I Rue de Paradis hanno pubblicato un nuovo singolo dal titolo “In the Universe“, una canzone che fonde lo stile rock americano e la new wave degli anni ’80.
La band, composta da Raffaele Campeotto, Luca Appolonio, Diego Beltramini e Riccardo Zamolo, ha creato un suono fresco e contemporaneo che dimostra la loro versatilità musicale senza perdere l’identità sonora.
Il testo del brano, introspettivo e poetico, presenta un dialogo tra due versioni della stessa persona in dimensioni diverse, esplora le teorie del multiverso e invita l’ascoltatore a riflettere sulla fugacità dell’esistenza umana. Il ritornello, con la sua enfasi sull’infinità dell’universo, lascia un’impronta duratura nella mente degli ascoltatori, invitandoli ad immaginare realtà parallele.
Il videoclip del singolo, diretto da Simone Vrech, è un’esperienza visiva sorprendente che gioca con le luci e il colore rosa, simbolo del logo ufficiale della band, ed è disponibile sul canale YouTube della band.
La produzione audio del brano è stata curata da Nico Odorico degli Angel’s Wings Recording Studios, che ha lavorato a stretto contatto con i membri della band per garantire la massima qualità del suono.
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L’istituto Francesco De Sanctis apre le porte alla promozione territoriale
L’Istituto Agrario Francesco De Sanctis di Avellino, una delle Scuole d’Italia più antiche e prestigiose d’Italia, apre le porte alla comunità locale con la prima edizione di Ricreazione, la rassegna culturale e primo modello di valorizzazione territoriale proposto all’interno di un’Istituzione scolastica.
Nell’ambito del progetto “AgriNuovo – agricoltura 4.0” la startup Visit Irpinia insieme all’associazione 41/14 – quarantuno/quattordici presenta un ampio calendario di eventi culturali, che si terrà da giovedì 15 luglio fino a domenica 5 settembre, miscelando perfettamente ruralità, tradizione, condivisione, ricerca, innovazione e digitalizzazione al centro della città di Avellino.La Scuola Enologica Francesco De Sanctis, riferimento per la formazione in agroalimentare e specializzata nella viticoltura e nell’enologia di qualità nel Meridione, si apre alle aziende, alle istituzioni
e agli enti che intendono collaborare attivamente nelle attività destinate alla realizzazione di un’offerta di turismo lento, sostenibile ed enogastronomico della manifestazione estiva.Ricreazione il progetto culturale dell’istituto Francesco De Sanctis
Una proposta gastronomica studiata sui fondamentali della filiera corta e sull’esaltazione dei prodotti identitari della provincia di Avellino sarà curata dal collettivo “Vita da Catering” insieme supporto dello chef Mario Argenziano per l’intera durata dell’intera kermesse.
Un format studiato e sintetizzato nell’unione binomiale del Ricreare e Ripartire. Un’altra prospettiva di lettura del territorio e delle sue risorse ma sviluppate negli spazi della Scuola, dove Francesco De Sanctis, per primo, decise di firmare la storia irpina con la prima lezione all’aperto in uno degli
spazi del complesso scolastico.I foci della rassegna saranno “consapevolezza”, “osmosi” e “inclusività” rimpastati in attività costanti quali laboratori del gusto, proiezioni cinematografiche, concerti, mostre, speeches di approfondimento e momenti di intrattenimento culturale. In occasione dell’evento e coerentemente alle finalità della kermesse, il Conservatorio Statale di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino è partner della manifestazione per la progettazione e la realizzazione di una costante collaborazione di iniziative tese alla promozione e alla divulgazione della cultura musicale in ambito territoriale.
L’orchestra del Conservatorio aprirà e chiuderà la manifestazione con un concerto unico nel suo genere.
Il progetto si prefigge di rimarcare la centralità dell’Istituto Formativo nella formazione del settore agroalimentare, puntando alla ricaduta fondamentale delle attività di sviluppo territoriale, che meglio esprimono il suo potenziale sulla scena nazionale ed internazionale con un evento unico nel suo genere. -
Sax Week la Masterclass Internazionale di Sassofono del M. Otis Murphy
Il 29, 30 e 31 marzo in occasione della prima edizione della Sax Week dedicata alla memoria di Giuseppe De Matola il Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella ospita la Masterclass Internazionale di sassofono del M. Otis Murpy, professore di sassofono presso la Jacobs School of Music dell’Università dell’Indiana (USA).La Masterclass, in collaborazione con Yamaha, è promossa e sostenuta dalla dottoressa Ann Pizzorusso compagna dello storico sassofonista napoletano Giuseppe De Matola.Al termine della masterclass il 31 marzo alle ore 18, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, presso la Sala Scarlatti del conservatorio napoletano, si svolgerà il concerto intitolato “Nuova musica italiana per sax e chitarra” – inserito nel programma “i Concerti al Conservatorio 2023” – con l’esecuzione dal vivo di Gianfranco Brundo al sax soprano e Nicola Oteri alla chitarra decacorde.Prima del concerto ci sarà la cerimonia di consegna di 5 Borse di studio per il sax “Ann Pizzorusso – Giuseppe De Matola” che saranno assegnate in base alla provenienza degli allievi: 2 dalla Sicilia, 1 dalla Calabria, 2 dalla Campania. La distinzione è voluta poiché la mission è di consentire l’accesso al conservatorio agli