Franco Arminio, poeta e paesologo irpino, ha dalla sua il potere della parola persuasiva: i suoi componimenti sono scritti in modo semplice, gli argomenti trattati sono diversi ma in tutti traspare un velo di malinconia. L’associazione Per Aenigmata ha organizzato un incontro ad Avellino in cui il poeta ha letto alcuni dei suoi versi in prosa e raccontato l’importanza della poesia e della parola, sia essa ufficiale o dialettale.

Franco Arminio
Franco Arminio è riuscito a trasformare un reading in un recital partecipato: l’atmosfera è cambiata d’incanto, diventando un incontro familiare e intimo. Il canto, per il poeta, è un potente riattivatore della comunità perché è in grado di rompere le barriere della distanza e allo stesso tempo è portatore di letizia.
Resteranno i canti (2018) è la sua recente raccolta di poesie, che racchiude immagini in versi della natura, di paesi dimenticati, di amore e di dolore.
Il dolore che ti arriva
guardalo, lavalo,
tienilo con te.
Il dolore che tieni
non vola via alla cieca,
ti fa compagnia.
Il dolore serve contro la ruggine, contro le muffe
delle abitudini.
Ecco, ora tu e il dolore siete contenti di stare assieme:
azzurro è il cielo,
un signore ti ha detto
buongiorno.
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Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine: la graphic novel di Vanna Vinci
Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine è un romanzo a fumetti di Vanna Vinci, edito da Feltrinelli, che uscirà nelle librerie il prossimo 19 novembre.
Protagoniste del volume sono donne che hanno vissuto la propria vita incuranti del giudizio altrui che le etichettava come donne scandalosamente libere. Le libertine sono state definite in modi diversi: cortigiane, donne fatali, cocotte, grandi orizzontali o semplicemente donne dai facili costumi che hanno ispirato versi e menti di molti intellettuali tra l’800 e il ‘900.
Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine
Vanna Vinci cerca di dare una voce diversa a donne come Cora Pearl, Valtesse de La Bigne o Carolina Otero.
Ho deciso di raccontare la vita e il carattere di alcune donne celebri e ora praticamente dimenticate, vissute a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
Donne poco raccomandabili e poco perbene che offrivano se stesse in cambio di lusso e denaro, e la cui condotta era ritenuta scandalosa.
Donne intelligenti, avventurose e spregiudicate, pronte a tutto pur di ottenere indipendenza ed evitare vite dimesse, convenzionali o, peggio, da schiave.
Le hanno chiamate mangiatrici uomini, donne fatali, cortigiane, grandi orizzontali, cocottes, demi-mondaines, leonesse o semplicemente puttane…
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Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine è un romanzo che vede la stessa autrice protagonista della stori perché è lei che intervista le libertine, per scoprire la storia di ciascuna.
Il mood segue l’idea di un’intervista impossibile perché si fondono epoche diverse con i propri usi, costumi e retaggi culturali.
Copertina del romanzo a fumetti di Vanna Vinci
Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine: trama
Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine ci spiega la vita e i tormenti delle donne più chiacchierate tra l’800 e il ‘900 e dalle loro storie si evince una grande voglia di indipendenza e di libertà.
Sono donne che spesso provengono dalla strada, che hanno visto la povertà e che hanno vissuto storie d’amore finite male. Da questo mix di delusioni, in loro si accende il desiderio di riscatto sociale e d’indipendenza.
Ma una donna che non ha denaro o beni materiali può aspirare ad una vita migliore? A quei tempi no! Duque ad una donna intelligente non restava altra alternativa che sfruttare il proprio capitale e monetizzarlo, l’unica alternativa era quella di giocare l’arte della seduzione, vendendo a caro prezzo il proprio corpo, l’unica cosa di loro proprietà e a loro diposizione.
Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine
La storia di La Paiva: la celebre cortigiana del regime di Napoleone III
Una delle intervistate in Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine è Esther Lachmann (1819-1884), più conosciuta come La Paiva, è stata la cortigiana più celebre del regime di Napoleone III.
Dalla Russia, Esther Lachmann, arriva a Parigi in cerca di riscatto sociale e di lusso, diventando l’amante del compositore Henri Herze riuscendo così a fare il suo ingresso nei salotti aristocratici. La poca parsimonia della donna compromette la relazione con lo scrittore che, partito per un tour lontano, si sposa con un’altra donna, lasciando l’amante a Parigi con un figlio.
Senza più protezione e senza un soldo Esther Lachmann lascia Parigi per andare a Londra e qui conosce e sposa, dopo diverse frequentazioni altolocate, il marchese Albino Francesco Araùjo de Paiva, dal quale ottiene il tanto ambito titolo nobiliare che manterrà come soprannome per il resto della vita.
Il matrimonio tra i due dura poco, La Paiva è rimasta alla storia per aver lasciato il marito con questo biglietto:
Tu torni i Portogallo, io devo rimanere a fare la puttana.
Il marito distrutto dall’abbandono si suicida e questo gesto non fa altro che alimentare la fama della cortigiana. Esther Lachmann chiede l’annullamento del matrimonio per poter convolare a nozze con il conte Guido Henckel von Donnersmarck rientrando nuovamente a pieno titolo nel mondo aristocratico.
Di lei si dice che sia stata una donna affascinante, misteriosa e con una personalità magnetica che unita all’astuzia le hanno consentito di farsi strada negli ambienti e salotti aristocratici.
