La mappa del Partito Democratico in vista delle tanto attese primarie. Nella mattinata odierna sono partite le convenzioni nelle sezioni.
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Prima Festa della Lega in Irpinia,
Morano: «Siamo una comunità che cresce»Si è appena concluso un evento epocale. Per la prima volta si è celebrata in Irpinia la Festa della Lega, evento destinato a ripetersi nei prossimi anni.
Nei Comuni di Montella e Cassano la macchina organizzativa predisposta da Sabino Morano, Massimo Bimonte e Giuseppe D’Alessio ha organizzato una due giorni di convegni e tavoli tematici a cui hanno preso parte i vertici nazionali e regionali del Carroccio Andrea Crippa e Gianluca Cantalamessa.
Nei borghi dell’Alta Irpinia la Lega ha raggiunto alle ultime Europee risultati bulgari e forte è stato lo scossone impresso dalle popolazioni locali al vecchio sistema clientelar-democristiano.
Da qui la necessità non solo di festeggiare i successi ma anche di fare il punto della situazione in un partito in forte ascesa che fa i conti con la crescita repentina del consenso ma, purtroppo, anche con l’ingresso di trasformisti e disturbatori. Ecco allora che la due giorni è servita a prendere le decisioni che influenzeranno la vita del partito nei prossimi mesi.
Soddisfatto il segretario provinciale della Lega, Sabino Morano, che con il suo carisma dovrà dare la carica ai sostenitori per continuare il percorso di crescita politica e radicamento territoriale egregiamente avviato.
Meriti che Morano condivide con il suo alter ego del movimento giovanile, Giuseppe D’Alessio.
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Festa, Cipriano e la rottura di generazione
Diventare sindaco di Avellino.
È evidente che la sfida tra Cipriano e Festa non è stata solo una questione di principio, in cui entrambi hanno creduto fortemente.
Quella tra Cipriano e Festa è stata una sfida politica tra quarantenni. Una sfida politica nella quale uno doveva uscire vincitore e l’altro perdente.
Ha vinto Festa, ha perso Cipriano.
Ma la rottura di generazione a cui hanno contribuito, sia nel Pd che fuori dal Pd, li rende entrambi vincitori. Una rottura di generazione che vede ancora il Pd al centro della scena, ancora come partito più forte o meno debole della città di Avellino.
Il conflitto tra Festa e Cipriano ha spianato la strada a una vera e propria rivolta dei quarantenni del Pd che hanno visto nel ballottaggio delle nuove primarie di Partito, del Partito Democratico.
Ha vinto Festa, ha perso Cipriano. Ma entrambi sono portatori di una discontinuità e anche di una politica nuova. Non sempre chiarissima e condivisibile ma comunque più dinamica e moderna.
Ha vinto Festa, ha perso Cipriano. Ma entrambi sono vincitori del conflitto generazionale che hanno portato avanti insieme.
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Luca Beatrice sull’aggressione alla Cgil di Roma
Luca Beatrice, Presidente della CNA di Avellino, si esprime sull’aggressione alla sede della Cgil di Roma affermando:
L’aggressione alla sede della Cgil di Roma avvenuta sabato scorso è un fatto di gravità inaudita, il cui significato non va ridimensionato e derubricato a episodio sporadico e isolato.
I fatti accaduti, per essere meglio compresi, vanno inseriti in un contesto e in un momento in cui lo Stato deve compiere il massimo sforzo affinché il Paese si rialzi, sostenendo soprattutto i più deboli.
A questo sforzo non si possono sottrarre i cittadini, i lavoratori, le associazioni sindacali e di categoria, se necessario anche in maniera critica ma sempre civile e costruttiva.
La violenta violazione di uno dei simboli della nostra democrazia colpisce al cuore tutti coloro che ai principi di solidarietà ispirano la propria azione.
La risposta non deve quindi arrivare solo dalle istituzioni, ma da tutti i soggetti che non rinunciano a prendere parte responsabilmente alla vita del nostro Paese.
La CNA non farà mancare il suo apporto, sostenendo in questo momento la Cgil i lavorando per il bene comune assieme a tutte le forze democratiche.
Luca Beatrice
Le parole di Luca Beatrice sono, ovviamente, piene di sdegno per quanto accaduto ma le sue affermazioni ci fanno riflettere sul perché si sia verificato un episodio che è antidemocratico.
A mobilitarci dovremmo essere tutti: quello che è accaduto ci colpisce tutti, indistintamente, in quanto cittadini italiani. Esistono numerosi modi per mostrare dissenso ma la modalità dell’assalto non rientra tra quelli contemplati all’interno di un Paese democratico, soprattutto ai nostri giorni.
Inevitabilmente l’assalto di ieri mostra in modo lampante la mancanza di cultura, la mancanza di rispetto e l’incapacità di riuscire ad esprimere la propria opinione in modo consono, corretto ed educato. Probabilmente la motivazione dipende dalla mancanza di contenuti che invece quotidianamente, dai politici di turno, vengono spacciati per tali. Questi sono i tristi risultati a cui si arriva.
6 comments on Congresso Pd,
gli schieramenti in campo
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