Oggi presso il Circolo della Stampa di Avellino è stata presentata l’antologia La rocca dei poeti, nel libro sono presenti tre poesie per ciascun poeta che ha partecipato alla IV edizione del Festival Nazionale di poesia.
Durante l’evento Michele Gentile, ideatore e organizzatore della Rocca dei poeti, ha spiegato l’importanza della poesia, su come può nascere l’ispirazione di un testo in versi e sul timore che si può provare nello scrivere in questo stile.
L’incontro di oggi ha rappresentato un momento di condivisione tra poeti in essere e poeti in divenire, una sorta di ponte tra chi ha abbracciato la poesia come forma di espressione e chi cerca di avvicinarsi ad essa per hobby.
Gli alunni dell’Amatucci e del Solimena erano presenti all’evento e alcuni di loro hanno letto delle loro poesie.

Rocca dei poeti
Tra i componimenti presenti ne La rocca dei poeti oggi è stata letta una poesia dedicata a Stefano Cucchi ed è stato un modo per poter far comprendere che la poesia può e parla di attualità perché non vi sono argomenti che possono essere più o meno adatti quando si decide di scrivere in versi.
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The cleaners: il docufilm sui “censori digitali”
The cleaners è un docufilm di Hans Bloc e Moritz Riesewieck che ci svela chi decide cosa possiamo vedere o meno sul web.
Ogni minuto 500 ore di video vengono caricate su Youtube, 450mila tweet vengono scritti su Twitter e 2,5 milioni di posts vengono creati su Facebook, la maggior parte di questi possono essere inappropriati perché potrebbero turbare la sensibilità di qualsiasi internauta. Nell’immaginario collettivo si è sempre pensato che la decisione di scegliere, cosa fosse giusto vedere e cosa no, fosse una responsabilità affidata a dei risolutivi e inanimati algoritmi.
La realtà invece è tutt’altra: esistono dei censori digitali umani (the cleaners) che, ogni giorno e continuativamente, visualizzano video ed immagini di ogni sorta, decidendo cosa può passare in rete e cosa no, per garantire la nostra sicurezza virtuale e psichica.
Per riuscire a realizzare questo documentario ci sono voluti mesi di lavoro perché i censori del web sono obbligati a svolgere il loro lavoro nella massima riservatezza, non potendo rivelare a nessuno la loro professione e le motivazioni sono facilmente deducibili.
I cleaners sono assunti da società terze che, attraverso indagini certosine, lavorano per Facebook, Twitter, Google e altri colossi del web.
The cleaners
I cleaners filippini del film (in realtà sono tutti ex cleanears) sono sottoposti a turni lavorativi di dieci ore. Il tempo che ciascuno ha a disposizione per valutare se un contenuto multimediale può essere innocuo o inappropriato è in secondi: il tempo massimo di valutazione è di otto secondi, per intenderci.
Lo spettatore, da una prima visione del trailer, viene catapultato in un mondo che sembra fantascietifico ma non lo è: occhi inebetiti davanti un desk e un loop che oscilla tra le parole delete e ignore.
Guardare ogni giorno immagini pornografiche, di sfruttamenti, di abusi minorili, di decapitazioni dell’Isis, di guerre, di suicidi quali effetti possono avere sulla psiche e sulla capacità di valutazione della vita reale nei cleaners?
Censurare e vietare la diffusione di immagini o video, in senso più ampio, non rappresenta una limitazione di libertà d’espressione? Che effetti possono avere queste decisioni in società non democratiche o politicamente fragili o pseudo dittatoriali?
The cleaners locandina
Per scoprirlo bisognerà aspettare l’uscita di The cleaners prevista il 7 aprile nelle sale italiane.
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14esima edizione Strane Coppie in festival
Sarà il viaggio il tema conduttore di Strane Coppie in Festival, 14esima edizione della rassegna culturale organizzata a Napoli da La linea scritta Laboratori di Scrittura e coordinata dalla scrittrice Antonella Cilento, con un programma di quattro date: sabato 17 e domenica 18 settembre, giovedì 20 ottobre e giovedì 24 novembre, nello storico Monastero delle Trentatré nel cuore antico della città (Via L. Armanni, 16).
