Al momento non ci sono indagati ma la Procura sequestra tutta la documentazione relativa alle coperture degli edifici post-sisma. Continuano i controlli sulla presenza di fibre di absesto aerodisperse.
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Navigare, sabato 20 al via il salone nautico a Posillipo e Mergellina
Due sedi, cento imbarcazioni esposte e la dizione di Internazionale, queste alcune delle novità della 34ma edizione del Navigare, l’esposizione nautica con prove libere in mare in programma a Napoli da sabato 20 a domenica 28 novembre. Posillipo e Mergellina ospiteranno dunque il Navigare, Salone Nautico Internazionale di Napoli che propone agli appassionati del mare, con accesso libero, di poter provare gratuitamente le imbarcazioni in mare prima di definire l’acquisto.
La nove giorni espositiva organizzata da AFINA – Associazione Filiera Italiana della Nautica –, dopo due anni di stop causa pandemia, torna con molte novità. A celebrare l’inaugurazione, fissata per sabato mattina alle ore 11 al CN Posillipo, sarà la banda musicale dell’Arma dei Carabinieri che accoglierà, sulle note dell’inno di Mameli, le Autorità che parteciperanno al taglio del nastro. Tra gli ospiti l’assessore ai lavori Pubblici del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, il presidente dell’istituto di Credito Cooperativo di Napoli e Campania, Amedeo Manzo e la dottoressa Flavia Matrisciano, direttrice Fondazione Santobono Pausilipon.
A fare gli onori di casa saranno il presidente Afina, Gennaro Amato e il presidente del sodalizio rossoverde, Filippo Parisio.
Tra le novità quella della doppia sede. Il CN Posillipo ospiterà nella sua darsena circa 60 imbarcazioni dai 5 a 10 metri, mentre la società internazionale Gruppo Luise, che gestisce il molo di sopraflutto “Molo Luise” a Mergellina, accoglierà i modelli dai 12 metri a salire. Stand in darsena e sul molo completeranno l’esposizione.
Afferma Gennaro Amato, presidente dell’associazione che conta 250 cantieri iscritti:
Napoli deve appropriarsi del ruolo che le compete: diventare la capitale espositiva della nautica da diporto del Mediterraneo Per questo motivo l’appuntamento di marzo prossimo deve assumere una connotazione più importante e consentire all’intera filiera nautica di presentarsi nel migliore dei modi. Sono felice quindi che l’amico Massimo Luise, manager e socio di Gruppo Luise, abbia accettato la nostra richiesta, mettendoci a disposizione il tratto di porto di Mergellina gestito dalla sua società, ed aderendo così ad un progetto che getta le basi per dare a tutti gli amanti della nautica e del mare la possibilità di avere un’esposizione in acqua.
Per le imbarcazioni, invece, molte le anteprime in mostra a cominciare dai gommoni, il segmento più atteso dagli amanti del settore nautico, Italiamarine, Novamares, Oromarine, Sea Prop, per citarne alcune, presenteranno le ultime produttività. Tra i gozzi spiccano i modelli di punta di Baia Nautical, Cantieri Mimì e Nautica Esposito, mentre per le barche diverse curiosità per Evo, Rio Yachts, Tornado Yachts e in esposizione anche i bellissimi modelli Azimut, Itama, Fiart e Cranchi. Ma anche esposizione di servizi e motori marini e accessori non mancheranno al salone.
Grazie alla dizione Internazionale il salone diventa anche punto di riferimento di maggior prestigio. Identità che consente agli espositori di poter ricevere l’interesse di buyers esteri e di collocare la città di Napoli tra le leader dei saloni del Mediterraneo. La partnership messa in campo dall’organizzazione, presieduta da Gennaro Amato, con la Banca di Credito Cooperativo di Napoli consentirà notevoli vantaggi per gli acquirenti e produttori del settore. Il presidente Amedeo Manzo, anche presidente del Gruppo campano, ha infatti messo in campo valide azioni di supporto, con agevolazioni di credito e finanziamenti, per l’intero comparto.
Il Navigare Salone Nautico Internazionale di Napoli, con accesso libero a tutti i visitatori, sarà aperto il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 17.00, mentre dal lunedì al venerdì l’orario sarà dalle 12.30 alle 17.00.
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In vigore il nuovo Dpcm fino al 6 aprile
È in vigore, da oggi, il nuovo Dpcm.
Da lunedì cambieranno i colori di alcune Regioni e come sappiamo la Campania diventerà rossa insieme alla Romagna.