In Parle moi d’amour. Vite esemplari di grandi libertine di Vanna Vinci invece abbiamo la possibilità di scoprire la vera storia di ciascuna di queste donne, scoprendola dalla loro prospettiva e dal loro punto di vita.
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Incontro tra culture e performance in Villa Fiorentino: parte Incontriamoci in villa
La prestigiosa location situata nella splendida città di Sorrento è pronta ad accogliere due straordinari spettacoli musicali nell’ambito della rassegna “Incontriamoci in villa“.L’evento, organizzato dalla società Arealive, offre al pubblico due serate indimenticabili, il 20 e il 27 luglio, immerse in un’atmosfera incantevole con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.Il primo spettacolo della rassegna Incontriamoci in villa, che si terrà giovedì 20 luglio alle ore 21, presenterà il talento eccezionale di Maria Mazzotta, in una versione speciale in trio, accompagnata dal chitarrista e produttore Ernesto Nobili e dal talento del percussionista Cristiano Della Monica. Maria Mazzotta, nota per la sua voce calda e avvolgente, regalerà al pubblico una performance intensa, offrendo un viaggio musicale ricco di emozioni e contaminazioni di diverse culture.La Mazzotta, definita “la voce del sud”, è una delle cantanti più potenti ed espressive del nostro tempo, che molti ricorderanno per le belle avventure palpitanti maturate in un lustro con il Canzoniere Grecanico Salentino.Per la prima volta nel suo percorso di carriera ventennale Maria Mazzotta sceglie di esprimere la forza vitale e schietta della tradizione contadina attraverso strumenti contemporanei e dal suono suburbano.La consapevolezza di potersi spingere verso l’espressione vera del proprio vivere la musica popolare, con coraggio e libertà, quelli di una donna che viaggia tra le grandi capitali europee come Parigi e Barcellona fino alle grandi metropoli mondiali come Jakarta e Bogotà portando se stessa sul palco, accompagnata tanto dalle proprie fragilità che dalla propria forza. Il nuovo sound, intriso della potenza espressiva della chitarra elettrica di Nobili con la sua personale ricerca effettistica, e delle molteplici percussioni di Della Monica, contiene e porta con sé le tracce di queste metropoli pur conservando le radici profonde e ben salde nel terreno della tradizione del Sud Italia.Il secondo spettacolo, previsto per giovedì 27 luglio alle ore 21, porterà sul palco la visione unica del regista e coreografo italo-africano Mvula Sungani, accompagnato dalle straordinarie musiche originali eseguite dal vivo del compositore Mauro Palmas. In un’esperienza multidisciplinare di danza contemporanea, il pubblico sarà coinvolto in un viaggio emozionale, dove le culture si fondono in un mix straordinario di movimenti, suoni e visioni. Dal titolo Espero, parola estrapolata dalla frase “Espero, l’astro più bello del cielo…” recitata nell’Iliade; lo spettacolo ispira bellezza, la bellezza che dev’essere ritrovata.Ecologia, coesione sociale e rispetto della tradizione culturale italiana, sono gli aspetti su cui vuol porre l’accento l’autore italo-africano con questa nuova opera. In scena l’étoile Emanuela Bianchini, ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance.Villa Fiorentino, elegante e accogliente, rappresenta la cornice perfetta per questi spettacoli unici nel loro genere. Situata nella rinomata località turistica di Sorrento, la villa è un luogo di grande prestigio, noto per ospitare eventi culturali di grande rilevanza. Questa serie di spettacoli musicali offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nel meglio della world music e della danza contemporanea, creando un’esperienza artistica indimenticabile. -
Mille litigi è il messaggio risolutivo di Eliseo
Disponibile dal 25 gennaio nelle piattaforme digitali e in radio mille litigi, nuovo singolo del giovane artista campano Eliseo.
Su un arrangiamento lo-fi etereo, Eliseo porta in musica stralci di guerre casalinghe forti e reali. Il brano pur essendo caratterizzato da una ritmica hip-hop ha una vena cantautorale molto pronunciata.
Eliseo descrive così il suo nuovo singolo:
È uno sfogo che porta allo scioglimento di un nodo, è un messaggio risolutivo.
L’artista si descrive con queste parole:
Eliseo è il mio nome vero, giuro. Ringrazio il mio paesino di mille esseri umani per non avermi fatto distrarre troppo e per avermi dato la possibilità di scavare senza limiti dentro di me. Una parte delle cose che trovo la conservo nelle mie canzoni.
Eliseo: chi è?
Eliseo nasce nel 1995 in provincia di Caserta. Bambino esuberante cresce e nell’adolescenza inizia a suonare la chitarra sotto consiglio della madre (che forse si pentirà del consiglio). Fino ai 20 anni grida testi in inglese e ricerca un sound aggressivo per poi scoprire di comunicare meglio nella sua lingua nativa.
Dopo scorribande, studio e lavoro nel cinema su Roma decide di tornare giù, a casa, per dedicarsi alla musica. Nel 2018 esce su youtube “riavvolgi” con il nome “töst”. A febbraio 2022 esce “trovati/persi” su tutte le piattaforme. Oggi Eliseo suona e scrive i suoi pezzi in totale autonomia.
11 comments on Franco Arminio tra territorio, canti e poesia di ciò che resta coglie l’essenziale
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