Marco Grossi, giurista, giornalista e scrittore, ci parla del suo ultimo libro “Il Partito Popolare Italiano – Il popolarismo secondo Don Luigi Sturzo”.
L’autore del volume, ospite della redazione de “Il Plurale”, analizza a fondo la vita, l’esperienza cristiana e il pensiero dell’esile prete di Caltagirone che volle, con la fondazione del partito, dare voce ai cattolici sulla scena pubblica ed istituzionale al fine di applicare la morale cristiana, fondata sulla verità, alla vita pubblica del Paese.
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Terra di Madonne: il nuovo album di Fede ‘N’ Marlen
Esce oggi il terzo capitolo discografico di Federica Ottombrino e Marilena Vitale.
“Terre di Madonne“, questo il titolo del nuovo album del duo Fede ‘N’ Marlen, è pubblicato dalle label FullHeads & AreaLive con distribuzione fisica di Audioglobe e digitale a cura di Believe.Animo gipsy e cosmopolita caratterizzano l’approccio artistico del duo che fa del cantautorato napoletano la propria cifra stilistica, substrato delle altre lingue utilizzate, italiano, spagnolo e francese.
Le nove tracce che compongono la tracklist sono prodotte artisticamente da Massimo De Vita e mixate da Paolo Alberta (Negrita, Roy Paci, Edoardo Bennato, Ligabue) mentre la produzione esecutiva è a cura di Luciano Chirico. Ospite speciale al contrabbasso è Ferruccio Spinetti che suona magnificamente nel brano “Malafemmena” che in occasione del suo 70° anniversario viene rivisitata e cantata in spagnolo in un sentito omaggio al Principe De Curtis.Appuntamenti live
“Terre di Madonne” verrà presentato dal vivo con due showcase a Napoli:
presso la libreria SparkHub venerdi 17 dicembre (inizio ore 19.00)
e presso Fonoteca lunedi 20 dicembre (dalle 18 alle 19:30)
L’ingresso è consentito con green pass – Posti limitatiTerre di Madonne di Fede ‘N’ Marlen
Il titolo “Terra di Madonne” è un esplicito riferimento alla loro città: Napoli. Oltre cento edicole votive, nicchie sacre, hanno per decenni illuminato le strade, i vicoli, avvicinando il divino alla terra. Il duo ha ricevuto innumerevoli stimoli dalla propria città, sviluppando una spiccata sensibilità alla scrittura dei testi con la volontà di raccontarsi e raccontare.
Le loro canzoni si fondano sul desiderio di dare visibilità a storie troppo spesso inascoltate. La responsabilità che si assumono in prima persona di non nascondersi, affermando attraverso le loro scelte da che parte stare, è la loro modalità per incoraggiare gli altri a fare lo stesso.
Nei brani di Fede ‘n’ Marlen si parla di migranti, diritti LGBTQ+ e legami umani. Si parla della bellezza degli idiomi come contaminazione culturale; si racconta il Mediterraneo e la sua cultura millenaria che ci rende tutti fratelli e sorelle. Non ultima la tematica dell’identità sessuale, argomento alle quali sono sensibili, che non viene separata da quella delle discriminazioni verso i migranti.
Dichiarano Fede ‘n’ Marlen:
Nei nostri brani, si parla di migranti, diritti LGBTQ+ e legami umani. In ‘Io sono confine’ ci si domanda se il viaggio nel Mediterraneo, compiuto dai migranti per scappare dalle loro terre, non debba essere nel verso opposto, per riappropriarsi dell’umanità perduta nel progresso. In egual misura ci si domanda come possa la società, di cui le famiglie sono le fondamenta, condannare una persona solo perché manifesta la sua naturale inclinazione identitaria, come in ‘Fantasma’ e ‘Calpestami’.
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La prima donna il biopic di Tony Saccucci sulla vita di Emma Carelli
La prima donna è il biopic di Tony Saccucci sulla vita di Emma Carelli, soprano di fama internazionale e impresaria che diventò la prima direttrice donna artistica del teatro Costanzi, divenuto successivamente Teatro dell’Opera di Roma.
Il film è composto da materiali d’archivio, brani di cinema muto e una voce fuori campo, quella di Tommaso Ragno, che legge stralci di giornali dell’epoca con annesse critiche sulla protagonista.
Questo modo sui generis di raccontare la vita di un personaggio storico, utilizzando un mix di tecniche cinematografiche ad alcuni esperti del settore non è piaciuto perché considerato un modo poco realistico di raccontare una biografia.
Da una prima visione del trailer invece la tecnica utilizzata dal regista è un modo non solo originale per tracciare e delineare i momenti più rilevanti di un personaggio ma rende più veloce, avvincente e meno statico l’andamento del film.
La prima donna è un film che oltre a far ricordare Emma Carelli ci mostra la storia di coraggio di una donna che è riuscita a conquistare un posto autorevole all’interno di una società patriarcale in cui ruoli direzionali di qualsiasi natura non erano destinati alle donne.
