Le ricette di Mafalda l’Irpinia a tavola è il secondo libro di Mafalda Meninno, pubblicato da Delta 3 Edizioni. L’autrice ha cercato di fare una panoramica sugli usi e i costumi dell’Irpinia di un tempo, rapportandoli ai nostri giorni.
La convivialità rappresenta un momento aggregativo, in cui si consolidano i rapporti umani perché a tavola, nella maggior parte dei casi, si entra in confidenza con il resto dei commensali.

Mafalda Meninno
Mafalda Meninno, all’interno del suo libro di ricette scritte in dialetto grottese, si sofferma anche sull’abbinamento cibo/vino ovvero quello di cercare un equilibrio perfetto in cui le pietanze non prevarichino sul vino e viceversa.
Durante la presentazione del libro, particolare rilievo è stato dato alla ciambottella, piatto tipico della cultura gastronomica di Grottaminarda, che viene apprezzato anche oltre i confini dell’Irpinia.
Da ciò è nato lo spunto di diffondere la cultura gastronomica irpina che rappresenta anche un modo per far conoscere un piatto povero della tradizione gastronomica di un luogo come lo è la ciambottella grottese.
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Anna e i suoi cuccioli con Fido nel cuore: un simbolo di legalità e giustizia
Potrebbe nascere al più presto un rifugio per cani e gatti in Irpinia, più precisamente a Pietrastornina.
Anna e i suoi cuccioli con Fido nel cuore è un progetto nato nel 2011 e che nel 2015 è diventata una Onlus no profit. All’improvviso per l’associazione arriva lo sfratto ma i soci hanno iniziato a fare richieste ai Comuni limitrofi, trovando però porte chiuse.
Rifugio per cani e gatti in Irpinia
Anna e i suoi cuccioli con Fido nel cuore ha deciso di comprare un terreno e dunque avrà la possibilità di diventare un’oasi rifugio in grado di ospitare 30 cani e 30 gatti.
L’associazione lancia un appello:
Abbiamo solo la disponibilità economica per la recinzione che sarà avviata a breve, siamo in attesa di svincolo idrogeologico della Comunità Montana del Partenio. Occorre raccogliere ancora circa 100.000 euro, stima prevista dal nostro architetto per i lavori strutturali iniziali. Le piccole associazioni come la nostra, non hanno aiuti di sorta da nessun Ente, devono basarsi solo sulle donazioni di amici e simpatizzanti.
Cosa stiamo aspettando? Aiutiamo a realizzare questo progetto, con un piccolo contributo,che è simbolo di legalità, giustizia ed umanità!
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Grottaminarda si dota di un’app gratuita per tenere aggiornati i propri cittadini su provvedimenti e attività inerenti l’emergenza Covid-19
Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 il Comune di Grottaminarda offre gratuitamente alla cittadinanza grottese un’app per creare un flusso di comunicazione diretto con aggiornamenti ufficiali riguardanti provvedimenti e attività.
Il nome dell’app è PPAC (Protezione e Prevenzione in Ambito Cittadino) che è già attiva e scaricabile sul seguente sito: http://www.pianoemergenza.com/unionecomuniterreufita/index.php?option=com_content&view=article&id=356&Itemid=194&lang=it
PPAC (Protezione e Prevenzione in Ambito Cittadino)
Angelo Cobino afferma:
Nel ribadire la fondamentale continuità dell’impegno profuso dal 23 febbraio con la convergenza e la collaborazione permanente delle nostre istituzioni della Repubblica: Regione, Prefettura, ASL, Questura, Comuni, Provincia, Comando Provinciale delle Forze dell’Ordine e Ufficio Scolastico Provinciale, finalizzate a contenere al massimo l’espandersi dell’epidemia attraverso interventi sanitari e scrupolosa opera di sensibilizzazione per il rispetto delle disposizioni contenute nei vari DPCM emanati dal Governo Italiano.
Il Comune di Grottaminarda si dota di un’app scaricabile sui nostri telefoni cellulari affinché i cittadini siano nella condizione di poter ricevere costantemente ogni aggiornamento su provvedimenti ed attività.