Quindici gli eventi gratuiti in programma: 6 incontri di letteratura con la partecipazione di attori e musicisti, 3 concerti, e 6 laboratori esperienziali di scrittura, segno, colore, meditazione, drammaturgia e quelli di lettura dedicati in particolare al romanzo contemporaneo tedesco e spagnolo.
Strane Coppie in Festival: programma
Particolarmente fitto il programma delle prime due giornate con eventi a partire dalle 10:00 fino alle ore 21:00.
Per gli incontri di letteratura si inizia sabato alle ore 11 con La musica del sogno: un appuntamento dedicato al fantastico ed esotico mondo di Giacomo Puccini e dei librettisti Giacosa e Illica, Praga, Adami, con Marta Morazzoni e Paolo Coletta, letture di Fabio Cocifoglia e musica di Paolo Coletta. Si proseguirà alle ore 18, con Visioni, dialogo tra Giuseppe Montesano e Marinella Mascia Galateria sul realismo magico di Massimo Bontempelli messo a confronto con il tedesco E.T.A. Hoffman, accompagnato dalle letture di Orlando Cinque e la musica di Francesco D’Errico.
Domenica 18 alle ore 12, si viaggerà nella Fantascienza e fantastico al femminile insieme a Laura Bosio e Giuliana Misserville con letture di Gea Martire e musica di Paolo Coletta che racconteranno la letteratura di Ursula K. Le Guin & Silvina Ocampo. Nel pomeriggio, ore 18, con Demetrio Paolin e Bruno Arpaia, si partirà alla volta della Germania, del Cile, della Bulgaria e della Spagna alla ricerca degli scrittori Javier Cercas, Daniel Kehlmann, Benjamin Labatut, Georgi Gospodinov con l’incontro intitolato Scienza, Memoria&Storia. Quattro Scrittori, le letture di Fabio Cocifoglia e la musica di Paolo Coletta.
Il viaggio nella musica sarà un altro importante momento del festival. Oltre ad accompagnare i dialoghi sulla letteratura, i compositori e pianisti Paolo Coletta e Francesco D’Errico saranno anche i protagonisti di 3 esibizioni ispirate al tema del viaggio: sabato alle ore 12.30 Paolo Coletta e la cantante Daniela Fiorentino con Puccini, in te ravviso; alle ore 20, Francesco D’Errico Trio con Francesco d’Errico al pianoforte, Marco de Tilla al contrabbasso e Marco Fazzari alla batteria. Infine, domenica alle ore 20, lo speciale concerto di Francesco d’Errico e Tommaso Rossi al flauto sul repertorio musicale di Massimo Bontempelli, mai eseguito dal vivo negli ultimi 80 anni.Strane Coppie in Festival è anche laboratori. Ad aprire il festival sabato sarà il laboratorio di meditazione en plein air, Il viaggio nel cuore, condotto da Rosaria Maglio Aditi e Titti Capezzuto Ma Dyan Leela.
Visioni, percezioni, segno e colore, inquadratura e gesto saranno i focus del laboratorio L’immagine parlante condotto da Iole Cilento, mentre alla lettura saranno dedicati i laboratori di sabato e domenica Viaggio attraverso il romanzo contemporaneo tedesco e spagnolo, condotti da Domenico Esposito, Claudia Moschetti e Michela Panichi, vincitrice del Premio Campiello Giovani 2020.
Antonella Cilento, insieme a Iole Cilento e Rosaria Maglio Aditi condurrà domenica mattina il Laboratorio di scrittura, meditazione e arti visive in cui le arti si fondono e integrano: meditare, disegnare e scrivere. Il corpo in gioco con tutte le sue percezioni, emozioni e vibrazioni calato nell’immediata registrazione del segno e del colore e nella sua trasformazione in parola narrata.
