Dagli ultimi tamponi naso-faringei effettuati in Irpinia, 804, sono risultati positivi al Covid-19 nuovi 73 casi.

Nuovi casi positivi ai tamponi naso-faringei
I risultati pervenuti dall’ASL di Avellino sono i seguenti:
- 1 residente nel comune di Atripalda
- 19 residenti nel comune di Avellino
- 2 residenti nel comune di Calabritto
- 2 residenti nel comune di Capriglia Irpina
- 8 residenti nel comune di Cervinara
- 8 residenti nel comune di Forino
- 1 residente nel comune di Grottolella
- 4 residenti nel comune di Manocalzati
- 2 residenti nel comune di Mercogliano
- 1 residente nel comune di Mirabella Eclano
- 3 residenti nel comune di Montefalcione
- 2 residenti nel comune di Monteforte Irpino
- 2 residenti nel comune di Montefredane
- 1 residente nel comune di Montella
- 2 residenti nel comune di Montemiletto
- 2 residenti nel comune di Montoro
- 1 residente nel comune di Mugnano del Cardinale
- 1 residente nel comune di Pratola Serra
- 1 residente nel comune di Roccabascerana
- 3 residenti nel comune di Rotondi
- 1 residente nel comune di San Martino Valle Caudina
- 1 residente nel comune di Solofra
- 1 residente nel comune di Summonte
- 2 residenti nel comune di Torre Le Nocelle
- 1 residente nel comune di Tufo
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Forum dei Giovani di San Marco dei Cavoti presenta il nuovo corso di formazione
Questo è quanto affermava il premio Nobel per la pace Nelson Mandela:
L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo.
Ispirati da questi principi, in cui crediamo fermamente, e spinti dalla forte volontà di dare il nostro contributo per la crescita dei giovani e della comunità tutta, i ragazzi del Forum dei Giovani di San Marco dei Cavoti (BN) sono orgogliosi di presentare il nuovo corso di formazione “La Progettazione Sociale”, realizzato in collaborazione con il Comune di San Marco dei Cavoti (BN) ed erogato dai professionisti della Società Cooperativa Sociale “L’Isola che c’è” di Montoro (AV).
Il corso mira a formare i partecipanti nell’ambito della progettazione sociale, fornendo gli strumenti e le competenze necessarie allo strutturazione e alla stesura di un progetto.
Gli incontri si terranno ogni sabato a partire dal 30 Ottobre e termineranno il 27 Novembre. Le attività si svolgeranno dalle ore 9 alle ore 13 presso l’Aula Consiliare del Municipio di San Marco dei Cavoti (BN). Al termine delle 20 ore di formazione, le quali prevedono anche una fase pratica di project work, verrà rilasciato un attestato di partecipazione ai frequentatori.
Le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre le ore 14 del 21 Ottobre a mezzo mail al seguente indirizzo: forumsmdc2019@gmail.com.
Corso di formazione San Marco dei Cavoti
Il corso prevede un massimo di 30 partecipanti ed è rivolto a tutti i giovani delle aree interne della regione in età compresa tra i 16 e i 34 anni. La partecipazione è completamente gratuita in quanto le attività sono state finanziate grazie all’approvazione del progetto, avvenuta lo scorso Gennaio, presentato dal Forum dei Giovani nell’ambito del Bando regionale “Giovani in Comune 2.0“, dedicato ai Forum giovanili, classificandosi in graduatoria al primo posto in provincia di Benevento e quinto in tutta la regione Campania.
Dichiara: il Presidente del Forum dei Giovani, il ventitreenne Luca Polito, studente di Giurisprudenza, alla guida dell’associazione da 2 anni:
La formazione rappresenta il punto di partenza per la costruzione del futuro, il nostro futuro. È una grande opportunità per il nostro territorio, specialmente in un periodo storico come questo dove la progettazione, grazie anche soprattutto alle ingenti risorse messe a disposizione dal Recovery Fund, rappresenta il fulcro dello sviluppo delle nostre comunità. È necessario avere gli strumenti e le competenze necessarie per poter affrontare le sfide che ci aspettano. Noi, come sempre, faremo la nostra parte per i nostri giovani e per la comunità .
Il link del sito del Forum dove è possibile scaricare il modulo per iscriversi.
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Impressioni da Covid-19
Sicuramente non dimenticheremo più questo periodo legato al quasi inizio del 2020. Le speranze in progress, per il nuovo anno, non hanno avuto neanche il tempo di prendere una forma nella nostra mente, che si sono trasformate in speranze di ritornare alla vita che abbiamo lasciato con disprezzo, sentimento con cui si saluta ogni anno che trascorre.
Abbiamo assaporato e scoperto il vero significato che ha la parola noia, siamo stati costretti a fermarci eppure, spesso, auspicavamo una stasi, per avere del tempo per noi. È accaduto ma non era come ce lo aspettavamo.
Probabilmente da questi mesi trascorsi come un unico giorno infinito abbiamo compreso il reale significato che ha la parola libertà, abusata e mai vissuta pienamente. E forse inizieremo a concepirla e a viverla nel modo in cui avremmo dovuto fare già prima.
