L’arte della pace è il nome della mostra in esposizione presso l’ex Carcere Borbonico di Avellino fino al 25 aprile.
La collettiva, organizzata dall’associazione Arteuropa e curata da Enzo Angiuoni e Nicola Guarino, ha come intento quello di diffondere un messaggio di pace individuale e collettivo interpretato come bisogno intrinseco dell’uomo e della comunità.
L’Arte della pace si avvale dell’estro creativo di oltre 100 artisti, ciascuno a suo modo e secondo i propri occhi, ha realizzato opere che racchiudono il personale significato di pace.
La collettiva può essere visitata dal martedì al sabato dalle ore 09:00 alle ore 13:00 o il venerdì anche dalle ore 15:30 alle ore 17:15.
L’ingresso è libero.

L’arte della pace mostra
L’arte della pace: gli artisti in mostra
La realizzazione della collettiva racchiude le opere di: Lamberto Correggiari, Antonio Crivellari, Roberto Di Giampaolo, Michele Di Martino, Claudio Mario Feruglio, Ado Furlanetto, Dorotea Li Causi, Cristina Mantisi, Enrico Meo Patrizia Matera.
E ancora: Gianfranco Zazzeroni, Svetlana Boyarkina, Giorgio Celiberti, Francesco Girarldi, Remo Stasi, Luigi Gatto, Giuliano Caporali, Pippo Spina, Enrica Belloni e molti altri ancora.
You Might also like
-
Irpinia Madre Contemporanea,
Adriano Giannini apre la IV Edizione della kermesseIl 24 novembre, nella suggestiva cornice del Castello della Leonessa a Montemiletto, l’attore Adriano Giannini aprirà la quarta edizione di Irpinia Madre Contemporanea. La manifestazione, ideata da Antonia De Mita con la direzione artistica di Antongiulio Onofri, sin dalla prima edizione si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare i bellissimi borghi e castelli d’Irpinia portando in scena alcuni tra i volti noti dello star system italiano.
Scheda di Adriano Giannini
Adriano Giannini
Figlio dell’attore Giancarlo Giannini e della regista Livia Giampalmo, a diciotto anni muove i primi passi nel mondo del cinema come aiuto operatore nel film “Evelina e i suoi figli”, diretto dalla madre. Da qui ha inizio il suo percorso professionale che lo porta a lavorare con registi del calibro di Giuseppe Tornatore e Gabriele Muccino.
Molte anche le sue collaborazioni con registi e attori hollywoodiani come Sylvester Stallone e Jean-Claude Van Damme.
Nel 2001 debutta sul grande schermo come co-protagonista di “Alla rivoluzione sulla due cavalli” di Maurizio Sciarra. Nello stesso anno il regista Guy Ritchie lo sceglie per recitare al fianco di Madonna in “Swept Away” remake di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmuller, nel ruolo che era stato del padre Giancarlo.
Nel 2017 insieme a Valeria Golino è protagonista del film “Il colore nascosto delle cose”, diretto da Silvio Soldini.
-
Timeless Immortal Art: un museo a cielo aperto a Merì
Timeless Immortal Art è un progetto unico nel suo genere perché cambia il modo di concepire l’arte e la bellezza, inserendoli a cielo aperto in un contesto urbano. L’idea è quella di installare delle mattonelle in terracotta, dipinte da 60 artisti provenienti da tutto il mondo. Ciò accadrà nel piccolo borgo di Merì, in provincia di Messina, giungendo fino in Cina.
Le mattonelle in terracotta diventano un museo a cielo aperto in cui ciascun artista, con la sua opera diventerà testimonial della città perché il suo nome ricorderà una via o una piazza.
Timeless Immortal Art è un messaggio per il futuro che, pian piano, sta contagiando tutti i paesi del mondo perché è caratterizzato da un forte campo energetico costituito interamente da arte allo stato puro. Questo approccio non solo dona un nuovo aspetto alle città, rilanciando un’immagine territoriale nuova.
La posa della prima opera sarà accompagnata dal canto di un Ave Maria del soprano Ekaterina Adamova che rilancerà il piccolo comune di Merì come “capitale” dell’arte.
Lo stesso progetto di Merì verrà realizzato anche in Cina con lo stesso team di artisti.
