Felice Bossone è un pittore che costruisce immagini attraverso il suo pennello, ponendo l’attenzione su tematiche a lui care come: la sessualità ed il piacere della donna, gli esclusi e i diversi. In alcuni suoi dipinti grande importanza viene posta sul ciclo vitale, che il pittore vede come un’opportunità in cui ci vengono donati pochi attimi di felicità ma che dobbiamo imparare a riconoscere, godendone.

Felice Bossone
Felice Bossone: biografia
Felice Bossone nasce a Pago del Vallo di Lauro (Av), il 28 novembre del 1955. Ha frequentato l’istituto d’Arte di Napoli con i maestri Verdecchia, Toma, Meo, Pacilli e, successivamente, l’Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Armando De Stefano.
Oggi è direttore della scuola civica di pittura di Cologno Monzese (MI). Nel 1984 ha ottenuto un grande successo in diverse città italiane con una mosstra dedicata a Eduardo De Filippo.
Nel 1986 ha vinto il Premio di Pittura a Cologno Monzese.
Nel 1987 ha tenuto una mostra personale a Villa Casati.
Nel 1988 ha esposto le sue opere a New York, all’Expo Arte di Bari, gli viene conferito il Dom de Milan, vince il primo premio alla Rassegna Il Giardino di Flora a Villa Litta.
Nel 1992 espone al Wentworth Gallery a Miami Florida, all’Expo – Arte di Bologna, a Romarte, all’Expo – Arte di Padova a all’Art – Gallery di Gela.

Mostra di Felice Bossono all’ex Cartcere Borbonico di Avellino
Felice Bossone ha esposto le sue opere, continuando tutt’oggi, nelle principali città d’arte italiane ed estere, riscuotendo grande successo.
La mostra Aurore è in esposizione fino al 14 luglio presso l’ex Carcere Borbonico di Avellino.
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Esotici, erotici, psicotici di Renato Palazzi
Inviato dal «Corriere della Sera» tra il 1974 e il 1978 per recensire il peggio delle uscite cinematografiche del momento, Renato Palazzi, coglie l’occasione non solo per demolire il filone del cinema trash, reo di riprodurre una «mezza misura ammiccante e sudaticcia, da buco della serratura, un po’ peccaminosa e un po’ parrocchiale, che non aveva nulla a che fare con l’autentica pornografia, per la quale è comunque necessario un certo ingegno», ma anche di riflettere intorno al rapporto tra mero intrattenimento e cultura di massa.
Dalle tiepide sconcezze di Emanuelle, passando per melense pellicole come Il venditore di palloncini, fino ai finti pugni da spaghetti-western di Cipolla Colt, il volume riunisce una serie di brillanti e ironiche recensioni dei «filmacci» italiani e stranieri più iconici degli anni Settanta.
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Renato Palazzi: biografia
Critico teatrale e giornalista per il «Corriere della Sera» e «Il Sole 24 Ore», tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta collabora con Paolo Grassi e il Piccolo Teatro in numerose iniziative legate al mondo teatrale.
Nel 1973 è tra i soci fondatori del Salone Pier Lombardo, oggi Teatro Franco Parenti.
Dal 1986 al 1995 è direttore della Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi dove, tra l’altro, organizza un seminario tenuto da Tadeusz Kantor.
Nel 2001 diviene docente presso l’Università Bocconi di Milano nel corso di laurea in Economia dell’arte, della cultura e della comunicazione.
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Paintbeat: Mark Kostabi e Tony Esposito in mostra a Mantova
Il mondo affascinante e magnetico di Mark Kostabi si incontra con quello colorato e suggestivo di Tony Esposito in “Paintbeat”, mostra che arriva alla galleria M.A.D. MANTOVA ARTE DESIGN (in via Cavour 59, a Mantova), dal 10 al 30 settembre.
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Nei dipinti esposti troveremo da un lato i tratti distintivi dell’artista americano, che con il tempo sono diventati delle vere e proprie costanti, come la citazione di altre opere e la raffigurazione di soggetti senza volto che richiamano le figure dei manichini di De Chirico.
