Sta per terminare l’attesa per Anteprima VitignoItalia, ormai classica preview dell’appuntamento di maggio, considerato da tempo una delle più importanti iniziative del settore. E mai come quest’anno l’Anteprima, in programma a Napoli nelle bellissime sale dell’Hotel Excelsior di Napoli nella giornata di martedì 29 novembre, promette di essere un avvenimento in grado di soddisfare le aspettative del pubblico di appassionati e operatori del settore. Merito certamente dell’adesione all’evento da parte di oltre cento tra produttori vitivinicoli e consorzi provenienti da tutta la penisola per un totale di circa 500 etichette di assoluto valore.
“Una risposta davvero importante, al punto di averci costretto a dire molti no ad aziende che chiedevano di poter partecipare – commenta Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia – Così come le prenotazioni all’evento, sia da parte dei winelover che degli operatori di settore, stanno superando di gran lunga i numeri delle precedenti edizioni. Né va dimenticata la presenza di un nutrito gruppo di giornalisti e operatori stranieri che prenderanno parte alla giornata, a dimostrazione di come VitignoItalia sia sempre più percepito come un punto di riferimento e di incontro. E questo non solo per quello che concerne le degustazioni ma anche sul versante dei momenti di confronto che, da qualche anno, caratterizzano il nostro programma. Per noi è infatti fondamentale contribuire al continuo sviluppo del nostro comparto vitivinicolo proponendo dibattiti e conversazioni tra i diversi player del panorama enoico nazionale.”
Va visto in tal senso il convegno “In & Out – Enoturismo + Export = il successo del vino italiano” che aprirà la giornata (inizio ore 11.30) di martedì 29 novembre, presso la Sala Mascagni del Gran Hotel Vesuvio, in Via Partenope, 45.
L’incontro, moderato da Giorgio Dell’Orefice, giornalista de IlSole24Ore, vedrà la partecipazione di Nicola D’Auria, Presidente del Movimento Turismo del Vino, Gabriella Migliore, funzionaria ICE Londra, Ferdinando Natali, responsabile sud UniCredit, Luciano Pignataro, prestigiosa firma del giornalismo di settore, con le conclusioni affidate a Nicola Caputo, Assessore Agricoltura Regione Campania. Al centro del convegno l’importanza della valorizzazione dell’enoturismo italiano affiancata a una forte presenza sui mercati esteri, al fine di consolidare il comparto vitivinicolo come asset di prim’ordine per il nostro Paese.
Il pomeriggio e la serata, come già detto, vedranno invece protagonisti produttori ed etichette di diverse regioni italiane e prevede la partecipazione di importanti Consorzi come Roma DOC, Prosecco DOC e Friuli DOC. Due i momenti in programma nelle sale dell’Hotel Excelsior: dalle 15.30 alle 17.30 un “primo turno” esclusivamente dedicato a stampa e operatori di settore, immediatamente seguito dalla seconda mandata aperta al pubblico pagante, dalle 17.30 alle 21.30.
“Un’anteprima così partecipata – conclude Teti – è senz’altro un ulteriore stimolo per guardare avanti con fiducia e concentrarsi già da ora sulla prossima edizione di VitignoItalia. Napoli sta vivendo un momento di autentico fulgore e questo accresce l’importanza per la nostra città di ospitare una manifestazione come VitignoItalia, riconosciuta ormai da anni a livello nazionale e internazionale, punto di incontro e di scambio ideale per il mondo del vino, unanimemente considerato uno dei settori più importanti del Made in Italy.”
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Fabio Orsi è di Taranto ma in pochi anni è diventato un punto di riferimento nel panorama della musica sperimentale nazionale e internazionale.
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Susan Sarandon ospite d’onore del Premio Ragusani nel Mondo
Star di Hollywood, un Oscar per la sua interpretazione in Dead man walking, Susan Sarandon sarà l’indiscussa antidiva del Premio Ragusani nel Mondo.
Sabato 29 luglio 2023 alle ore 20.00, il palco di piazza Libertà a Ragusa si trasformerà nel prestigioso red carpet della XXVIII edizione. Un evento dal respiro internazionale, che diventa spettacolo.