Tony Saccuccy descrive così Emma Carelli:
Il dramma di Emma è la storia delle donne. E oggi il tema della parità di genere è la questione politica per eccellenza, tornata di prepotenza alla ribalta.
Perché c’è un procedere della storia che appiana tutte le ingiustizie. È l’astuzia della Ragione, la forza del DEstino. Dio è maschio, e femmina.
Il biopic sulla vita di Emma Carelli
Emma Carelli: biografia
Emma Carelli nasce a Napoli nel 1877 e muore a causa di un incidente di auto a Montefiascone nel 1928. Diventa un un soprano, specializzato nel repertorio verista, e pratica la sua professione per venti anni prima di gestire il Teatro Costanzi per altri 15 anni.
Nel 1898 sposa Walter Mocchi, politico socialista che diventerà suo agente.
Durante il periodo di gestione del teatro Costanzi la sua unica performance come cantante fu come protagonista della Iris di Mascagni.
La prima donna sarà proiettata nelle sale cinematografiche italiane solo per tre giorni: il 5,6 e 7 ottobre.
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Un paese italiano 2020: partono le iscrizioni per partecipare al concorso!
Parte la quarta edizione di 1801 passaggi, concorso e mostra di fotografia documentaria, un’iniziativa legata al fondo fotografico di Frank Cancian. Il tema di quest’anno è Un paese italiano 2020. Al termine del concorso, verranno scelte 20 fotografie che saranno esposte al Mavi di Lacedonia.
Il filo conduttore che lega gli scatti del fotografo Frank Cancian e il concorso è quello di presentare uno scatto che rappresenti l’Italia, in qualsiasi suo aspetto, come fece il fotografo statunitense nel 1957 quando giunse a Lacedonia e immortalò gesti quotidiani che rappresentavano una comunità e la ciclicità di un tempo fatto di piccoli gesti che ne disegnavano usi, costumi e tradizioni.
Quest’anno c’è un ulteriore elemento da tener presente è quello di considerare l’emergenza in corso che ha cambiato le nostre abitudini quotidiane e di interazione con i luoghi.
copertina concorso 2020
Un paese italiano 2020: come partecipare al concorso
I potenziali partecipanti possono inviare gli scatti realizzati fino al 31 ottobre 2020 entro le ore 23:59. La proclamazione dei vincitori con lettura delle motivazioni della giuria avverranno con una cerimonia ufficiale in diretta web il 5 dicembre 2020, vista l’esigenza sanitaria.
Il concorso è aperto a tutti coloro che abbiano compiuto 18 anni e possono partecipare addetti al settore ma anche gli appassionati della fotografia. Non possono partecipare gli associati a LaPilart e i membri del CdA del Mavi e la giuria presente nella corrente edizione.
La partecipazione al concorso è gratuita. Ciascun partecipante potrà inviare fino a un massimo di tre foto, riferite a determinati scatti di Frank Cancian tra le 20 indicate e presenti all’interno del bando del concorso.
L’invio delle fotografia dovrà avvenire esclusivamente attraverso il trasferimento gratuito di dati wetranfer.com e i partecipanti riceveranno, successivamente all’invio, una conferma dell’avvenuta ricezione.
Le fotografie devono essere state scattate dal 10 marzo 2020 (data di inizio del lockdown) fino alla data di scadenza del bando. Le foto realizzate prima del periodo indicato saranno scartate.
Il materiale dovrà essere inviato al seguente indirizzo: concorso@museomavi.it e dovrà contenere tre immagini in formato JPG e una scheda descrittiva, in formato testo, da compilare per ciascuno scatto.
Sono ammesse fotografie in bianco e nero o a colori, in formato JPG, rapporto 2:3 con il lato più lungo non inferiore a 3000 pixel. Non è consentito aggiungere cornici e descrizioni sulle immagini. Non sono ammesse foto composte, ad esempio in HDR o particolari elaborazioni in postproduzione, eccezione fatta per lievi correzioni di colori, contrasto o esposizione.
Foto d’epoca del fotografo statunitense Frank Cancian
Giuria
La giuria che valuterà le fotografie inviate per Un paese italiano 2020 sono:
- Simona Guerra: esperta in ordinamento e valorizzazione di archivi fotografici, autrice di fotografie e saggi di fotografia.
- Lello Mazzacane: antropologo, professore ordinario dell’Università di Napoli Federico II.
- Angelo Turetta: fotografo impegnato su temi sociali e di attualità nazionale ed internazionale.
- Simone Terzi: resposabile coordinamento attività della Fondazione Un paese, ente istituito dal comune di Luzzara, per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.
Non vi resta altro da fare che leggere attentamente il bando per poter partecipare al concorso sul sito ufficiale del Mavi, consultando la sezione Progetto 1801.
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