Uno e NOW.Intanto unisce la sua passione per i live e i podcast con Invito a cena con Delivery, un talk-show con ospiti sempre diversi, che tuttora registra ogni due settimane dal vivo con il pubblico dal GhePensiMi di Milano, disponibile su Spotify e tutte le altre piattaforme.
14 comments on Il regno delle donne L’ultimo matriarcato di Ricardo Coler
Comments are closed.