Resta in vigore il divieto di spostamento tra regioni o province autonome, eccetto che per spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.
Per quanto concerne le zone bianche è prevista la fine delle misure restrittive previste per la zona gialla ma resta l’obbligo di indossare la mascherina e quello del distanziamento interpersonale. Continuano a restare sospesi gli eventi che comportano assembramenti come fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi.
Nelle zone arancioni e gialle i Presidenti delle Regioni possono disporre la sospensione delle attività scolastiche sia nelle zone in cui sono state adottate misure restrittive per la gravità delle varianti e nelle zone in cui sono presenti più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni. Nelle zone rosse dal 6 marzo è prevista la sospensione delle attività scolastiche in presenza, comprese le scuole dell’infanzia e dell’elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere le attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi specifici.
Nelle zone gialle è confermata la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un flusso controllato. Dal 27 marzo, nelle suddette zone, è garantita anche l’apertura nel fine settimana.
Sempre dal 27 marzo, nelle zone gialle, è prevista la possibilità di riaprire cinema e teatri con posti assegnati e che rispettino il distanziamento interpersonale. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima consentita. Possono partecipare all’aperto un massimo di 400 spettatori all’aperto mentre al chiuso un massimo di 200 per ogni sala.
Continuano restare chiusi: le palestre, gli impianti sciistici e le piscine.
In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18:00 ma resta il divieto di consumare sul posto.
Nelle zone rosse restano chiusi: barbieri, parrucchieri e centri estetici.
Queste in breve sono le disposizioni del nuovo Dpcm, firmato da Mario Draghi.
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Immigrazione – Usque ad finem
l’accoglienza non è cosa nostra!Parlare di immigrazione ad Avellino è come dover rimandare i richiedenti asilo, di nuovo, in mare al fine di salvarli. Da quando sono arrivati qui, nella residenza che per la maggior parte di noi è reputata la migliore, loro possono dirsi vittima di un sistema becero e privo di ogni logica umana.
Siamo soliti osservare questi ragazzi per strada, elemosinare davanti i supermercati, spesso li vediamo camminare smarriti, altre volte li vediamo protagonisti di cronache spiacevoli dove diventano, a nostro dire, bestie fuori dal comune.
Le istituzioni dove sono? Cosa stanno facendo?
La risposta a queste domande non tarda ad arrivare: l’uscita di un nuovo bando di gara con scadenza pervista per il 10 aprile 2019, da consegnarsi perentoriamente entro le ore 12:00 e si prega i partecipanti di confezionarlo per bene!
Inizia così la corsa dei gestori all’approvvigionamento delle strutture: grandi, piccole o come meglio vi pare, tanto verrete pagati in base al lotto prescelto.
Signori e signore iniziamo a dare i numeri: le estrazioni sono iniziate!
Strutture sotto i 50 posti, al di sopra, strutture in rete, insomma potete lasciare libero spazio alla fantasia e al territorio, per strutturarvi come meglio credete. Non dimenticate, cari gestori, di confezionare un prodotto pronto all’uso, rispetto a quelli che sono stati i dicktat da parte del Ministero degli Interni.
Per fortuna, per una volta, la dirigenza non ha dovuto sudare per scrivere capitolati e manfrine ad hoc, lo standard è stato imposto, tanto da permettere ad alcuni dirigenti di non doversi aggrovigliare su troppi copia e incolla, tipicamente obsoleti rispetto a pubblicazioni di bandi precedenti.
In un bando del genere il punteggio è importante, i gestori “numeri primi”, devono chiudere protocolli d’intesa con i Comuni, con le Asl, con le Misericordie, non sappiamo se anche con il WWF, il circo, il telofono verde, rosso o giallo.
Signori, signore, punteggio e rapporto qualità prezzo.
Immigrazione in Europa
Mi chiedo se questi dirigenti si siano mai recati fisicamente presso una residenza ospitante per richiedenti asilo… La risposta è no! Probabilmente hanno delegato i funzionari. Ma questa è un’altra storia.
Queste stesse persone si sono mai rese conto che, rispetto agli incartamenti prodotti, tra tutto quello che emulano al fine di una buona accoglienza non c’è praticamente nulla? Si sono mai resi conto che quando si mette piede in queste strutture sembra di essereai tempi dell’autogestione scolastica?
Non ci sono operatori e se ci sono non hanno le competenze necessarie per eseguire le proprie mansioni à la carte.
