Nelle ultime ore l’AORN Moscati di Avellino, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogioorno, l’Istituto di Ricerche Genetetiche Biogem di Ariano Irpino, l’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento e l’Ospedale Cotugno di Napoli hanno analizzato complessivamente 276 tamponi dei quali sono risultati positivi al Covid-19 3 nuovi casi positivi.

Positivi al Covid-19 in Irpinia
I risultati pervenuti dall’ASL di Avellino sono i seguenti:
- 2 nel Comune di Ariano Irpino
- 1 nel Comune di Montaguto
Tutti i casi risultati positivi sono contatti di casi già risultati positivi al Covid-19.
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Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute
Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute, il libro sulla prima ricerca italiana condotta da un oncologo e un vivaista sui benefici del verde terapeutico in oltre 200 pazienti oncologici dell’Ospedale di Carrara e l’impatto sulla “farmaco- economia”.
Due amici con lo stesso nome, Maurizio, lo stesso anno di nascita, 1956, gli stessi “umani” orizzonti e lo stesso ”pensiero laterale”. Lo sguardo rivolto a percorsi diversi oltre la strada più battuta, verso impegni, obiettivi e realtà nuove, come la loro esperienza sulle terrazze terapeutiche, sui bisogni dei pazienti, oltre l’assunzione di una compressa, raccontata ora in un libro: il concreto sostegno che il Verde ha dato ai malati oncologici nell’angosciante attesa della chemioterapia o dell’esito di una TAC e il risultato sulla riduzione del consumo di farmaci ansiolitici e degli anti-dolorifici al bisogno.
Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute
L’oncologo ha messo a disposizione le due terrazze del suo reparto ospedaliero, il vivaista il loro completo allestimento a verde e, insieme ad un selezionato gruppo di paesaggisti urbani, agronomi, farmacisti, psicologi, biologi, vivaisti ed oncologi, hanno trasformato le terrazze terapeutiche in una ricerca scientifica.
I benefici prodotti sulla salute dalla presenza di piccoli spazi verdi, come i terrazzi allestiti con piante e fiori dell’Oncologia di Carrara, assumono una valenza sociale: gli effetti positivi agiscono infatti su qualsiasi persona che ha il privilegio di poter godere di un angolo verde, non solo sui malati.
Il libro Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute è disponibile in tutte le librerie italiane e nel sito della casa editrice Gilgamesh Edizioni.
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Ristorazione al tempo del Covid-19: un’analisi economica in vista delle riaperture
È cambiata radicalmente la cultura della ristorazione che deve far fronte a tutte le normative vigenti. Le restrizioni sono maggiori in questo settore e gli introiti, quasi sicuramente, non saranno quelli di prima. Questi ultimi andranno a sommarsi ai mesi di stop quindi ciò che si prospetta in questo futuro prossimo sembra tutto tranne che roseo e rassicurante per gli imprenditori coinvolti in questo settore.
Luigi Snichelotto, presidente dell’Associazione AssoMiMe (Associazione Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa) prospetta un’analisi economica in vista della riapertura, dicendo:
Quale futuro? Sarà indispensabile pensare ad una nuova frontiera della ristorazione. Il problema oggi è capire cosa fare. Troppi consulenti, troppe task force, associazioni di categoria da rivisitare perché il settore è troppo frammentario: occorre fare sistema.
La ristorazione, classificata come fuori casa, include al suo interno un’offerta così variegata, che necessita di una conoscenza approfondita. L’incognita della prospettiva temporale, su cui è difficile fare previsioni, è il vero rebus: quando usciremo fuori dall’emergenza? In estate, a dicembre o il prossimo anno?
Il futuro di tutti noi è incerto è rischioso. Manca la capacità di ipotizzare un modello, in una visione più ampia e in prospettiva.
Cambierà il nostro modo di vivere, le abitudini. L’uomo però è un essere flessibile e dalle grandi capacità di adattamento. Sarà necessario rivedere i processi e le procedure, per vivere in protezione sia il lavoro che lo svago. Ricordando che la sicurezza rappresenta il valore assoluto, il bene più prezioso.
La ristorazione al tempo del Covid-19
Quanto pesa il food in termini economici?
Il settore legato al food è sempre stato molto dinamico ed è un segmento che, nello scorso anno, ha prodotto circa tra gli 80/85 miliardi di euro con un totale che coinvolge 350 mila aziende di cui il 40% sono a conduzione familiare.
Non è, dunque, difficile dedurre che questo settore rappresenta un grande volano dell’economia. Il costo della burocrazia nella ristorazione si aggira tra i 55-60 milioni di euro. Oggi con l’emergenza Covid-19 ci sono circa 250 provvedimenti in Talia, tra i regionali e i nazionali.
Garantire i livelli della sicurezza attraverso la nuova cultura della ristorazione
Gli imprenditori attivi nel settore della ristorazione e dell’ospitalità dovranno puntare tutto sulla sicurezza della propria clientela e dei lavoratori e tutto l’environment che gli ruota intorno. Dovranno essere garantiti spazi che andranno rimodulati attraverso uno schema e delle disposizioni che siano efficaci per poter limitare il contagio e i contatti tra i presenti all’interno di uno tesso ambiente. Per fare ciò c’è bisogno di una ridefinizione degli spazi e degli aspetti ergonomici del lavoro e di apparecchiature e linne di preparazione che riguardano la lavorazione delle materie prime e del prodotto finito.