A distanza di diciassette anni, Susan Sarandon torna a sorpresa nel capoluogo ibleo. L’attrice statunitense era stata già premiata nel 2006, dopo aver riscoperto le radici e la terra del nonno Giuseppe. Di cognome Criscione, era nato infatti a Ragusa ed emigrato negli States agli inizi del Novecento. Una storia, come quella di molti altri suoi conterranei, rinchiusa in una valigia di cartone, stivata nella nave per raggiungere l’America sognando una nuova vita.
“Un piroscafo, come quelli che hanno trasportato tanti nostri avi verso altri mondi e altre speranze. Ma rivisitato, al passo coi tempi” ha dichiarato il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì.
Sta nell’immagine grafica scelta per presentare la XXVIII edizione di Ragusani nel Mondo la chiave per raccontare come questo Premio abbia saputo rinnovarsi. Sono cambiati i luoghi dove vivono e lavorano i premiati, sono cambiate le professioni ed è cambiata anche la città. Un territorio, quello del ragusano, capace oggi di richiamare professionisti impegnati altrove, offrendo loro possibilità di fare impresa – sul posto – ad altissimi livelli.
Sabato 29 luglio in piazza Libertà sarà l’occasione, non solo per ascoltare storie che diventano fonte di ispirazione ma anche per riabbracciare Susan Sarandon. La tangibile testimonianza di una donna che, con caparbietà, intelligenza e grande talento, ha saputo proiettare la propria carriera artistica nel firmamento planetario delle stelle.
Accanto alla protagonista di decine di film rimasti indelebili nella nostra memoria, i riflettori saranno puntati sugli otto premiati della serata. Si parte da Veronica Diquattro. Bolognese di origini ragusane, ha conseguito un master in International management alla Bocconi di Milano, affermandosi in Italia e all’estero con riconoscimenti plurimi. In precedenza al vertice di Spotify, oggi guida la crescita di Dazn in Italia. È acclamata come una delle cinquanta migliori espressioni di managerialità al femminile nel nostro Paese.
Il background di Giovanni Criscione comprende invece le Relazioni internazionali, gli Affari pubblici, la comunicazione, il protocollo, il cerimoniale e la diplomazia. Il manager, nato a Ragusa, ha costruito un brillante percorso professionale sulla sua consolidata abilità di cerimoniere. Annovera responsabilità al massimo livello all’interno degli ultimi Expo (Milano e Dubai) e un incarico di prestigio al servizio della casa reale degli Emirati Arabi.
Sempre a Dubai esprime la sua forte capacità manageriale anche un altro ragusano, Claudio Sgarlata. Attualmente ricopre la posizione di Managing director del Medio Oriente e dell’Africa, presso la sede araba della Giesecke+Devrient, multinazionale tedesca con oltre centosettant’anni di storia. L’azienda sviluppa innovazioni nel settore della sicurezza dei pagamenti fisici e digitali, della connettività (Internet delle cose), dell’identità fisica e digitale e delle infrastrutture digitali.
Alla prestigiosa ribalta della XXVIII edizione del Premio Ragusani nel Mondo anche la Ricca.it, l’eccellenza fondata sulla centralità della persona. Leader nel suo campo, è un system integrator atto a fornire soluzioni per la realizzazione, il miglioramento e l’implementazione di data center e cybersicurezza. Una realtà aziendale – quella rappresentata da Stefano Ricca – in fase di continua crescita, con maestranze professionali quasi totalmente provenienti dall’area iblea.
Ancora l’innovazione tecnologica vede in primo piano la Reiwa di Salvo Salerno e Salvatore Occhipinti. La start up, nata da una scommessa dei due ingegneri comisani, ha realizzato un robot in grado di ottimizzare la pulizia di grandi impianti fotovoltaici. Un piccolo capolavoro di ingegneria informatica e meccanica che, grazie ai principi dell’intelligenza artificiale, riesce a superare tutti i limiti dei suoi competitors. Il frutto della “collateral technology”, così definita dai suoi ideatori, è ormai avviato ad una fase di crescita su larga scala internazionale.
È il tema del momento, quello dell’intelligenza artificiale, che sarà affrontato anche con l’intervento di un altro premiato, il vittoriese Gianni Morana. Medico radiologo, è direttore della Unità operativa complessa di radiologia diagnostica presso il presidio ospedaliero di Treviso. Fra i primi ad applicare alla radiologia l’intelligenza artificiale, ha favorito l’apertura di scenari di grande interesse nell’attività diagnostica di forme tumorali altrimenti difficilmente individuabili.