Chiude l’intenso ciclo di laboratori, domenica pomeriggio, quello dedicato alla drammaturgia, condotto da Stefania Bruno che propone un assaggio di quel che serve per viaggiare con personaggi, azioni e parola.
Dopo il fine settimana del 17 e 18 settembre, il Festival proseguirà con gli incontri di letteratura di giovedì 20 ottobre con Claudio Piersanti e Giorgio Van Straten che racconteranno il viaggio verso l’età adulta narrato da Romano Bilenchi e Frances Hodgson Burnett; e giovedì 24 novembre con Melania G. Mazzucco e Anna Toscano, sulle donne viaggiatrici d’altri tempi: Madame de Staël, Matilde Serao, Sybille Bedford, Fausta Cialente.
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Terra di nessuno: il romanzo ambientale di Alberto Di Buono
Il 22 aprile ricorre la Giornata della Terra che rappresenta la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. La celebrazione di questa giornata nasce nel 1970 e oggi gli ecologisti la utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: inquinamento, distruzione degli ecosistemi e l’esaurimento delle risorse rinnovabili, cercando di promuovere soluzioni che consentano di eliminare o quantomeno attutirne gli effetti causati dalle attività dell’uomo.
Terra di nessuno (2019) è l’ultimo libro di Alberto Di Buono, pubblicato da Graus Edizioni, ed è un romanzo ambientale che porta il lettore a soffermarci proprio su queste tematiche e non solo.
Federico Manfredi è il protagonista del libro e lo incontriamo adolescente mentre curioso cerca di conoscere ciò che lo circonda, attraversando in bici il suo paesino, che si trova in una provincia di Napoli.
Un giorno il ragazzo, in lontananza, scorge un vecchio Castello e inizia a sentire, dentro di sé, un forte richiamo che lo spinge a raggiungere l’antico rudere. Questa sensazione di attrazione si unisce anche ad uno strano timore che il ragazzo non riesce a spiegarsi finché non sente una voce che gli parla con l’accento tipico della sua zona. Quella voce è la voce di Oikos, il vecchio castello, che si rivolge a lui, chiamandolo per nome e invitandolo a non salire per andarlo a trovare perché non è ben disposto nei confronti degli esseri umani.
P’ o’ passato tanti uomini so’ venuti addò me, ma nun m’hanno mai dato problemi. L’hanno fatto sempe cu rispetto. Mo però sò cagnate troppe cose, io nun me fido cchiù ‘e vuje pecché site gente senza valore, me facite paura. Perciò nun voglio avé niente a che fare cu vuje, sto buono accussì, sto buono sul’io.
…
Io vi guardo tutt’ ‘e juorne, saccio buono ‘o rispetto che tenete pe chello ca ve sta attuorno e come v’impegnate a distruggere ogni cosa. Site ‘a specie vivente cchiù pericolosa, riuscite a fà male perfino a vuje stessi. È meglio tenervi ‘a luntano.
Federico Manfredi prende le parole di Oikos come una sfida, si allena strenuamente finché un giorno giunge davanti la vecchia fortezza. Arrivato davanti all’ingresso si sente così piccolo e insignificante e decide di non entrare perché:
Ciò che si ama non si possiede, ma si custodisce.
Dalla sfida superata comprende una lezione che gli sarà utile per il proprio futuro. Il ragazzo apprende che le reali potenzialità dell’uomo si esprimono al meglio solo quando agiscono in armonia con l’ambiente perché assecondare la nostra natura ci rende più forti.
Trascorrono gli anni e Federico Manfredi cresce, abbandona il suo paese e diventa un brillante ingegnere ambientale. Un giorno, all’improvviso, gli giunge un incarico di supplenza proprio in una scuola del suo paese natìo e decide di lasciare la certezza del suo lavoro per avventurarsi nella nuova avventura dell’insegnamento.