Invece i dipinti di Tony Esposito sono definiti da Massimo Pirotti:Un’esplosione di segni e forme di matrice tribale con colori molto accesi e solari che richiamano i ritmi irregolari dell’arte africana, nei suoi quadri si percepisce il ritmo che fa parte del suo ricchissimo bagaglio musicale. Questi pattern modulari sono delle costruzioni onomatopeiche in chiave visiva sottolineando la modernità delle nostre profonde radici arcaiche.
Afferma Lucia Quasimodo, fondatrice della Galleria MAD:
La nostra galleria è lieta di presentare due artisti di livello mondiale come Mark Kostabi e
Tony Esposito, due personaggi che a suon di musica e pittura vivono un legame artistico
pieno di contaminazioni tra musica e pittura. Ritmo, colori, intensità e forme sono al centro
della loro poetica e durante la mostra a loro dedicata ci saranno moltissime sorprese.Il vernissage della mostra si terrà sabato 10 settembre alle ore 18. A introdurla una presentazione critica a cura di Massimo Pirotti, a cui seguirà una breve performance musicale dal vivo di Mark Kostabi.
“Paintbeat” è un evento in collaborazione con MaterManto di Massimo Pirotti.Mark Kostabi: biografia
Mark Kostabi nasce da una famiglia di immigrati estoni in California, dove trascorrerà i primi anni della vita, nella località di Whittier.
Studia disegno e pittura alla California State University. Nel 1982 si trasferisce a New York e dal 1984 diventa un’importante figura di riferimento all’interno del movimento artistico dell’East Village.
Durante questi anni si diverte nell’uso provocatorio dei mass media con auto interviste con a tema l’arte contemporanea.
Dal 1987 ottiene un riconoscimento internazionale e le sue opere vengono richieste da gallerie del Giappone, Stati Uniti, Australia e Germania.Nel 1988 fonda “Kostabi World“: il suo studio, galleria, ufficio a New York. Questa struttura, grazie ai molti assistenti, produce circa 1000 quadri all’anno, di cui tutti sono firmati del maestro. Dal 1996 divide la sua vita tra New York e Roma dove diventa un modello per molti artisti italiani. Nei suoi dipinti sono presenti delle vere e proprie costanti, come la citazione di altre opere e la raffigurazione di soggetti senza volto che richiamano le figure dei manichini di De Chirico.
Negli ultimi anni si è dedicato al disegno di marchi pubblicitari tra i quali gli orologi Swatch, tazze per caffè espresso, accessori per il computer e recentemente ha ricreato la maglia rosa del Giro d’Italia.
Ha collaborato pittoricamente con Enzo Cucchi, Arman, Howard Finster (nel 1992), Tadanori Yokoo (nel 1993) e Enrico Baj (nel 1992).
Ha concesso interviste alla CNN e al canale MTV oltre che a numerose riviste e settimanali quali : New York Times, People, Vogue, Playboy, Forbes, New York Magazine, Domus, Artforum, Art in America, Artnews Arts, Flash Art, Tema Celeste, compresa un’intervista a Radio uno New York con il
presentatore italiano Tino Maiolo.Kostabi è noto soprattutto per i suoi dipinti di figure senza volto che spesso commentano questioni politiche, sociali e psicologiche legate alla società contemporanea, le cui radici stilistiche e visuali vanno rintracciate nell’opera di Giorgio de Chirico e Fernand Léger.
Oltre alle esposizioni legate al mondo dell’arte, Kostabi ha ideato e realizzato numerose copertine di dischi per musicisti internazionali.
Gli artisti con cui ha collaborato sono: Guns N’ Roses, per i quali ha realizzato l’artwork di Use Your Illusion; The Ramones, per la copertina di ; i sudafricani Seether per l’album Holding Onto Strings Better Left to Fray; il cantante Jazz Jimmy Scott, per l’album Holding Back The Years; il progetto
di Jase Blankfort noto come Glint, per il quale Kostabi ha realizzato la copertina di Sound in Silence; il compositore e cantante italiano Alberto Nemo, per il quale Mark Kostabi ha realizzato la copertina dell’album intitolato Opera, RK: Roman Klun, per il quale Kostabi ha ideato la copertina di Kingsway; Psychotica, per i quali ha realizzato la copertina dell’album Espina.Tony Esposito: chi è?