Restano ferme le raccomandazioni di rimanere nelle proprie case e, nel caso,di brevi uscite per rifornirsi di beni di prima necessità, di rispettare le norme riguardanti l’igiene e la distanza tra le persone di almeno un metro.
Più rigorosi saremo nell’osservare queste poche e basilari regole, prima usciremo da questa emergenza.
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L’arte del vestire di Frida Kahlo
L’abbigliamento per Frida Kahlo era una forma di arte attraverso la quale esprimere non solo la propria personalità e femminilità, ma anche la storia, la tradizione, i valori e perfino l’amore per Diego.
La scelta degli abiti, come degli accessori e dei gioielli, aveva per Frida chiari riferimenti: per l’abbigliamento prediligeva i capi tipici della cultura tehuana messicana, mentre per i gioielli la scelta ricadeva soprattutto su elementi della natura, il tutto sempre rivisitato e riadattato al suo gusto personale e alle esigenze di un fisico ferito.
Gli elementi preponderanti della cultura tehuana messicana nella scelta dell’abbigliamento sono da ascriversi alle origini materne e non stupisce che una donna come Frida potesse amarla.
Quella tehuana, in Messico, fu l’unica cultura matriarcale, in cui le donne erano indipendenti e orgogliosamente lavoratrici. Dopo l’incontro con Diego Rivera, Frida unì allo stile tradizionale elementi della cultura precolombiana di cui il marito era appassionato.
Lo stile di Frida divenne così un melange di elementi in cui si fondavano il vintage con il moderno con un risultato inconfondibile di vivacità, carattere, originalità che non passavano inosservati e che l’hanno consegnata alla storia.
Numerosi anche gli stilisti internazionali che nel tempo le hanno reso omaggio con collezioni di abiti di successo, da Ricardo Tisci, Jean Paul Gaultier, Moschino, Dolce&Gabbana, Missoni, Givenchy, Valentino e Alberta Ferretti, solo per citarne alcuni.
Frida Kahlo autoritratto
Lo stile di Frida Kahlo esprimeva anche ideali politici, con la fierezza di indossare simboli di una cultura popolare. Allo stesso tempo, l’arte del vestire diventava elemento delle sue opere: negli autoritratti la simbologia della moda tehuana e dei colori trovava una corrispondenza nell’emozione rappresentata.
La mostra a Palazzo Fondi propone una ampia galleria di modelli ispirati al look di Frida, curata dalla fashion designer messicana Milagros Ancheita dopo un attento lavoro di ricerca su fonti testuali e fotografiche.
Si va dal completo in stile più casual, molto usato da Frida e indossato in numerose fotografie, ad abiti per occasioni più formali, fino alla mise indossata a New York, nella sessione fotografica del 1939 con il fotografo di moda e suo amante Nickolas Muray. Di quel lavoro, nel 1992 la rivista Vogue Messico ripropose in una copertina celebrativa una delle fotografie in cui Frida indossava un abito floreale.
Mantelle, copricapi, cinture completavano sempre il look di Frida, insieme a gioielli e accessori di bigiotteria realizzati a mano, molto spesso con grandi pietre naturali e gemme preziose, combinate con oro o argento, altre volte con conchiglie, semi, legno e altri elementi della natura. Molti dei suoi gioielli erano realizzati con gemme o altri oggetti portati in dono da amici dopo qualche viaggio.
Dalila Morina Busto in gesso ispirato a Frida Kahlo
L’omaggio degli artisti contemporanei a Frida Kahlo: i busti
La mostra Il Caos Dentro pone anche l’accento sulla fama e la vasta eco che Frida Kahlo ha tutt’oggi nel mondo. Tra le testimonianze raccolte, anche quelle di sette artisti contemporanei autori di altrettanti busti in gesso dipinti. Obbligata dalle condizioni fisiche, Frida dovette usare il busto per tutta la vita, per sostenere la colonna vertebrale. Tra i busti presenti in mostra, anche la riproduzione uno adornato con il motivo della falce e martello e il bambino in grembo.
Altri, invece, sono frutto di una libera interpretazione, come quello che celebra il legame tra Frida e Diego.
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