Quando arrivò in paese, nella sua vecchia casa ritrovò i mobili, gli oggetti a lui cari e il quartiere della sua infanzia come se il tempo non fosse mai passato, ma non ritrovò nessuno dei suoi vecchi amici, perché la vita li aveva portati altrove a percorrere chissà quali strade. Erano rimasti solo tanti cari ricordi, che come fantasmi vagavano senza meta in quei luoghi raccontando sottovoce di un tempo che fu.
Il paese era cresciuto tantissimo, ma quasi tutte le periferie erano state urbanizzate in modo piuttosto selvaggio, si vedeva chiaramente la mancanza di un’appropriata programmazione urbanistica.
L’ultimo romanzo dello scrittore partenopeo
Federico Manfredi ben presto si rende conto che il suo paesino fa parte della Terra dei Fuochi. Decide di sfruttare la possibilità dell’insegnamento per poter educare al rispetto ambientale i propri alunni e decide di andare a far visita al suo vecchio amico Oikos che gli spiega, con poche parole, le cause di tutto quello scempio:
Qua ci sta ancora tanta gente per bene che la pensa proprio comme a te, ma s’annasconne. Sono tutti quelli che non accettano ‘e regole ‘e chesta società, pecché troppo spesso sç fatte sulo o vantaggio ‘e chi e scrive. Tu devi cercare questa gente e fargli capì che se ognuno fa la sua parte, assieme s’addiventa na forza.
Ccà t’he sta accorto. Non farti abbagliare da quelli che parlano bene e sventolano troppo vistosamente ‘e bandiere ‘e l’ecologia, pecché spisso sò proprio lloro che fanno i danni peggiori. Statte accorto pure a quelli che fanno i consulenti, gli imprenditori e a tanti tuoi colleghi che cercano di vendere pe forza cose inutili sulo pe fà soldi. Occhio a tutti quelli che cu l’ecologia fanno soldi assai, pecché nun so buone. Gli ambientalisti veri non hanno un colore politico e non fanno na prufessione particolare. Sò tutti quelli che tengono na visione del mondo cchiù larga e cercano ‘e mettere in pratica queste loro convinzioni cu nu stile ‘e vita cchiù intelligente.
Per l’uomo inizia la scuola e questa nuova avventura. Dopo aver ascoltato bene le parole ed i consigli di Oikos, Federico Manfredi si rende conto che la cultura che ha il dovere di trasmettere ai propri alunni non è quella solo racchiusa nei programmi scolastici che, a fine anno, certificano la frequenza scolastica ma è un altro tipo di conoscenza.
Durante la settimana inizia a parlare di ecologia e della stretta connessione che intercorre tra uomo e natura, una sorta di equilibrio che regola il mondo perché ogni piccola particella vivente è interconnessa con tutto ciò che ci gravita intorno.
Riuscirà Federico Manfredi a sensibilizzare i propri alunni? Oikos cambierà idea nei confronti dell’essere umano? Queste ed altre informazioni le potrete scoprire solo leggendo Terra di nessuno di Alberto Di Buono.
Ruderi
Terra di nessuno non è soltanto un romanzo ambientale ma racconta anche di vita quotidiana, di una storia d’amore, di coraggio e della capacità che ha ognuno di prendere in mano le redini della propria vita, trasformandola in altro.
Il romanzo di Alberto Di Buono è adatto a tutti ma, a mio avviso, in particolar modo ai ragazzi perché attraverso la scrittura semplice, diretta e talvolta popolare il romanzo è capace di destare meraviglia, speranza e stupore in quegli occhi giovani che hanno ancora tanto da scoprire e da comprendere sul mondo.
Nonostante la tematica ambientalista il libro ci porta a riflettere anche su ciò che stiamo vivendo in questo periodo di pandemia mondiale perché Terra di nessuno ridimensiona la finitudine dell’essere umano, riportandolo nella reale proporzione, misura e dimensione che ricopre all’interno del mondo.
A prescindere dalla nostra intelligenza e dalla capacità che abbiamo di modificare ciò che ci sta intorno, natura compresa, non siamo altro che una parte millesimale di un meccanismo che, appena ne ha la possibilità, è in grado di riprendersi ciò che gli è stato tolto irrispettosamente.
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