Il 20 luglio del 1969 Neil Armstrong è stato il primo uomo a mettere piede sulla luna.
Da allora sono passati cinquant’anni e tutto il mondo, compresa Grottaminarda, ha deciso di ricordare questa data e celebrare l’anniversario, invitando tutta la popolazione a restare con la testa all’insù per poter osservare la luna dal telescopio.
Come affermò Neil Armstrong dopo la missione spaziale Apollo 11:
La cosa più importante della missione Apollo fu dimostrare che l’umanità non è incatenata per sempre a un solo pianeta, e che le nostre visioni possono superare quel confine, e che le nostre opportunità sono illimitate.

il 50esimo anniversario del primo sbarco sulla luna
Moon Walk 2019 è un’iniziativa promossa all’interno del progetto Scuola Viva dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Grottaminarda con la collaborazione del Comune di Grottaminarda. L’appuntamento si terrà il 20 luglio alle ore 21:00 in piazza XVI Marzo 1978.
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Milano, Abbracciami di Esteban celebra un’amicizia
In uscita il 17 febbraio per Visory Indie/Believe Digital Milano, Abbracciami, nuovo singolo di Esteban, ragazzo classe 2000 dalle molteplici influenze: origini cilene, cultura indiana ereditata dalla mamma, nato a Palermo e trasferitosi a Milano dove attualmente trascorre la sue giornate tra l’Accademia delle Belle Arti di Brera e l’insegnamento dello yoga e del calcio ai giovanissimi. Un brano malinconico e scanzonato nello stile riconoscibile di Esteban il cui testo scritto insieme all’amico Dodicianni ne celebra l’amicizia nata proprio nel capoluogo lombardo.
Esteban descrive così il suo brano:
È la prima volta che scrivo con un altro artista una canzone. Mi sono fatto guidare dalla sua penna e dalle sue parole. Andrea Dodicianni non è stato solo un autore per me ma anche un fratello con cui scrivere della mia vita dal suo punto di vista. Abbiamo raccontato della città dove vivo e dove ci siamo conosciuti, dell’abbraccio caldo che il nostro incontro ci ha regalato. Di viaggi e vespe, di amori dolorosi e belli. Di quello che ci lega insomma perché anche se veniamo da ondi diversi abbiamo in comune una grande sensibilità. Pitturata e grigia allo stesso tempo, Milano, Abbracciami è una malinconica via di fuga dalla monotonia cittadina riversata nella nebbia dei ricordi.
Esteban: chi è?
Esteban Ganesh Dell’Orto, in arte Esteban, è nato a Palermo nel 2000.
Di origine cilena, vive a Milano sin dall’infanzia. frequenta l’accademia e studia comunicazione e didattica dell’arte a Milano, dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Brera. Scrive musica dal 2017, dopo un primo progetto musicale chiamato con il suo nome d’arte originale “NeshOffical”, ha abbandonato la musica rap per concentrarsi su un nuovo progetto, più incline alla sua personalità estroversa e solare. Scrive e canta musica Pop Indie, legato al cantautorato italiano.
Il progetto viene seguito dall’etichetta discografica Visory Indie e distribuito da Believe Music Italia. L’11 febbraio 2022 esce con il suo primo EP “Nuvola” che cattura la curiosità e raccoglie apprezzamenti di pubblico e addetti ai lavori. Nel luglio dello stesso anno esce “CBD”, nuovo singolo inedito interpretato insieme alla giovane cantautrice romana Matilde e a novembre con “Meda”, sempre con Visory Indie.
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“Storia dell’Italia Corrotta”,
nel libro di Sales e Mellorio la nostra concezione feudale del potereStoria dell’Italia Corrotta di Isaia Sales e Simona Mellorio nasce dall’insoddisfazione degli autori nei confronti dell’analisi storica e sociologica del fenomeno mafioso e del sistema clientelare nel Belpaese. Con questo saggio, presentato al Circolo della Stampa di Avellino, su proposta di Marcello Rocco dell’Associazione Idea Irpinia, i due autori hanno voluto smontare il convincimento che la storia d’Italia sia un progressivo andare verso cose migliori rispetto al passato e che le mafie e la corruzione siano solo un accidente in questo lineare sviluppo della civiltà.
Non ci si rende conto, spiegano gli autori, che in questo accidente c’è qualcosa di strutturale. La mafia appartiene alla struttura delle classi dirigenti del nostro Paese e la corruzione appartiene allo stesso rango.
