Rinviato al 17 e 18 giugno 2023 l’appuntamento con “Per le vie del Vino”. L’evento, inizialmente previsto il 27 e 28 maggio 2023, è stato posticipato per avverse condizioni metereologiche. Restano invariati i borghi che ospiteranno enomaratone, family run e masterclass: Montefusco il 17 Giugno e Taurasi il 18 Giugno sono pronti ad ospitare runner, appassionati di vino e amanti del turismo naturalistico.
Musica, spettacoli e stand enogastronomici faranno da corollario all’evento organizzato da Rotary Club Avellino, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Uisp, Coldiretti Avellino, Campagna Amica, Associazione Irpinia Italia con il patrocinio dei Comuni di Montefusco e Taurasi, delle rispettive Pro Loco, e sostenuto da Fondazione Sistema Irpinia.
Per info ed iscrizioni alle enomaratone: Camelot Sport.
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Slow Food Avellino e Touring Club guidano un tour nel Rione Terra
Domenica 27 giugno 2021, Slow Food Avellino APS e Touring Club “Paesi d’Irpinia” guideranno un Tour nel Rione Terra, il centro storico di Avellino.
Il programma per la giornata è così suddiviso:
- Incontro alle 10.30 al Campetto Santa Rita dove è consigliabile parcheggiare.
- Si prosegue a piedi verso Piazza Castello, risalendo poi per la Fontana dei 3 Cannoli, con una breve sosta davanti la Chiesa della Madonna di Costantinopoli. Seguiranno la Torre dell’Orologio e piazza Amendola (Dogana).
- Per il pranzo i partecipanti saranno divisi in gruppi, affidati ciascuno ad un responsabile. I tre menù sono stati concordati al prezzo veramente vantaggioso di 25 Euro riservato ai partecipanti alla giornata, composto dalle tre proposte di Martella, Il Barone (Lucia Taccone), Giù da Thomas (Thomas Taccone). Ogni ristoratore ha previsto il menù bimbo.
- Alle 15.30 ci ritrovo in Piazza Duomo per visitare l’atelier dell’artista Giovanni Spiniello ed ammirare alcune delle sue opere in sua presenza.
- Alle 16.30 visita al Duomo e alla Cripta in un tour gestito dalla guida ufficiale.
- Al termine della giornata, intorno alle 18.30, sarà distribuita ad ogni gruppo familiare (anche unifamiliare) una copia facsimile di “Le Cento Città d’Italia”, supplemento del “Secolo” edito il 25 agosto 1893, con la storia di Avellino e la descrizione dei principali monumenti, tra cui quelli che visitati con stampe d’epoca ora introvabili.
Rione Terra chiama Terra
La storia sembra essere passata di soppiatto dalle parti di Avellino.
Eppure, dall’alto, il Santuario di Montevergine è già dal XII secolo testimone della lunga storia di questa città, così come dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale e degli implacabili terremoti che hanno lasciato scarse vestigia dei tempi più antichi.
Oggi Avellino, capoluogo di provincia, ha un aspetto per lo più moderno e a parlare dei suoi duemila anni di storia rimangono pochissimi frammenti di edifici e i reperti archeologici in mostra al Museo provinciale irpino.
Piazza Amendola, come pure lungo corso Umberto I, sono presenti le testimonianze rimaste della città medievale e barocca. Tra queste, il palazzo della Dogana, l’obelisco seicentesco e le contemporanee torre dell’Orologio e fontana di Bellerofonte.
La natura e la storia saranno state poco clementi, ma Avellino rimane una città affascinante, grazie alle sue atmosfere, ai paradossi architettonici, alle tradizioni care ai suoi abitanti e alla loro spiccata religiosità che si manifesta in celebrazioni partecipatissime.
Slow Food e Touring Club danno appuntamento agli appassionati di storia (anche quella del cuore) e vi invitano a prenotare entro il 24 giugno.
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La Fermata porta in scena Gli imbianchini non hanno ricordi di Dario Fo
La compagnia teatrale La Fermata porta in scena Gli imbianchini non hanno ricordi (1977) di Dario Fo. La rappresentazione teatrale si terrà domenica 16 giugno presso l’Auditorium comunale di Melito Irpino alle ore 20:30.
L’evento è stato organizzato dalla compagnia teatrale La Fermata per la conclusione del laboratorio di primo livello, svoltosi nei mesi precedenti, dagli allievi di Melito Irpino. L’ingresso è gratuito!