Un ulteriore tributo alla tecnologia ci viene poi dal ragusano Renato Scuzzarello. Da generale dei Carabinieri, ha ricoperto in passato importanti incarichi di coordinamento delle Forze speciali di pace in Bosnia al tempo della guerra nei Balcani. Appassionato di archiviazione del patrimonio culturale e archeologico dell’area iblea, con una società di esperti americani ha creato un ingente archivio digitale a costo zero. Si tratta di ben cinquecento reperti del museo archeologico di Kamarina e del museo civico di Ragusa, diventati immediatamente fruibili nel giro di un clic.
Ancora in via di sperimentazione, infine, il progetto che fa capo a Carlo Trigona, di origine chiaramontana. Docente presso la facoltà di Ingegneria di Catania, sta studiando come ricavare energia elettrica dalle piante, con azzeramento della produzione di agenti inquinanti. Se implementata con le risorse necessarie, la ricerca darà un contributo epocale alla sostenibilità dell’ambiente, diventando fondamentale nella fase di transizione ecologica in corso.
Dopo oltre un quarto di secolo di ininterrotta crescita, l’obiettivo è e rimane ricreare nuovi spunti di interesse nel Premio che si rinnova nella continuità. Ridare lustro e ulteriore vitalità a un evento oramai entrato nel cuore e nelle attese dei ragusani e non solo. Una manifestazione che, inserita nella più vasta attività istituzionale dell’Associazione Ragusani nel Mondo, promuove importanti e significativi flussi turistici. Soprattutto nel segmento del “turismo di ritorno”, nel quale il gruppo da anni è attivamente impegnato.
Un evento al passo con i tempi, uno spazio di riconosciuta rilevanza in campo nazionale e internazionale. Una festa collettiva che è anche veicolo di promozione del patrimonio ragusano e della Sicilia tutta, scandaglio di percorsi per prospettive di sviluppo economico. Appuntamento dunque il 29 luglio alle ore 20.00 in piazza Libertà con la XXVIII edizione del Premio Ragusani nel Mondo. La conduzione è affidata a Salvo Falcone e Caterina Gurrieri, che ci faranno vivere un’entusiasmante serata di cultura, promozione e innovazione che si fanno spettacolo.
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Il Guerriero di Capestrano: tra indagini scientifiche e proposte narrative
L’incontro nasce da un’iniziativa di collaborazione fra istituti e luoghi della cultura diversi per offrire al pubblico una riflessione nuova e aggiornata intorno all’immagine del Guerriero di Capestrano, simbolo dello spirito delle culture italiche anche a livello internazionale.
Il Guerriero di Capestrano sarà al centro della presentazione di studi tradizionali e di nuova generazione, che vedono coinvolti la Direzione regionale e l’Università in un progetto comune per approfondire temi e interrogativi ancora aperti. L’incontro prevede la partecipazione di specialisti del settore accanto ad autori che si sono cimentati sul tema dei guerrieri nella narrativa contemporanea.
Dal rinvenimento del Guerriero di Capestrano e dei guerrieri affini, ai dettagli delle rappresentazioni scultoree e figurate, ai guerrieri onorati nelle sepolture del territorio, alle caratteristiche dell’ambiente e ai suoi riflessi nella conservazione di capolavori simili: sono alcuni dei temi che saranno affrontati nella prima parte dell’incontro. La seconda parte sarà dedicata ai guerrieri nella narrativa e alle immagini di combattenti in epoche storiche diverse così come immaginate dai rispettivi autori. Con l’occasione sarà inoltre proposto, a cura dell’Associazione Nazionale Italia Nostra, un premio per la narrativa dedicato al soggetto del Guerriero di Capestrano.