In molte strutture, ma come nella maggior parte del panorama lavorativo nostrano, è più giusto far lavorare il figlio di …, il Sig. …, nipote di … tanto tacitamente si è deciso di dargli lo stipendio e non importa che si possano causare danni umani dovuti a incopetenza e superficialità.
Insomma l‘immigrazione diventa un modo per accaparrarsi il primo cittadino del paese o della città di turno che, in tempi non sospetti, nel vedere un immigrato arrivare presso una struttura era lì quasi a dire:” Mamma li turchi!”
Per farla più semplice, ho conosciuto un proprietario di casa che diceva di aver fittato la sua residenza a degli egiziani ed erano nigeriani! Tanto una nazionalità vale l’altra!
Immigrati in fuga
Il nuovo bando però premia la competenza, quella vera, quella dei plurilaureati con esperienza triennale o quinquennale. Scusate la domanda provocatoria: se fino ad ora si è data la possibilità, nella maggior parte dei casi, ai figli di …, questi altre altre figure plurispecializzate e competenti con esperienze stratosferiche dov’erano prima? Ah, probabilmente erano ancora tirocinanti! In quale regione?
Gridiamo all’esodo, al ritorno dei cervelli in fuga!
Scusate ma un pò d’ironia ma è d’obbligo in questo momento perché viene da pensare che realmente Salvini sia “l’uomo giusto”, giunto a mettere fine all’immigrazione clandestina e che abbia, in qualche modo, “ristretto il brodo”. Suo malgrado c’è da sentenziare che è stato consigliato male a fronte di alcune linee guida che sono carenti di esperienza vera nei confronti di queste problematiche delicate. Dal mio punto di vista, leggendo alcune sfumature, credo che molte cose siano state scritte in base a conoscenze astratte e per deduzione e basta.
Un esempio? Un centro di accoglienza che oggi per legge può restare senza operatori dalle ore 24:00 alle ore 08:00, ad esempio, è un criterio che non si può leggere, tanto poco cambia rispetto rispetto alla tesi anzitempo espressa circa gli operatori fantasma.
Saranno le cronache a confermarlo quando le forze dell’ordine, presenti sul territorio, si troveranno davanti il problema, forieri di una legge che oggi è diventata di facili espulsioni e rimpatri.
In qualche modo si dovrà pur trovare una soluzione, giusto? Ma anche in questo caso ci sarebbe da aprire un’altra parentesi. Il problema è che, spesso, quello che viene definito revoca dell’accoglienza da un centro non è la revoca dell’accoglienza da un territorio ed il migrante finisce per strada ed è lì che riesce a dare il peggio di sé perché non ha più niente che gli possa permettere di vivere con un briciolo di dignità. Provate voi a restare giorni e giorni a vivere per strada privati di tutto, identità compresa.
Questo spunto di riflessione potrebbe aprire un’altra parentesi, quella del migrante parassita che vegeta nella struttura. Ma fuori che ci va a fare? Viene sfruttato per la mano d’opera, viene avvicinato e assoggettato dall’agricoltore di turno che lo vede come una bestia da soma, nella maggior parte dei casi.
Come li vogliamo definire? Espedienti di capolarato, forse troppi, nella nostra verde Irpinia?
Patti e accordi sull’immigrazione
Il punto è che ad Avellino il brodo andrebbe azzerato perché ne va della stessa incolumità degli imprenditori che, oggi accecati dai grandi numeri e dalle grandi cifre, tentano di classificarsi ai primi posti di una graduatoria che li vedrà anche vincitori ma che, inevitabilmente li vedrà sopraffatti dai debiti, siano delle banche o di altra natura.
Nella maggior parte dei casi accade questo: l’ente non paga e usa i gestori a proprio piacimento, poi quando non serve più lo butta via come fosse carta straccia., sostituendolo col nuovo Paperon de’ Paperoni del momento.
I controlli dettati dalle nuove linee guida dei bandi sono giusti ma le persone competenti per poter svolgere questo delicato lavoro sono troppo poche e non riescono a svolgere pienamente il proprio lavoro.
Nel bando non c’è scritto quanto siate disposti ad indebitarvi, non c’è scritto quali siano le cifre che riuscirete ad anticipare, c’è scritto solo quanto si è disposti ad offrire.
Fate attenzione!
L’accoglienza esiste ma non è cosa nostra!
T.C.
11 comments on Amianto sui tetti,
blitz dei forestali
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