Abbiamo scoperto che la libertà, un diritto che democraticamente abbiamo sempre assorbito come un diritto inalienabile, in fondo, così scontato non è. Siamo liberi ma questo privilegio ci può essere tolto, per cause di forza maggiore e trasformarci da esseri indipendenti a soldatini che non hanno più possibilità di scelta.
Questa parantesi non è una critica alle imposizioni cui abbiamo dovuto sottostare e a cui sottostiamo ma è uno spunto di riflessione che, forse, dovrebbe renderci più consapevoli di ciò che siamo e di ciò che rappresentiamo. Queste parole non sono spinte dalla speranza di poter diventare migliori ma dalla speranza di prendere coscienza e consapevolezza, per poter vivere ogni giorno apprezzando tutto ciò che prima davamo per scontato.
Abbiamo vissuto con la paura del contagio e questa paura non è terminata e non diminuirà con la fase 2. Abbiamo vissuto con l’angoscia di poter contrarre il virus, questo essere invisibile che si insinua silenziosamente con il suo tempo di incubazione e che, nella peggiore delle ipotesi, ci avrebbe potuto portare e potrebbe portarci alla morte o a quella dei nostri cari. Nella migliore delle ipotesi, controllando uscite, gesti e utilizzando tutte le precauzioni possiamo evitarlo, ritendendoci dei graziati in virtù di fattori che, tutt’oggi, sono diversi, ipotizzabili e variabili.
Abbiamo scoperto l’introspezione e l’obbligo di fare i conti con ciò che siamo realmente, confrontandoci direttamente con noi stessi. Per quante siano state le distrazioni offerte dal web, dalle video call con gli amici e dai mille palliativi e strategie che abbiamo adottato per far trascorrere più velocemente il tempo, queste ore non passavano mai e ci riportavano sempre a doverci guardare dentro o a pensare a quello che siamo stati, che siamo e che vorremmo diventare in futuro.
Ci siamo abituati allo scorrere del tempo lento e monotono, rassegnandoci.
Abbiamo scoperto la paura e la diffidenza fisica mentre prima era solo morale, metafisica e universalmente valida, ma mai palese, per ciascun individuo.
Il Covid-19 ci ha reso migliori? Non credo. Sono convinta che il virus ci ha resi più umani nel senso di fragili, precari, instabili e più egoisti. Potremmo diventare migliori? Forse per chi è predisposto alla trascendenza sì, ma credo che rappresenti una piccola parte.
Probabilmente questo virus ci ha temprati attraverso la costrizione, l’obbligo e la stasi ma la forza mentale da sola non basta per essere migliori. Probabilmente ci riscopriremo più umani con le persone che già prima di questa pandemia avevano un alto valore affettivo per noi, predisposizione che, sicuramente, non riserveremo ad altri sconosciuti anche perché per ora non è pensabile stringere tutti i propri cari, figuriamoci chi ancora non conosciamo.
Il Covid-19 ci ha insegnato il senso profondo che ha un vero abbraccio e un sorriso che, per ora, sarà nascosto da una mascherina che rappresenterà la nostra umanità vista solo a metà perché la totalità non si vede e non sappiamo quando la si potrà vedere.
Mi auguro vivamente che tutti impariamo a vivere più di sostanza che di apparenza.
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Qualità della vita ad Avellino,
Fiordellisi (Cgil): «Noi sempre più giù nella classifica»Il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, commenta la classifica sulla qualità della vita diffusa l’altro giorno dal Sole 24 Ore.«Quello che più colpisce -dichiara Fiordellisi- è che vanno peggio le tre aree interne, Avellino, Benevento e Caserta, mentre avanzano di qualche punto Napoli e Salerno.In questo l’assenza drammatica dell’impresa, ovvero di imprenditori locali che facciano veri e adeguati investimenti su attività produttive del manifatturiero ecocompatibile, si fa sentire. Difatti, tutti gli imprenditori sembrano interessati ai servizi essenziali alle persone – dai rifiuti all’acqua alla depurazione – in cui la remunerazione è maggiore, e lavorano per smontare anche aziende pubbliche solide.Questo vuol dire che pensano non a sviluppare e migliorare le produzioni manifatturiere, prova ne è che appena è aumentata la sensibilità ambientale e civile dei cittadino molti autorevoli referenti industriali si sono lamentati e oltre il lamento nessun euro è arrivato dai privati!La Cgil è convinta che vada immaginato nel breve termine un programma di attività utile a rilanciare in primis l’industria manifatturiera nel solco dell’ecocompatibilita e dell’economia circolare. Solo in questo modo possiamo rilanciare le aree interne e far muovere il territorio dalla stagnazione economica, dal disagio sociale, dalle disuguaglianze; a seguire le attività formative di ricerca e innovazione per affrontare il futuro, futuro che peraltro è già in essere ma poco percepito.Da queste cose possiamo arretrare la caduta verticale e modificare concretamente la situazione, che da anni è disegnata dai dati statistici, ma da noi vissuta sulla pelle. Da questo si innescano, naturalmente, la cultura e lavoro dignitoso per giovani e donne, limitando l’abbandono di quasi tre laureati su cinque delle nostre province».
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