Il Guerriero di Capestrano. il programma
15.00 Saluti d’apertura
15.10 Valentina Belfiore (DRM Abruzzo) Il sonno del Guerriero. Fra immagine e gestualità nelle sculture arcaiche
15.30 Vincenzo D’Ercole, Silvano Agostini, Oliva Menozzi (Università G. d’Annunzio) Il progetto ARS: Arte, Archeometria e la falsa storia di un vero Guerriero
15.50 Luigi Capasso (Museo Universitario) Il Guerriero di Capestrano fra antropologia, paleopatologia ed arte
16.10 Francesco Stoppa, Francesca Falcone (Università G. d’Annunzio): Dottorato di ricerca EEH Earthquake and Environmental Hazards (Università degli Studi G.d’Annunzio), DATA- – U.D’A ANALYTICAL HIGH-TECH, Laboratorio di caratterizzazione dei materiali, “Mappatura e misurazione del rischio
sismico per le collezioni museali e dell’edificio di Villa Frigerj”16,30 DISCUSSIONE
17.00 INTERVALLO
17.15 Prima dell’opera d’arte Psiconauta. Ologramma dell’artista Vito Bucciarelli
17.30 Massimo Pamio (direttore del Museo della Lettera d’Amore) “Piccolo poema in forma di luoghi. Letture di pagine narrative”
Italia Nostra: Promozione del Premio Nazionale di narrativa “Io sono il Guerriero”
17.50 Nicola Mastronardi, Il Guerriero immaginato. L’assenza del mito italico
18.10 Nicola Antonucci, Presentazione del romanzo La chiave dei tre Abruzzi
18,30 DISCUSSIONE
19,00 Considerazioni finali
Il Guerriero di Capestrano: i relatori
Valentina Belfiore
Funzionario Archeologo del Polo Museale dell’Abruzzo, con sede a Chieti, Borsa Postdoc dell’Université Libre de Bruxelles per il progetto dal titolo “Descriptions de rituels dans l’Italie au 1er millénaire avant notre ère”; Borsa Postdoc Lise-Meitner (FWF Der Wissenschaftfonds, Haus der Forschung, Wien, Direttrice del progetto di ricerca: FWF M1841-GBL, Stone monuments of ancient Italy (7th-4th cent. BC) per lo studio degli aspetti artigianali, tecnologici, cronologici e d epigrafici delle stele funerarie di area italica a partire dall’ambito di Novilara presso la Leopold-Franzens-Universität Innsbruck, Institut für Archäologien, Ur- und Frühgeschichte; Docente presso la Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg, Institut für Klassische Philologie, corsi tenuti: Einführung in die Etruskologie; Einführung in die etruskische Sprache und Epigraphik; Docente presso la Leopold-Franzens-Universität di Innsbruck, presso l’Institut für Alte Geschichte e presso l’Institut für Archäologien; corsi tenuti: Einführung in eine Sprache der Rand- und Kontaktzone: Die etruskische Sprache; Etruskische Textlektüre. Elemente der etruskischen Kultur in den wichtigsten epigraphischen Texten.
Vincenzo D’Ercole
Per lunghi anni funzionario di zona della soprintendenza archeologica abruzzese, ora è alle dipendenze della direzione generale antichità a Roma. Ha scavato i siti archeologici dell’Aquilano palmo a palmo, e mantiene forte il legame con l’Abruzzo.
Silvano Agostini
Retired Geologist official at the Archaeological fine arts and landscape Superintendence of Abruzzo, headof the Geological and Paleontological Survey, Computer Service and GIS project “Geology Abruzzo” and “Archaeology and Territory”. Among the technical scientific activities conducted research in diagnostic and archaeometry for monuments and archaeological sites, archaeological finds artificial and natural stone projects of restoration. Has played studies for landscape and hydrogeological restoration relative to the monuments and archaeological areas. Has worked in the scientific Committees of museums and exhibitions of cultural heritage and naturalistic.
Oliva Menozzi
Docente presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Laurea in Lettere Classiche, con indirizzo Archeologico nel 1990. Master in Archeologia presso l’Università di Oxford nel 1992. Specializzazione della Scuola Nazionale post lauream in Archeologia dell’Universita’ “La Sapienza” di Roma nel 1995. Dottorato di Ricerca dell’Università di Oxford nel 1999. Vincinìtrice di Assegni di Ricerca presso l’Università di Chieti tra il 1999 ed il 2002. Dal 2002 è stata assunta come Ricercatrice di Archeologia Classica presso l’Università di Chieti. Brevetto di Scuba Diving conseguito nel 2004. Ablitazione da Associato nel 2012. Vincitrice di Borse di studio e premi. Dirige le Missioni Archeologiche dell’Università di Chieti in Libia dal 2005, in Egitto dal 2008 e a Cipro dal 2007. In Italia dirige lo scavo archeologico di Aufinum a Capestrano. Ha fatto parte di diversi Progetti nazionali e intarnazionali cofinanziati. Ha partecipato a numerosi scavi e progetti di ricognizione in Italia e all’estero. Ha curato e edito diverse pubblicazioni.
