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Ferragosto Dum Dum con Roy Paci
Sarà “fiesta total, la revoluciòn” per il Ferragosto più travolgente ed esclusivo della costiera cilentana. Tra pura vida e un’esplosione incontenibile di gioia, il Dum Dum Republic si prepara ad accogliere il suo unico, inimitabile capitano Roy Paci con la family Aretuska per uno straordinario ed intenso concerto in spiaggia.
Roy Paci farà tappa al Dum Dum con “La Despedida Tour 2021”, la ‘ultima gira’, ovvero l’ultimo tour con gli Aretuska per salutare in modo appassionato ed originale i fans di un progetto lungo 25 anni. Ancora una volta Roy lo fa a modo suo, regalando dal palco emozioni con la sua voce e ammaliando i cuori con la sua inconfondibile Sofia, in un feeling irripetibile con il pubblico.
L’arena sul mare del Dum Dum Republic il prossimo 15 agosto (di sera, a chiusura del ricco cartellone eventi di Ferragosto), vibrerà delle emozioni che solo Roy riesce a creare, condensando energia positiva, forza comunicativa e tutta la creatività del sud del mondo, prendendo posizione sempre, con coraggio, rispetto ai diritti umani e civili. Trombettista, compositore, cantante, producer, ma anche direttore artistico del Roymundo Festival, la rassegna di scena al Dum DumRepublic: il viaggio tra le nuove emergenze culturali e sonore, che ha portato, negli anni, sul palco del beach club della costiera cilentana le personalità artistiche più intense ed emblematiche della musica globale, di forte impatto sociale ed artistico, oltre che di stimolo alla coscienza civile.
Scrive Roy Paci in un post appassionato in cui annuncia la ‘ultima gira’:
Despedida. Una di quelle parole più care insieme a ‘saudade’ e ‘candela’ che mi porto dentro nel cuore, dopo gli anni vissuti in Sudamerica. Ed è proprio questa parola che ho voluto usare per dare un titolo a questo tour, che sarà anche l’ultimo della mia favolosa band Roy Paci & Aretuska – Un gruppo che con grandi sacrifici e tantissime soddisfazioni ho portato avanti per un quarto di secolo e che adesso, col sorriso e la musica sulle labbra, voglio far salutare per l’ultima volta dal grande pubblico che da sempre, con grande energia, ci ha sostenuto, supportato e amato. Voglio ringraziare le decine di tecnici e musicisti che si sono avvicendati in tutti questi anni, che indubbiamente meritano gli onori di questa leggendaria famiglia.
Despedida suona come un addio, per noi è anche una festa, quel tipo di festa che abbiamo sempre innescato sin dal primo concerto, portando per primi la patchanka del mundo latino in Italia.
Finalmente potrà partire la musica live, insieme alle tante anime che vivranno questa esperienza conclusiva, anche se in modo diverso rispetto al passato: la Despedida tour sarà un momento di condivisione, proponendo successi iconici dei grandi album e scoprendo brani, delle piccole “rarità”, mai inseriti nei precedenti live dal vivo.
Roy Paci porterà sul palco questo intenso cammino con Aretuska, raccontando, attraverso le sue canzoni, un percorso artistico vario che ha fatto ballare ed emozionare aficionados di tutto il mondo, dai festival internazionali come il Womad Reading Festival, Hit Week a New York, Sziget Festival in Ungheria, Festival de Verão di Salvador Bahia, Blue Frog Festival di Mumbay e girato in lungo ed in largo per l’Italia portando energia e “beleza”.
Un tour che porta con sé tutta la voglia di rinascita artistica, per ripartire con nuove vibrazioni.
Un’ultima ‘gira’ internazionale, con amore, per “festeggiare la fine, brindando alle nuove prossime avventure”.