La musica di Tony Esposito è ispirata a sonorità provenienti da molti Paesi del mondo, mescolate con ritmi tribali e melodie tipiche della musica partenopea.
L’originalità del suo approccio si può ritrovare nell’invenzione di strumenti unici come il tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani, Kalimba de Luna, di cui i Boney M. pubblicarono quasi contemporaneamente una cover in linguaingles e.
È sposato con Eleonora Salvadori. Ha due sorelle, Anna ed Eva Esposito, ed un fratello, Pasquale Esposito.Prima di affacciarsi all’attività discografica in proprio, Tony Esposito ha contribuito, durante gli anni settanta, al “sound ritmico” di diversi artisti italiani quali: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti, Juan Lorenzo, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Eugenio Bennato, Claudio Rocchi, Mauro Pelosi.
Insieme a Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo e Fabio Forte, ha contribuito a coniare il termine “blues metropolitano” che trova uno dei punti di massima espressione artistica nell’album di Pino Daniele Vai mo’ del 1981. Dopo gli anni novanta Tony Esposito collaborerà con tanti artisti italiani. Va segnalato il suo incontro nei live con Enrico Capuano.
Questo gruppo, insieme a molti altri dell’hinterland napoletano (fra i quali Ernesto Vitolo, Gigi de Rienzo, Robert Fix e Mark Harris), verranno considerati per molti anni i capostipiti e i punti di riferimento della cosiddetta “Napoli-power “(il nuovo sound blues – rock metropolitano ove si innestano funky-jazz e world-etnica).
Negli stessi anni e in quelli a seguire Esposito ha collaborato con diversi musicisti internazionali tra i quali: Don Cherry, Paul Buckmaster, Don Moye, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Gilberto Gil, Eddie Blackwell, Billy Cobham, Moncada, Gema Quatro, Seydou Kienou, Naná Vasconcelos e molti altri ancora. -
Living in shadows and light di Fabiana Martone
È la label newyorkese Inner Circle Music a pubblicare “Living in shadows and light” terzo lavoro discografico da solista di Fabiana Martone la quale ci introduce nel magnifico mondo jazz-cantautorale.
Ad anticipare la pubblicazione di “Living in shadows and light” è stato il brano “In France they kiss on main street” supportato anche da un videoclip registrato live-in-studio.
La voce dei Nu Genea ha sviluppato da anni una grande passione per Joni Mitchell tanto da poter dire che la sua formazione musicale passa attraverso le sue produzioni ricche di jazz, blues e folk. Così nasce l’idea di omaggiare la cantante canadese da molti considerata la cantautrice più importante e influente della storia del folk e rock.cover Fabiana Martone
“Living in shadows and light” è un mini album di 7 brani interamente dedicato alle produzione di fine anni Settanta della Mitchell: in questo periodo si avvicina al jazz e suona con i migliori musicisti della scena americana.
Racconta Fabiana Martone:
Ho registrato una selezione di sette brani scegliendone alcuni tra più significativi del repertorio jazz di Joni . E in modo fluido e naturale ho raccolto sensazioni e suggestioni attorno a queste canzoni fino a quando ho deciso di chiamare il mio album “Living in shadows and light” per sottolineare come ho vissuto negli ultimi mesi della mia vita, guidato dalle parole di Joni e dal suo inconfondibile suono.
Ho anche provato a reinterpretare i brani attraverso arrangiamenti realizzati in collaborazione con i musicisti con i quali ho condiviso questi favolosi tre giorni di live recording.Ad accompagnare Fabiana Martone in questo viaggio fatto di suoni e ricerca ci sono:
Luigi Esposito al piano, Francesco Fabiani alle chitarre, Umberto Lepore al contrabasso e Marco Castaldo alla batteria.
Il disco è stato registrato presso Le Nuvole Studio di Cardito (Napoli) dal sound engineer Paolo Alberta con i missaggi di Umberto Lepore e il mastering di Marco Lincetto di Velut Luna.
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