La nuova della cultura della ristorazione dovrà affidarsi all’ausilio dell’intelligenza artificiale e robotica ma l’uomo non dovrà scomparire.
Per Luigi Snichelotto:
L’innovazione non dovrà riguardare necessariamente l’offerta del food che si tenderà a prediligere in base ai prodotti d’eccellenza e alle peculiarità territoriali ma, soprattutto, alla capacità creativa degli chef capaci di intercettare e interpretare le nuove tendenze del gusto.
Ci sarà bisogno di formare risorse umane, mano d’opera specializzata che sia capace di interagire con i meccanismi di automazione e con una rieducazione che dovrà tener sempre presente igiene e sicurezza.
La ristorazione e il nuovo concetto del food
Quali sono i fattori vincenti della nuova frontiera?
Accoglienza e standard continuativo di servizio che insieme alla tracciata e certificata qualità del cibo offerto dovrà avere un ottimale rapporto qualità prezzo, per non creare crash all’interno delle attività. Le strutture dovranno essere adeguate e fornite di arredi coerenti con la tipologia offerta, individuando una location che sia in grado di offrire parcheggi e aree di svago.
Ci sarà bisogno di un’azione imprenditoriale di marketing, di una reputazione sociale e di una forte e solida identità nell’immaginario collettivo, rappresentata spesso dal marchio e dalla storia di un’attività ben consolidata.
Bisognerà intensificare il rapporto con i clienti e con il territorio attraverso cooperazione e affiliazione.
Secondo Luigi Snichelotto, la figura dell’imprenditore, dovrà adeguarsi allo scenario mutato, acquisendo capacità di un gestore d’impresa in un settore che è costantemente in evoluzione.
L’analisi che vi abbiamo illustrato è interessante e può essere un prospetto realistico per quella fetta che compone la maggioranza della fetta del mercato ovvero quel 60% delle imprese legate al food e alla ristorazione, che non sono a gestione familiare.
Noi crediamo, sarà per la zona in cui operiamo dove ci sono molte aziende a gestione familiare, molte delle quali rischiano di fallire, che questo prospetto sarebbe fallimentare per il settore del food a gestione familiare.
Qualora il piccolo imprenditore decidesse di affidarsi all’intelligenza artificiale, taglierebbe una fetta importante e attiva all’interno dell’economia. Sicuramente avvalendosi dell’intelligenza artificiale, il piccolo imprenditore, andrebbe a colmare le carenze economiche derivanti dai pochi coperti e tavoli disponibili ma andrebbe, soprattutto, ad impoverire l’economia di un territorio rurale e di tutte le risorse umane impiegate. Ciò comporterebbe, secondo noi, a creare un vero e proprio collasso economico in zone come la nostra.
Inoltre l’impiego dell’intelligenza artificiale, può effettivamente servire per rendere più sicura la preparazione e lavoro delle materie prime? Se parliamo di imprese a gestione familiare, generalmente, ci riferiamo ad attività commerciali che non hanno nulla a che vedere con quelle legate al franchising e quindi facciamo riferimento a numeri e produttività diverse.
Le piccole realtà legate al food e all’ospitalità dovranno reinventarsi, stringere i denti e capire, una volta attivata la nuova macchina, come porre riparo e cosa mettere in gioco, basandosi sulle nuove esigenze del consumatore che, sicuramente, sono cambiate e che oggi, rispetto a ieri, ha a disposizione molte meno risorse.
L’anello più debole di questo settore è proprio quello che sul mercato dei numeri rappresenta il 40% ed è a quello che bisognerebbe pensare con più attenzione.
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Bella’Mbriana: il birrificio che racconta l’anima di un territorio
Bella’Mbriana è un birrificio che nasce dal sogno di Prisco Sammartino, architetto con la passione brassicola e la voglia di sperimentare, la sua è una piccola realtà artigianale nata nel 2013. La scelta del nome è legata al territorio perché lo scopo di Prisco Sammartino non è limitato alla sola produzione di birra ma è animato dal desiderio di valorizzare le materie prime del suo territorio.
Le birre Bella’Mbriana si caratterizzano per la particolarità dei sapori e non vogliono piacere per forza. La produzione attuale si ispira a quella belga, a cui si affiancano le stagionali con passaggio in botte.
Prisco Sammartino
Bella’Mbriana: le birre
Bella’Mbriana produce diverse tipologie di birre.
Tra le birre classiche c’è Zazà, birra saison ad alta fermentazione, bevanda dal sapore moderatamente forte e rinfrescante, ha un aroma floreale con una nota leggermente fruttata e speziata.
Zazzà saison
Fiano Mosto è un Italian Grape Ale con l’aggiunta di mosto fiore di Fiano IGT, ha un sapore fresco e fruttato caratterizzato da note vinose e floreali.
Nefeli è una birra di frumento, caratterizzata da note olfattive speziate e agrumate.
Queste rappresentano una minima parte della produzione di Bella’Mbriana, per scoprire il resto non vi resta che andare direttamente alla fonte.
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