studenti meritevoli che provengono da fuori Napoli.La tre giorni dedicate al Sax inizieranno con le masterclass di Otis Murphy sassofonista americano che ha iniziato a insegnare a soli 28 anni diventando il più giovane insegnate della storia dell’università dell’Indiana.Murphy vanta un’esperienza internazionale essendosi esibito in più di 25 paesi e in importanti sedi come l’Auditorium Isaac Stern della Carnegie Hall, la Merkin Hall (New York City), la Casals Hall (Tokyo), il Palau de la Musica (Valencia) e il Muziekgebouw aan het Ij (Amsterdam). E’ stato vincitore di numerosi premi, tra cui i premi al Concorso internazionale di sassofono Adolphe Sax in Belgio e il Concorso internazionale di sassofono Jean-Marie Londeix in Francia.Vanta tante collaborazioni e quattro album da solista e le sue esibizioni e incisioni hanno sempre ricevuto il plauso della critica. La sua recente esecuzione del Quintetto per sassofono contralto e quartetto d’archi di Ellen Taafe Zwilich, con il rinomato Pacifica Quartet, ha raccolto recensioni entusiastiche in tutto il mondo. L’album Contemporary Voices dei Pacifica, piccola ensamble in cui suona Murphy, ha vinto il Grammy Award 2020 per la migliore performance di musica da camera.Oltre che all’Università dell’Indiana Murphy ha insegnato e tenuto masterclass in scuole di musica in tutto il mondo, come il Conservatorio di Parigi, il Conservatorio di Amsterdam, l’Accademia di musica di Colonia, l’Accademia e il Festival internazionale di strumenti a fiato di Hamamatsu, il Royal College of Music di Londra e molte altre.I suoi studenti hanno ricevuto riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali e sono membri di importanti bande e orchestre.Sax Week: storia
La Sax Week di Napoli nasce per volontà di Ann Pizzorusso in memoria del compagno, sassofonista rock ’n’ roll napoletano, Giuseppe De Matola.De Matola era un talento naturale e ha partecipato a tournée internazionali ed è stato un musicista di supporto per molti cantanti famosi italiani come Nino Soprano.Studiò anche fisica e matematica all’Università Federico II e intraprese anche una carriera tecnica in TrenItalia per poi diventare consulente per una società di comunicazione. Andato in pensione si è dedicato alla cucina diventando un eccellente chef.Sempre al passo con le ultime tecnologie, ha avuto fino all’ultimo mille passioni, dall’ astrofisica al calcio, essendo un tifoso sfegatato degli “Azzurri” la squadra della sua Napoli.Prima della sua morte, era suo desiderio aiutare gli studenti di sassofono con il loro studi, avendo sofferto molto dopo la seconda guerra mondiale per realizzare i propri sogni di musicista. -
Frida Kahlo, vista con gli occhi del fotografo colombiano Leo Matiz
Sguardo magnetico e penetrante, stile iconico e carattere determinato, Frida Kahlo, vista con gli occhi del fotografo colombiano Leo Matiz, rivela tutta la sua personalità in un centinaio di scatti, in bianco e nero e a colori, esposti nella mostra Il Caos Dentro e provenienti dalla Fondazione Leo Matiz di Bogotà.
Se numerosi sono stati i fotografi che hanno voluto ritrarre Frida ‒ come Tina Modotti, Edward Weston, Berenice Kolko, Nickolas Muray, Bernard Silberstein, Imogen Cunnigham, Gisèle Freund, Fritz Henle, Leo Matiz, Lola e Manuel Álvarez Bravo, Martin Munkácsi, Juan Guzmán, Héctor García, Lucienne Bloch, i fratelli Mayo e suo padre Guillermo Kahlo ‒ sicuramente Leo Matiz fu tra quelli che più seppero cogliere l’essenza della sua anima e della sua femminilità.
Frida e Leo erano legati da una profonda e duratura amicizia, come raccontato anche in una video testimonianza esclusiva realizzata per la mostra dalla figlia del fotografo, Alejandra Matiz, presidente della Fondazione Matiz.
Frida Kahlo vista con gli occhi di Leo Matiz
Leo conobbe Frida Kahlo attraverso il marito Diego Rivera, ma i due instaurarono presto un intenso e intimo legame.
È anche grazie all’affetto e all’ammirazione che lo sguardo e l’obiettivo del maestro Matiz restituiscono un’immagine autentica e incisiva della giovane donna. Ne risulta non solo una splendida testimonianza del fotografo sull’artista, immortalata nei suoi luoghi quotidiani più cari, ma un vero e proprio viaggio nella personalità della donna esaltata in circa 150 scatti realizzati in diverse occasioni.
Le fotografie esposte a Napoli risalgono tutte alla fine degli anni ’40, quando Frida era poco più che trentenne e viveva una fase molto importante della sua vita. Sono, infatti, gli anni in cui la pittrice ha consolidato la sua fama, e la donna ha raggiunto la piena indipendenza economica e sentimentale dal marito Diego Rivera.
Leo Matiz: biografia
Il fotografo colombiano Leo (Leonet Matiz Espinoza – Colombia, 1917-1998) è stato un artista poliedrico e grande viaggiatore. Considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, fotografò, con la sua inseparabile Rolleiflex, personaggi illustri del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte come Luis Buñuel, Pablo Neruda, María Félix, Dolores Del Río, Diego Rivera. In Messico fu tra i protagonisti del grande fermento culturale e artistico del decennio 1940-50.
Oggi, la figlia Alejandra segue con passione e competenza la Fondazione Leo Matiz di Bogotà, nata dal desiderio di promuovere nel mondo la figura del fotografo. I suoi celebri scatti si trovano anche nelle collezioni del MoMA di New York e della Tate Gallery di Londra.