Luigi Capasso
Ha insegnato Antropologia, Paleopatologia, Storia della Medicina e Bioetica nelle Università di Firenze, Napoli e Chieti; è stato ricercatore del C.N.R. nell’ambito del quale ha coordinato anche al Progetto Finalizzato “Beni Culturali: Archivio Biologico”, dirige il Museo Universitario di Chieti. È consulente antropologo forense di numerose Procure e Tribunali italiani ed ha ricevuto incarichi di antropologia forense di rilevanza nazionale ed internazionale: ha identificato cadaveri nell’ambito delle indagini sulla Banda della Magliana a Roma; ha accertato le cause della morte del banchiere Roberto Calvi a Londra; ha identificato gli esecutori della strage di Piazza della Loggia a Brescia; ha identificato, nell’ambito di un mandato internazionale, i cadaveri della pattuglia di elicotteristi abbattuti in Libano nell’ambito di una missione ONU-Unifil. Ha svolto numerose attività antropologiche di raccolta e di studio di materiali umani, in prevalenza osteologici, particolarmente in Italia centrale e meridionale ed in Medio Oriente: necropoli medioevale di Sant’Anna a Teramo, necropoli normanna di San Lorenzo ad Anversa, necropoli saracena di Monte D’Argento a Minturno, necropoli italica di Arboreto ad Alfedena, necropoli italica di Opi Val Fondillo, necropoli arcaica di Bazzano. Molti sono stati anche gli interventi nel campo dello studio e della conservazione di resti umani antichi mummificati, come quello sulla celebre mummia della Val Senales (Tirolo), sulla Mummia di Santa Rosa da Viterbo, su quella dell’eroe nazionale libanese Joseph Karam, sulla popolazione di mummie umane rinascimentali da Navelli, sulla mummia di San Bernardino da Siena, sull’insieme di mummie di Casentino (L’Aquila).
Ha ricevuto inoltre l’incarico di studiare i resti umani vittime della celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ritrovati sull’antica spiaggia di Ercolano. Ha sviluppato particolari esperienze nel settore della conservazione dei resti antropologici, realizzando impianti tutt’oggi funzionanti per la conservazione dei resti umani antichi, soprattutto di Santi (San Tommaso Apostolo, Santa Rosa da Viterbo, San Crispino, Santo Stefano del Lupo, Beato Angelo da Acri, Beato Lorenzo da Villamagna, San Bernardino da Siena, Beato Gaetano Catanoso da Reggio Calabria, Beato Giovanni da Caramola, Beato Domenico Lentini da Lauria, e molti altri), ha contribuito sostanzialmente all’istituzione del Servizio Tecnico per le Ricerche Antropologiche e Paleopatologiche presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Servizio del quale ha assunto il coordinamento nazionale.
Francesco Stoppa
Geologo, vulcanologo, esperto di tematiche ambientali, direttore del C.A.T.A. per lo studio delle tradizioni e dei costumi locali, docente all’Università D’Annunzio di petrografia.
Francesca Falcone
Ricercatore in Scienze e Materiali per la Conservazione e il Restauro presso l’Università D’Annunzio.