Il successo delle mafie in Italia non è dato né dalla forza militare né dalla capacità di creare consenso. Dal punto di vista militare, se mettessimo tutti i mafiosi nello stadio di Avellino e schierassimo un solo reparto dell’esercito italiano, la battaglia non durerebbe più di dieci minuti. Sono le relazioni che fanno forti i mafiosi.
Si può parlare di violenza di relazione tra sistema clientelare e mafia.
Mafia e corruzione: il caso Avellino
Diversamente da quanto si è portati a credere, la corruzione si muove dall’alto verso il basso della società. La corruzione non è un fenomeno di origine popolare. Se ne serve anche una parte del popolo, ma riguarda le èlite. E se la corruzione viene usata dalle èlite del nostro Paese e le mafie hanno relazioni, hanno successo perché hanno relazioni, non può essere accettata l’Italia raccontata nei libri di storia.
In Italia, in provincia di Avellino in particolare, non abbiamo mai risolto fino in fondo la nostra concezione feudale del potere. I mafiosi sono feudatari nella concezione del potere e c’è un altro potere feudatario: il potere politico.
Il largo consenso personale dato ad alcuni politici del Sud per lunghissimo tempo ne è l’esempio più lampante e dipende dal fatto che il popolo in queste terre ha l’idea che il politico dia qualcosa alla collettività mentre in realtà distribuisce soltanto quello che è dello Stato.
La corruzione, secondo gli autori di “Storia dell’Italia Corrotta”, è espressione di questa concezione feudale del potere ma è più grave perché la mafia non appartiene formalmente allo Stato. I mafiosi non sono uomini dello Stato ma in genere i corrotti fanno parte degli apparati pubblici, degli apparati statali. E dunque, da questo punto di vista la corruzione è fatta da uomini che mettono sotto i piedi il senso dello Stato. Abbiamo una delegittimazione del senso dello Stato quando chi ha ricevuto una condanna per corruzione può fare il parlamentare, quando un imprenditore condannato per corruzione può costruire carceri per lo Stato, quando un funzionario corrotto può continuare a lavorare per la Pubblica amministrazione e se passeggia per Avellino gli offriamo il caffè considerandolo come un eroe dei nostri tempi.
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Rattatata di Alfredo Speranza
Rattatata è un mosaico di storie che transitano da Porto Giordano, un minuscolo lembo di terra insediato in un’ansa del Tevere, dove si spalanca una Roma poco nota e dalle molteplici facce.
A Porto Giordano vivono personaggi che conosciamo attraverso i racconti dello Scrittore, il protagonista, che decide di osservare, scoprire, e appartenere a quell’umanità: la coppia di anziane e memorabili sorelle, Lidia e Faustina, Bruno lo sfasciacarrozze, Pryma la badante fuggita dalla Costa D’Avorio, Carina e il marito Bacchisio, il cameriere anziano del bar Pedrelli, ritrovo di intellettuali e pseudo tali.
Porto Giordano è anche lo scenario che fa da sfondo ad una potente epica dei ratti, impegnati in un’impietosa lotta per la sopravvivenza, spinti – nella loro immediatezza e istintività – dalle stesse ragioni prime che da sempre muovono il genere umano.
Rattatata di Alfredo Speranza
Rattatata è un testo curioso e innovativo, un romanzo circolare – o come preferisce definirlo l’autore orbicolare – dove le varie vicende, di uomini e ratti, si inanellano e s’intrecciano l’un l’altra. Una scelta narrativa coraggiosa, che ci conduce nel paradosso di due esistenze che per un momento corrono in parallelo, quella di uno scrittore intento a cercare una nuova forma del suo romanzo e quella di una Ratta impegnata a salvare il suo popolo.
Le storie di Speranza sono storie di migrazione in un’accezione molto ampia – di uomini, di topi, di scrittura – in una Roma sorprendente, descritta con linguaggio allusivo e attento.
Quella di Alfredo Speranza è un’architettura narrativa che intreccia sapientemente passato e presente, geografie e storia: una scorribanda tra realismo e fantasia che, senza mai cedere a facili didascalismi o moralismi, sceglie piuttosto l’ironia, il paradosso, la dolcezza, la musica della lingua: tutto per guardare in faccia cos’è migrare di chilometri o millimetri per noi umani.
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