La compagnia teatrale La Fermata ha tante novità da raccontarvi e lo farà il 28 settembre alle ore 18:00 al Castello D’Aquino, caffè letterario di Grottaminarda!
Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli anticipano cosa bolle in pentola per la nuova stagione dedicata ai laboratori di I, II e III livello.
Le sorprese non sono finite perché i due attori colgono l’occasione per parlarvi di iPhoné, la nuova rappresentazione teatrale sperimentale ispirata al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, che verrà messa in scena per la prima volta nella suggestiva location grottese.

La compagnia teatrale irpina presenta iPhoné
Per scoprire maggiori dettagli, non vi resta che guardare il video!
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Premio Leo de Berardinis under 35: i vincitori
Si è svolta al Ridotto del Teatro Mercadante di Napoli la selezione finale del concorso Premio Leo de Berardinis under 35, istituito dal Teatro di Napoli–Teatro Nazionale diretto da Roberto Andò, a sostegno delle giovani compagnie e artisti campani, intitolato ad uno dei massimi interpreti e protagonisti della scena teatrale contemporanea, autorevole riferimento per molte generazioni di teatro. Il concorso è realizzato in collaborazione con Il Teatro Pubblico Campano.
La giuria di esperti e di addetti ai lavori – composta da Roberto Andò direttore del Teatro di Napoli, da Viola Ardone scrittrice, da Mimmo Basso direttore operativo del Teatro di Napoli, da Maurizio Braucci scrittore e sceneggiatore, da Ippolita di Majo sceneggiatrice e autrice, da Davide Iodice regista di teatro ha scelto e decretato vincitori della seconda edizione del Bando, i seguenti lavori:
Una morte dolcissima: drammaturgia e regia di Noemi Francesca con la seguente motivazione: “Perché in una società che non è più capace di metabolizzare il lutto, Noemi Francesca si confronta con il trauma della perdita dialogando in maniera personalissima e originale con il testo di Simone De Beauvoir ed esplorando il luogo del dolore alla ricerca dei riti ancora possibili per attraversare la paura della morte.
Una scrittura polifonica e polisemica fatta di voci, immagini, oggetti che concorrono armonicamente a suggerirci che forse, anche e soprattutto nel tempo che viviamo, quel rito ancora può essere il teatro.”
L’appartamento 2B, drammaturgia e regia di Andrea Cioffi con la seguente motivazione: “Per la capacità di raccontare in maniera diretta la propria generazione, quella dei nati negli anni ‘80 e ‘90, attraverso una scrittura scenica attenta al ritmo e all’ironia, ma anche capace di mettere a fuoco il disagio di uomini e donne, non più giovani, ma considerati tali, che non riescono a trovare spazio e ruolo sociale nella vita degli adulti”.
Menzione speciale della giuria al progetto Nuttata, drammaturgia e regia di Domenico Ingenito con la seguente motivazione: “Nuttata si propone come un adattamento di La Nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès.
I temi della notte come labirinto in cui amore e violenza si sovrappongono emergono con forza dalla breve messa in scena a cui abbiamo assistito. Hanno molto colpito il lavoro sulla lingua e sulla corporeità che sembrano aderire pienamente tra loro, all’interno di un’ambientazione semplice ed energica.
La dimensione del soliloquio, del recit esistenziale è ancora da mettere a punto e tende a volte a confondersi con quella del monologo ben condotto che invece si sottrae ad una definitiva messa in gioco del personaggio, al “diario di morte e resurrezione” che è alla base del testo originario.”
Nell’ambito del protocollo d’intesa tra i Premi Leo de Berardinis 2022 istituito e promosso dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Nuove sensibilità 2.0 2022 – Under 40 istituito e promosso dal Teatro Pubblico Campano, il Direttore Roberto Andò, tra i cinque testi premiati dalla giuria del Premio Nuove Sensibilità 2.0, ha scelto Omissis drammaturgia di Alessandro Paschitto.
I due progetti vincitori del Premio Leo de Berardinis e il testo scelto tra i cinque vincitori del Premio Nuove Sensibilità 2.0 verranno prodotti dal Teatro di Napoli e inseriti nella programmazione della prossima stagione del Ridotto del Mercadante.
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Falso movimento di Franco Moretti
Diagrammi, serie temporali, reti, istogrammi… Dieci o quindici anni fa, negli articoli di cinema e musica, di letteratura e arti visive, non si trovava niente di tutto questo. Adesso sì, in abbondanza, e anzi, è proprio quello che distingue immediatamente le digital humanities dalle “altre” discipline umanistiche.
Nei saggi che seguono, la distinzione tra la fase iniziale e la situazione odierna prende a volte la forma di una contrapposizione tra “studio quantitativo della letteratura” e digital humanities. Inutile dire che tra le
due cose esiste una larga area in comune. Ma c’è anche una differenza importante.Le digital humanities hanno portato il lato statistico del lavoro a un livello di competenza professionale che va molto al di là di quel che si sapeva fare anche solo pochi anni fa; allora, però, si conservava un legame con la teoria letteraria del Novecento che oggi è stato reciso. Non era inevitabile, questo trade-off tra i due lati del lavoro. Ma così è stato. E a farne le spese, è stato il concetto di forma.