Sottolinea Biancaluna Bifulco, titolare e fondatrice del Dum Dum Republic:
L’annuncio del Despedida Tour è un’emozione molto forte, perché il Dum Dum è nato con la musica di Roy Paci & Aretuska Soprattutto perché io sono molto grata a Roy per tutto quello che ha fatto per questo posto, per la profonda amicizia e perché nel tempo ci ha insegnato cosa significa l’organizzazione di eventi musicali. È una grande emozione, tutte le cose belle hanno un inizio e una fine. Roy di sicuro continuerà con altri tipi di progetti, come già sta facendo. È stata un’avventura meravigliosa, di cui abbiamo condiviso una parte e, come è giusto che sia nella logica delle cose, che finiscano ed inizino altri percorsi. Questo concerto, per noi, è un regalo immenso.
Noi aspettiamo sempre Roy perché il Dum Dum è e sarà sempre la casa di Roy Paci e Aretuska. C’è un campanello fuori, all’ingresso, anche se non si vede, invisibile: sopra c’è scritto Dum Dum e sotto Roy Paci & Aretuska.
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Il riso nel pianto
Dentro ognuno di noi c’è un altro sapere. Dentro ognuno di noi c’è un oltre, un luogo sconosciuto, inattaccabile ed inviolabile. Un luogo dove si fonda il nostro essere, il nostro corpo, la nostra mente. Ci sono altri modi di stare con noi stessi. Nel dolore bisogna avere la capacità di chiudere gli occhi perché il buio ha la capacità di sapere più cose di noi. Nel buio bisogna far riaffiorare episodi piacevoli accaduti, impresa ardua ma possibile.
Il riso nel pianto. Ridere anche nel dolore. Anche nel pianto più doloroso c’è sempre qualcosa che ride e che sorride. È la nostra mente unilaterale che vede o il dolore o il riso ma, nel centro della nostra anima, siamo sempre bipolari: siamo la gioia e siamo il dolore.
Affinché questo sapere emerga dobbiamo andare altrove. Siamo sempre pieni di pesi mentali, siamo sempre a discutere se andiamo bene o meno, siamo sempre a chiederci qual è la vita migliore. Sovviene alla mente Henry Miller, a cui quando era in un’età avanzata della sua vita chiesero dove si dovesse arrivare nella vita, lui rispose semplicemente che nella vita non si deve arrivare ad una destinazione, ma si arriva ad un altro modo di vedere le cose e con un altro sguardo. Invecchiando più il tempo passa e più acquisiamo conoscenza.
Citando le sue parole:
Confusione è parola inventata per indicare un ordine che non si capisce.
Fermarsi a guardare
Impariamo a stare con noi stessi, con il dolore e con la gioia. I bambini che sono i maestri dell’anima, all’improvviso piangono disperati e dopo un secondo ridono: c’è in noi un sapere che non sappiamo di avere, c’è in noi un altro modo di stare nel mondo che non conosciamo.
Prendendo in prestito, ancora una volta, le parole di Henry Miller:
In un giorno come oggi capisco quel che vi ho già ripetuto cento volte: che non c’è niente di sbagliato al mondo. Quel che è sbagliato è il nostro modo di guardarlo.
Dunque guardare diversamente.
I dolori, spesso, durano tanto perché ci ostiniamo su un lato del nostro essere che, vede nel lamento, l’unico modo di stare in campo.
Anche quando subiamo una grande perdita, c’è un ricordo pieno di positività. Tutte le volte che noi soffriamo e che il dolore perdura, stiamo soffrendo in modo convenzionale. Quello non è il nostro vero dolore, è piuttosto il dolore che abbiamo acquisito da limitazioni del pensiero degli altri, dal pensiero collettivo.
Un esempio? Di fronte ad una grave perdita come la morte di un coniuge c’è bisogno di piangere, altrimenti verrai considerata una persona fredda. La realtà è che non è detto che in un momento di forte dolore tutti siano portati al pianto. Questo è un pensiero convenzionale: vorremmo che tutti gli altri sentissero nello stesso modo in cui lo facciamo noi ma, se fossimo tutti uguali, non esisterebbe quella unicità che ci caratterizza e che ci contraddistingue.
maschere
Quando qualcosa ci turba o ci disturba, ricordiamo che esiste sempre un lato di noi che è immerso in un’energia creativa e che ci porta a vivere, nonostante i brutti periodi o i dolori in cui ci imbattiamo.