Timeless Immortal Art è un progetto voluto fortemente dal sindaco Filippo Bonansinga, dall’assessore alla cultura Carmelo Arcoraci e supportato dal Patrocinio della Regione Siciliana- Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana insieme al pittore Lorenzo Chinnici, al figlio Francesco che faranno da ponte culturale con gli artisti.
Un progetto dedicato interamente all’arte urbana
Emma XingYi Wang, partener del progetto cinese e presidente della G&Y Cultural Exchange Association di Shanghai e Firenze, descrive con queste parole l’anima di Timeless Immortal Art:
Un museo a cielo aperto ma anche una vera e propria rigenerazione urbana attraverso l’arte – un modello di rinascita culturale grazie ad un progetto di riqualificazione che può contare su centinaia di artisti internazionali.
Timeless Immortal Art: il cast internazionale degli artisti
I 60 artisti provenienti da tutto il mondo che daranno vita a questo progetto artistico sono:
- Lorenzo Chinnici (Italia)
- Zheng XiaoTong (Cina)
- Craig Warwich (Inghilterra
- Farida Saba ( Arabia Saudita)
- Patrick Smith (Stati Uniti d’America)
- Alisa Byteva (Russia)
- Dorina Nicoleta Crisu (Romania)
- Christine Bleny (Francia)
- Ildo Domingos (Brasile)
- Jacqueline Scheffer (Sudafrica)
- Agniesszka Wioletta Meler (Polonia)
- Giuseppe Gorga (Italia)
- Ingrid G.G. Pegge (Olanda)
- Bojan Jevtic (Serbia)
- Isabella Young (Nuova Zelanda)
- Giovanni Gargano (Italia)
- Uliana Storozhylova (Ucraina)
- Lu Mei (Cina)
- Alberto Urbano Moreno Montuque (Spagna)
- Adriana Antidin (Argentina)
- Francesca Maio (Italia)
- Luna Smith (Scozia)
- Bruce Chidovori (Zimbabwe)
- Neven Zoricic (Croazia)
- Salvatore Cusimano (Italia)
- Mirit Ben-Nun (Israele)
- Pawel Mendrek (Austria)
- Nicole Musser (Canada)
- Nicolò Garrasi (Italia)
- Lilivet Pena Echemendia (Cuba)
- Osama Imam El-Laithy (Egitto)
- Agatino Furnari (Italia)
- Brian Jenninngs (Irlanda)
- Giuseppe Messina (Italia)
- Aidas Rytis Vasiliauskas (Lituania)
- David Kent (Inghilterra)
- Dimitri Salonia (Italia)
- A.Tinne Vereeck (Belgio)
- Linda Schipani (Italia)
- Rui Manuel de Sousa Lourenco (Portogallo)
- Shadi Abou Sada (Siria)
- Anne Gry Andersen (Danimarca)
- Du Shusheng (Cina)
- Lucy Lago (Russia)
- Pino Morena (Italia)
- Helen Mortimer (Australia)
- Salvatore Imbesi (Italia)
- Tara Vahab (Canada)
- Vincenzo Campo (Italia)
- Olena Rudnieva (Ucraina)
- Francesca Licari (Italia)
- Adil Es-Safi (Marocco)
- Gianmaria Lafranconi (Italia)
- Zhang Jigang (Cina)
- Michela Velardita (Italia)
- Joe Cooper (Galles)
- Mel Alexenberg (Israele)
- Roberto Di Costanzo (Italia)
- Kenta Leon Hayashi (Giappone)
-
Sanremo 2021: Il festival è finito con il trionfo dei Maneskin, favoriti della prima ora
Alla fine hanno vinto loro, i Maneskin, che si cancellano di dosso l’etichetta di secondi e salgono sul gradino più alto del podio.
Tornano a casa con la palma sanremese, dopo aver ingoiato amaro ad X Factor, dove avevano, appunto, conquistato l’argento, e dove però avevano trovato un contratto con la major Sony Music, e l’ala protettiva di Manuel Agnelli, che ha contribuito non poco al lancio dei quattro ragazzi che vincono l’indimenticabile (ma solo perché non c’era pubblico in sala) Sanremo 2021 dell’era Covid, e lo fanno copiando se stessi ed assecondando la platea di rockettari improvvisati ed inconsapevoli, quelli dell’ultimissima ora, che partecipano al televoto, che non hanno idea di cosa sia davvero il rock, di quelli che anzi credono che Vasco Rossi ne sia il massimo esponente.