In questo libro Franco Moretti riflette su alcune premesse di questa nuova prassi d’indagine, nella convinzione che la pratica ha delle fortissime implicazioni teoriche, che guidano, di fatto, il processo di ricerca.
Falso movimento di Franco Moretti
Falso movimento offre così un bilancio critico, tanto onesto quanto esigente, della svolta detta “quantitativa” nello studio della letteratura, svolta a cui proprio l’autore ha dato un impulso decisivo nei suoi anni a Stanford, fondando nel 2010 il Literary Lab. E la sintesi, allineando gli elementi via via scoperti lungo l’itinerario di ricerca tracciato dai saggi qui raccolti, apre a nuove domande e a “una gran bella scommessa” su un nodo strategico: l’immaginazione scientifica nello studio letterario.
Di una teoria c’è sempre bisogno. Ma non tutte le teorie sono state create uguali. Alcune spiegano piuttosto bene la realtà, e altre no. Per quel che mi riguarda, è ormai da molto tempo che l’ispirazione principale mi viene dalle scienze naturali. All’inizio fu soprattutto la teoria dell’evoluzione, che gettava una luce nuova su come pensare ai generi letterari e alle trasformazioni morfologiche; più tardi, nel riflettere sui risultati raggiunti, sono passate in primo piano l’epistemologia e la storia della scienza. E così, i nomi di Georges Canguilhem e Alexandre Koyré, Ernst Mayr e Thomas Kuhn si incontreranno in queste pagine più
spesso di quelli di molti critici letterari. -
“Belle époque e polvere da sparo” al Trianon Viviani
Venerdì 7 e sabato 8 gennaio, alle 21, il Trianon Viviani ospita Belle époque e polvere da sparo, commedia in un atto scritta e diretta da Paolo Coletta, con Margherita Di Rauso e Lello Giulivo.
In questo divertente “noir” musicale, la scena è ambientata tra artisti e impresari teatrali in uno dei periodi più folli, effimeri, edonistici e creativi della modernità: la belle époque. Tra le canzoni del café chantant e le macchiette di Maldacea e Viviani, spicca la figura della soubrette, che a Napoli si trasforma in “sciantosa”, una donna seduttrice, libera da legami, pronta ad ammaliare l’uomo e che in realtà fugge da povertà e disperazione.
Belle époque e polvere da sparo
Belle époque e polvere da sparo: trama
Napoli, 23 maggio 1915. Su un palcoscenico deserto, Susette Bon Bon (Margherita Di Rauso), sciantosa eccentrica, riceve la visita di un Detective (Lello Giulivo) sulle tracce dell’impresario Gaetano Capraja, denunciato dalle ballerine del Salone Margherita per mancato pagamento e altri delitti. In realtà Susette è Gaetano sotto mentite spoglie, deciso a sfuggire all’interrogatorio e all’arresto. È l’inizio di una serie di equivoci, seduzioni e cambi di identità, fino alla sconcertante rivelazione finale che condurrà i protagonisti a ritrovarsi uniti dalla speranza di una nuova vita. A separarli di nuovo ci penserà l’entrata dell’Italia in guerra.
Margherita Di Rauso si è diplomata al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e vince giovanissima il premio Hystrio alla vocazione. Interprete originale e versatile, ha lavorato con importanti registi e artisti di prosa, cinema e teatro musicale, come Luca Ronconi, Woody Allen, Carlo Verdone, Mariangela Melato, Toni Servillo, Massimo Ranieri e Andrée Ruth Shammah.
Lello Giulivo ha debuttato giovanissimo con Mauro Bolognini e Massimo Ranieri. Nel 1979 comincia la sua collaborazione con Roberto De Simone e nel 1985 entra a far parte della Nccp. È stato diretto in teatro e al cinema da registi come Luca De Filippo, Lindsay Kemp, Mel Gibson e Nanni Loy.
La musica dello spettacolo è eseguita dal vivo dal Susette Bon Bon jazz trio, ovvero da Mariano Bellopede, al piano e alla direzione, Fabrizio Aiello, alle percussioni, e Giuseppe Russo, al sax e al clarinetto.
Belle époque e polvere da sparo è prodotto da Golden show con Teatro della Città. Gli elementi di scena sono di Iole Cilento, i costumi di Lucia Mariani, le coreografie di Cristina Arrò, il disegno luci di Marco Macrini, il suono di Fabrizio Minotti e l’aiuto regia di Eleonora Scarponi. Le foto sono di Pino Le Pera.
Per accedere in teatro è obbligatorio il possesso del super green pass (detto anche “green pass rafforzato”) e l’uso della mascherina.
9 comments on La Fermata vi aspetta al Castello D’Aquino con un doppio appuntamento!
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