Alcune volte dovremmo essere capaci di dire a noi stessi: “questo dolore tocca a me ed è il mio”, nel momento stesso in cui prendiamo consapevolezza di ciò, il dolore si allarga e non sarà più focalizzato sull’oggetto perduto, la situazione perduta ma diventerà la sostanza dell’anima perché la cosa peggiore che possiamo fare è essere fuori tempo nella vita.
Il dolore che si prova in un determinato momento è il dolore che riguarda se stessi in quel preciso arco di tempo. Solo quando si percepisce il sentimento di malessere con questa consapevolezza, la mente riesce a liberarsi da una visione delle cose perdute e riesce a scoprire la gioia.
Forse non c’è niente di più grande della gioia nel dolore. Allora, forse, il dolore acquisisce un senso. Unire gli opposti (gioia e dolore) è il modo migliore per andare avanti, per migliorarsi.
Che vita sarebbe se non fossimo capaci di portare con noi i nostri dolori e vivere una vita più ampia? Insomma scopriamo un nuovo modo di guardare il mondo.
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Il Parco del Partenio ha riunito le associazioni ambientaliste
Il Parco regionale del Parteni va verso la consulta delle associazioni ambientaliste.
L’obiettivo primario dell’ente presieduto da Franco Iovino è la tutela del territorio. Questa esigenza ha spinto il presidente a riunire, in presenza e da remoto, la maggior parte delle associazioni che insistono nell’area del Parco del Partenio.
Ha spiegato il numero uno dell’ente:
Il nostro scopo è quello di fare tutto il possibile per salvaguardare le ricchezze ambientali e naturalistiche che abbiamo. Per questo motivo, credo sia opportuno fare squadra ed il motivo della riunione è stato quello di recepire suggerimenti e proposte. Dobbiamo concentrarci sulla soluzione dei problemi e non fare la gara a chi è più ambientalista. Ognuno di noi deve fare la propria parte in base alle sue competenze, iniziando dai Comuni. Siamo aperti e disponibili al confronto per tutelare il Parco del Partenio.
Al summit hanno partecipato il Comitato tecnico scientifico del Parco, il Wwf Sannio, Cai, Sos natura, Irpiniavventura, Oasi Wwf Pannarano, Gufi – Gruppo unitario foreste italiane – , Rangers del Partenio, Ambiente e Vita, Istituto Gestione fauna, Irpinia trekking, Gruppo speleologico Natura esplora, Asoim.
Dice ancora Iovino:
In tanti hanno risposto al nostro appello e di questo sono soddisfatto. Incontrarci e confrontarci era un’esigenza comune, ora andremo avanti lungo il percorso tracciato durante la riunione.
Tutti i partecipanti hanno ringraziato il presidente per la sensibilità mostrata verso l’ambiente. L’auspicio che è emerso, sul quale c’è il pieno avallo di Iovino, è la costituzione, in tempi brevi, di una consulta delle associazioni ambientaliste del Parco del Partenio.
Parco del Partenio
La consulta potrà coadiuvare il Parco in tutte le azioni che verranno intraprese a tutela dell’ambiente, farà da supporto, lancerà delle proposte operative, sarà fondamentale anche per la conoscenza del territorio e per fare “massa critica” sulle istituzioni.
Conclude il presidente del Parco del Partenio:
Ci unirà un filo rosso e, in qualsiasi azione, il Parco sarà meno solo. Con la consulta faremo anche capire ai Comuni che devono intraprendere anche loro quelle necessarie azioni di salvaguardia. Tutti insieme potremo ottenere il risultato sperato, ovvero un territorio che si davvero un gioiello per l’Irpinia e non solo.
14 comments on Artigianato,
le creazioni di Annabel
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