Laboratorio de La Fermata
Gli imbianchini non hanno ricordi: la trama
Gli imbianchini non hanno ricordi è un’opera ambientata in una casa chiusa degli anni ’50, nel periodo successivo alla Legge Merlin che ne stabiliva la chiusura. Protagonisti sono due perdigiorno, che spacciandosi per imbianchini, si imbattono in diverse peripezie all’interno della casa chiusa in cui stanno lavorando.
I due perdigiorno tra mille colpi di scena riescono a conquistare l’affetto delle ragazze della casa chiusa.
Laboratorio teatrale di Primo Livello
La Fermata: intervista sul laboratorio teatrale e sull’opera riadattata
Riadattare un’opera non è un lavoro semplice, per capire meglio ciò e per scoprire qualcosa di più sulla rappresentazione teatrale abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli.
Quali difficoltà avete avuto per il riadattamento del copione?
La difficoltà principale è stata sicuramente relativa alla scelta dei personaggi: l’aderenza dei caratteri giusti da far indossare a persone di un’età eterogenea e cercare allo stesso tempo di rispettare il senso ironico e grottesco che contraddistingue Dario Fo.
Perché avete scelto di portare in scena Gli imbianchini non hanno ricordi?
Perché Dario Fo e i suoi “Imbianchini” offrono una grande opportunità per riassumere tutti gli esercizi svolti nel corso dell’anno dai ragazzi che hanno partecipato al laboratorio.
Tecniche di recitazione
Quali sono stati i progressi della classe durante lo svolgimento del laboratorio teatrale?
Molti dei partecipanti partivano da zero, dunque, è stato interessante vedere l’evoluzione di ciascun allievo durante lo svolgimento del laboratorio. Uno dei progressi lampanti è stata l’inflessione prevalentemente campana e l’ortopeia. Altro progresso è stato relativo alla gestione del corpo sia sul palcoscenico che nella vita di tutti i giorni.
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Paintbeat: Mark Kostabi e Tony Esposito in mostra a Mantova
Il mondo affascinante e magnetico di Mark Kostabi si incontra con quello colorato e suggestivo di Tony Esposito in “Paintbeat”, mostra che arriva alla galleria M.A.D. MANTOVA ARTE DESIGN (in via Cavour 59, a Mantova), dal 10 al 30 settembre.
Paintbeat: Mark Kostabi e Tony Esposito in mostra a Mantova
Nei dipinti esposti troveremo da un lato i tratti distintivi dell’artista americano, che con il tempo sono diventati delle vere e proprie costanti, come la citazione di altre opere e la raffigurazione di soggetti senza volto che richiamano le figure dei manichini di De Chirico.
Invece i dipinti di Tony Esposito sono definiti da Massimo Pirotti:Un’esplosione di segni e forme di matrice tribale con colori molto accesi e solari che richiamano i ritmi irregolari dell’arte africana, nei suoi quadri si percepisce il ritmo che fa parte del suo ricchissimo bagaglio musicale. Questi pattern modulari sono delle costruzioni onomatopeiche in chiave visiva sottolineando la modernità delle nostre profonde radici arcaiche.
Afferma Lucia Quasimodo, fondatrice della Galleria MAD:
La nostra galleria è lieta di presentare due artisti di livello mondiale come Mark Kostabi e
Tony Esposito, due personaggi che a suon di musica e pittura vivono un legame artistico
pieno di contaminazioni tra musica e pittura. Ritmo, colori, intensità e forme sono al centro
della loro poetica e durante la mostra a loro dedicata ci saranno moltissime sorprese.Il vernissage della mostra si terrà sabato 10 settembre alle ore 18. A introdurla una presentazione critica a cura di Massimo Pirotti, a cui seguirà una breve performance musicale dal vivo di Mark Kostabi.
“Paintbeat” è un evento in collaborazione con MaterManto di Massimo Pirotti.Mark Kostabi: biografia
Mark Kostabi nasce da una famiglia di immigrati estoni in California, dove trascorrerà i primi anni della vita, nella località di Whittier.
Studia disegno e pittura alla California State University. Nel 1982 si trasferisce a New York e dal 1984 diventa un’importante figura di riferimento all’interno del movimento artistico dell’East Village.
Durante questi anni si diverte nell’uso provocatorio dei mass media con auto interviste con a tema l’arte contemporanea.