Vito Bucciarelli
Ha insegnato nelle Accademie di Belle Arti a L’ Aquila, Urbino e Milano. Vive e lavora a Milano; è da annoverare tra gli artisti del rinnovamento artistico contemporaneo. Dalla fine degli anni ’60 ha esplorato i limiti dei linguaggi e delle tecniche artistiche, dalle performances, alla fotografia, alla scultura, alla pittura e ai nuovi linguaggi del digitale; nella ricerca di far coincidere, rendere visibile e partecipativa la vita fisica e spirituale in un’opera compiuta. Ha partecipato ad importanti mostre tra le quali: 1973 Arte sacra, Galleria Cenobio Visualità, Milano, Fornaci Ibis, Cunardo, Museo Civico di Crema, Palazzo dei Diamanti, Ferrara; 1974 Omaggio all’Ariosto, Palazzo dei Diamanti, Ferrara; 1981 Arte e critica, segnalato da Alberto Boatto, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Nel 1982 Tommaso Trini lo invita alla 46esima Biennale Arti Visive, Venezia; 1986 Il teatro della scultura, a cura di Filiberto Menna, Spazio Sala 1, Roma; 1991 A sud dell’arte, a cura di Achille Bonito Oliva, Fiera del Levante, Bari; 1990 Arte fax, a cura di Claudio Cerritelli, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; 1991 Arte Agravitazionale, presentazione del libro a cura di Antonio Gasbarrini, Palazzo dei Diamanti, Ferrara (Bucciarelli scrive il primo Manifesto Agravitazionale a Urbino nel 1989). Nel 1992 gli viene assegnato il Premio Nazionale per la Scultura Pericle Fazzini, catalogo a cura di Umberto Palestini con un testo di Elena Pontiggia. Nel 1995 partecipa alla Biennale Arte, Accademia di Brera, Sala Napoleonica. Nel 1999 XIII Quadriennale d’Arte di Roma, Proiezioni 2000, lo spazio delle arti visive nelle civiltà multimediali; 2000 Materie del digitale, Museo della Permanente, Milano. Nel 2011 è presente alla 54esima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia (sezione Abruzzo). Nel 2016 realizza due importanti mostre dal titolo Siamo tutti impermanenti, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (Pescara) e nei Sotterranei dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, nel 2019 vince il Premio Michetti.
Massimo Pamio
Saggista e scrittore, direttore del Museo della Lettera d’Amore, museo unico al mondo, è presidente sezione di Chieti di Italia Nostra, ed è direttore editoriale di Edizioni Mondo Nuovo. Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, per meriti culturali. Ha lavorato nell’editoria fin dal 1978, ha diretto le Edizioni Noubs per 20 anni. Ha curato la regia del video I poeti, le città, il primo video girato in Abruzzo che mette a confronto un poeta con la propria città, indicizzato da IMDb, il database mondiale di film e audiovisivi. Ha pubblicato in volume numerose opere: Bisandola/Pamio (2022); Cetera/Pamio (2021); Sentirsi sentire. Che cos’è il pensare (2020), Padovani/Pamio (2020), Sensibili alle forme. Che cos’è l’arte (2019) di saggistica; di poesia: In nome della rosa (1987), Nell’appartamento confuso dei giorni (1999), Bucanotte (2008) Luceversa (2009), Amormorio (2010); in corso di pubblicazione Anonimie (Poesie 2010-2020) con saggi di D’Alessandro, De Laurentiis, Forni, Gazzoldi, Minore, Pecora, Sica; diverse monografie su scrittori contemporanei: Lo statuto dei labirinti (Introduzione alla poesia di Domenico Cara, 1987), Il filo lungo della parola (Contributi per una lettura di Vito Moretti, 1991), Ritmi del lontano presente (Introduzione alla lettura dell’opera di Antonio Spagnuolo, 1991), Parola etica (La poesia di Cesare Ruffato, 1999).
Nicola Mastronardi
Giornalista, scrittore, autore televisivo per la Rai. Membro dell’Accademia dei Georgofili, ha pubblicato saggi sulla storia della Civiltà pastorale appenninica. Come scrittore è autore di fortunati romanzi storici ambientati nel mondo italico antico. Tra essi, Viteliu, il Nome della Libertà (Itaca ed. 2012) divenuto un classico e attualmente alla sesta ristampa e adottato da Istituti scolastici di sei regioni appenniniche. Ha in preparazione una trilogia sulla Guerra Sociale di cui ha pubblicato il primo volume, Figli del Toro (Volturnia ed., 2019) giunto alla terza edizione.
Nicola Antonucci
Laureato in filosofia, consulente pubblicitario, ha una sua agenzia di comunicazione. Ha scritto e pubblicato La Chiave Dei Tre Abruzzi, atto d’amore verso la sua terra.
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