Vincono i Maneskin la 71esima edizione del festival
Damiano, il leader della band, ha risvegliato gli ormoni di mezza nazione, e questo è il suo merito principale, assieme alla capacità di stare sul palco (indiscutibile) e riuscire a coniugare le lacrime di emozione nel momento della proclamazione, alla durezza (ahahaha) della proposta musicale della sua band.
Una vittoria salvifica, se si considera il podio, dove sono saliti il duo Fedez-Michielin con una canzonetta da villaggio turistico, che ha raccattato i voti sollecitati dalla Ferragni su Instagram, e la solita minestra riscaldata firmata Ermal Meta che, parole sue, ha portato una canzone con due accordi in croce, che però ha vinto il premio come migliore composizione musicale, assegnato dall’orchestra. Andiamo bene. Nello sprint finale, dunque, ha vinto il meno peggio. Come sempre le cose interessanti non ce la fanno.
Arrivano ad un passo dal podio Colapesce e Dimartino, quarti, e Willie Peyote, sesto. Quasi non pervenuto Ghemon, che chiude ventunesimo. La certificazione che a Sanremo o ci vai con un pezzo brutto o non hai speranze.
Ne sa qualcosa Irama, quinto, sfortunato concorrente a distanza a causa del Covid, ma ne sanno qualcosa anche tre regine che avrebbero meritato miglior sorte con le loro canzoni, Annalisa (settima), Noemi e Malika Ayane (quattordicesima e quindicesima).
Basso, bassissimo in graduatoria Max Gazzè (diciassettesimo), che stavolta ha decisamente riscontrato scarso consenso da parte di tutti, pubblico e critica, nonostante si sia presentato nei panni di Clark Kent/Superman per l’ultima esibizione.
Finire dietro a Orietta Berti (nona, dio mio) non deve essere una bella sensazione. A proposito, è stata lei la vera anima rock del festival 2021, con la violazione del coprifuoco, gli inseguimenti della Polizia, l’allagamento della stanza d’albergo, lo storpiamento del nome dei Maneskin in Naziskin, gli
ingioiellamenti che nemmeno il peggior rapper americano. La sua canzone già non ce la ricordiamo più, ma questo è un dettaglio.D’altronde chi si ricorda le canzoni di Fulminacci (posizione 16), de La Rappresentante di lista (11), di Gio Evan (23), di Random (fanalino di coda, ma se l’è giocata alla grande con Aiello), di Fasma (18), dei Coma Cose (20)? Al limite qualcuno stamattina si è alzato fischiettando il brano degli Extraliscio, che non potevano ambire alla vittoria, ma a modo loro, con l’amico Toffolo, a casa il risultato lo hanno portato eccome, con un onorevole dodicesimo posto. A differenza de Lo Stato Sociale, in graduatoria un gradino più sotto, che nella transizione che sta portando Lodo ad abbandonare il microfono, toppano e non riescono a replicare “Una vita in vacanza” che li portò, tre anni fa, alla ribalta nazionalpopolare.
Dimenticabile la Arisa (10) tatangelizzata dal brano scritto per lei da Gigi D’Alessio, il Bugo (24) stralunato e senza voce, il Francesco Renga (22) che ha deciso di servire la sua parabola discendente al pubblico, come in un reality show. Ci si ricorderà, invece, delle urla del penultimo in classifica Aiello, che ha ispirato più meme di Bernie Sanders, e della bruttissima canzone di Gaia, diciannovesima, che però (ci scommettiamo) passerà in radio da qui alla fine dell’estate (sapete com’è, lei, proprio come i Maneskin e la coppia Fedez-Michielin, è della scuderia Sony, che qualche parola la può spendere in fatto di rotazioni).
E non ci siamo dimenticati di Madame, che ha conquistato l’ottavo posto nella classifica generale, ma ha vinto il premio per il miglior testo, lei che ha solo diciotto anni, che le canzoni se le scrive da sola e che ha qualcosa da dire. Quando le restituiranno anche le ultime sillabe delle frasi sarà una cantante completa.
Enrico Riccio
6 comments on Avellino: L’arte della pace in mostra all’ex Carcere Borbonico
Comments are closed.