Dal 1987 ottiene un riconoscimento internazionale e le sue opere vengono richieste da gallerie del Giappone, Stati Uniti, Australia e Germania.Nel 1988 fonda “Kostabi World“: il suo studio, galleria, ufficio a New York. Questa struttura, grazie ai molti assistenti, produce circa 1000 quadri all’anno, di cui tutti sono firmati del maestro. Dal 1996 divide la sua vita tra New York e Roma dove diventa un modello per molti artisti italiani. Nei suoi dipinti sono presenti delle vere e proprie costanti, come la citazione di altre opere e la raffigurazione di soggetti senza volto che richiamano le figure dei manichini di De Chirico.
Negli ultimi anni si è dedicato al disegno di marchi pubblicitari tra i quali gli orologi Swatch, tazze per caffè espresso, accessori per il computer e recentemente ha ricreato la maglia rosa del Giro d’Italia.
Ha collaborato pittoricamente con Enzo Cucchi, Arman, Howard Finster (nel 1992), Tadanori Yokoo (nel 1993) e Enrico Baj (nel 1992).
Ha concesso interviste alla CNN e al canale MTV oltre che a numerose riviste e settimanali quali : New York Times, People, Vogue, Playboy, Forbes, New York Magazine, Domus, Artforum, Art in America, Artnews Arts, Flash Art, Tema Celeste, compresa un’intervista a Radio uno New York con il
presentatore italiano Tino Maiolo.Kostabi è noto soprattutto per i suoi dipinti di figure senza volto che spesso commentano questioni politiche, sociali e psicologiche legate alla società contemporanea, le cui radici stilistiche e visuali vanno rintracciate nell’opera di Giorgio de Chirico e Fernand Léger.
Oltre alle esposizioni legate al mondo dell’arte, Kostabi ha ideato e realizzato numerose copertine di dischi per musicisti internazionali.
Gli artisti con cui ha collaborato sono: Guns N’ Roses, per i quali ha realizzato l’artwork di Use Your Illusion; The Ramones, per la copertina di ; i sudafricani Seether per l’album Holding Onto Strings Better Left to Fray; il cantante Jazz Jimmy Scott, per l’album Holding Back The Years; il progetto
di Jase Blankfort noto come Glint, per il quale Kostabi ha realizzato la copertina di Sound in Silence; il compositore e cantante italiano Alberto Nemo, per il quale Mark Kostabi ha realizzato la copertina dell’album intitolato Opera, RK: Roman Klun, per il quale Kostabi ha ideato la copertina di Kingsway; Psychotica, per i quali ha realizzato la copertina dell’album Espina.Tony Esposito: chi è?
La musica di Tony Esposito è ispirata a sonorità provenienti da molti Paesi del mondo, mescolate con ritmi tribali e melodie tipiche della musica partenopea.
L’originalità del suo approccio si può ritrovare nell’invenzione di strumenti unici come il tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani, Kalimba de Luna, di cui i Boney M. pubblicarono quasi contemporaneamente una cover in linguaingles e.
È sposato con Eleonora Salvadori. Ha due sorelle, Anna ed Eva Esposito, ed un fratello, Pasquale Esposito.Prima di affacciarsi all’attività discografica in proprio, Tony Esposito ha contribuito, durante gli anni settanta, al “sound ritmico” di diversi artisti italiani quali: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti, Juan Lorenzo, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Eugenio Bennato, Claudio Rocchi, Mauro Pelosi.
Insieme a Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo e Fabio Forte, ha contribuito a coniare il termine “blues metropolitano” che trova uno dei punti di massima espressione artistica nell’album di Pino Daniele Vai mo’ del 1981. Dopo gli anni novanta Tony Esposito collaborerà con tanti artisti italiani. Va segnalato il suo incontro nei live con Enrico Capuano.
Questo gruppo, insieme a molti altri dell’hinterland napoletano (fra i quali Ernesto Vitolo, Gigi de Rienzo, Robert Fix e Mark Harris), verranno considerati per molti anni i capostipiti e i punti di riferimento della cosiddetta “Napoli-power “(il nuovo sound blues – rock metropolitano ove si innestano funky-jazz e world-etnica).
Negli stessi anni e in quelli a seguire Esposito ha collaborato con diversi musicisti internazionali tra i quali: Don Cherry, Paul Buckmaster, Don Moye, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Gilberto Gil, Eddie Blackwell, Billy Cobham, Moncada, Gema Quatro, Seydou Kienou, Naná Vasconcelos e molti altri ancora.