Un minuto di silenzio per ricordare Giandonato Giordano, consigliere provinciale prematuramente scomparso lo scorso 9 aprile. Lo hanno osservato il presidente Domenico Biancardi e il Consiglio provinciale nella seduta di oggi a lui dedicata, svoltasi a un mese esatto dalla sua scomparsa alla presenza dell’on. Gianfranco Rotondi e dei familiari del compianto sindaco di Guardia dei Lombardi.
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Decreto Natale: quali sono gli spostamenti consentiti
Il decreto Natale, approvato il 18 dicembre, ha stabilito delle nuove misure da adottare durante le feste di Natale fino al nuovo anno.
Cerchiamo di capire cosa è consentito fare o non fare durante le feste.
Dal 24 dicembre al 6 gennaio è possibile rientrare nella propria residenza, domicilio o abitazione perché è un motivo legittimo.
Sono inoltre consentiti spostamenti per comprovate esigenze lavorativi, di salute o di necessità.
Durante le feste è consentito andare a trovare amici e parenti?
Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti, anche quelli per far visita ad amici o parenti, che comportino l’uscita dalla Regione in cui si vive o in cui si ha la residenza.
Decreto Natale sugli spostamenti in Italia
Decreto Natale: le disposizioni vigenti
Le disposizioni previste tra il 24 dicembre e il 6 gennaio sono le seguenti:
Il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e l’1, 2, 3,5 e 6 gennaio è possibile spostarsi una volta al giorno per fare visita a parenti o amici anche verso altri Comuni ma sempre all’interno della stessa Regione tra le 05:00 e le 22:oo e nel limite massimo di due persone.
Le due persone che si spostano possono portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.
Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio è possibile spostarsi liberamente fra le 05:00 e le 22:00 all’interno del proprio Comune. In questi giorni è possibile andare a fare visita a parenti e amici, in un Comune diverso dal proprio ma sempre all’interno della stessa Regione tra le 05:00 e le 22:00 rispettando sempre il limite massimo di due persone.
Il 28, 29,30 dicembre e il 4 gennaio è possibile per chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti spostarsi liberamente tra le 05:00 e le 22:00 entro 30 Km dal confine del proprio Comune e quindi eventualmente anche in un’altra Regione. Vige il divieto di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.
Nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 6 gennaio gli spostamenti di un nucleo familiare convivente verso le seconde case sono consentiti, anche se l’immobile è intestato a più proprietari, di un solo nucleo familiare convivente.
Il ricongiungimento tra coniugi o partner che vivono in città diverse può avvenire solo se il luogo scelto coincide con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.
Per quanto concerne i bar e i ristoranti il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e l’1, 2, 3, 5 e 6 si applicano sull’intero territorio nazionale le disposizioni previste per la zona rossa.
Il 28, 29 e 30n dicembre e il 4 gennaio si applicano sull’intero territorio nazionale le disposizioni previste per la zona arancione.
Gli spostamenti verso le seconde case che si trovano in una regione diversa sono vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio.
Se si hanno genitori, anziani ma in buona salute, che vivono in una regione diversa dalla propria non è possibile andare a trovarli nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 6 gennaio perché gli spostamenti sono vietati.
Se si ha un parente che, pur essendo autosufficiente, vive da solo dal 24 dicembre al 6 gennaio è possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fargli visita ma solo all’interno della stessa Regione dalle 5:00 alle 22:00 e nel limite massimo di due persone.
Se si hanno dei parenti autosufficienti che vivono in casa da soli e si trovano in un altro comune o regione ai quali si da periodicamente assistenza è possibile continuare a farlo.
Non è possibile spostarsi in un numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire assistenza. La necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto.
Gli spostamenti per turismo sono vietati fino al 6 gennaio 2021.
Dal 24 dicembre non sono consentiti neanche all’interno della stessa Regione ma ci sono due eccezioni, valide solo nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio giorni in cui sono consentiti gli spostamenti per turismo all’interno dello stesso Comune e dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti entro 30 km dai confini del Comune, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di Provincia.
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Agorà dei sapori per la valorizzazione della biodiversità agroalimentare
Agorà dei sapori è un’iniziativa di cui faranno parte ben dieci comuni dell’Irpinia: Vallesaccarda, Bagnoli Irpino, Caposele, Senerchia, Monteforte Irpino, Cairano, Sant’Angelo a Scala, Taurano, Torella dei Lombardi e Villanova del Battista.
Questo progetto che si svolgerà dal 4 al 13 agosto vuole essere un momento, oltre che di condivisione, soprattutto di riflessione su alcune tematiche che riguardano il presente ed il futuro del settore agroalimentare, puntando sulla biodiversità e coinvolgendo in discussioni le aziende del territorio. Saranno presenti Farmers Market per poter acquistare i prodotti a Km 0 oltre a momenti di degustazione.
Locandina Agorà dei sapori
Agorà dei sapori: date e programma
Ciascun appuntamento previsto all’interno del progetto Agorà dei sapori inizierà alla ore 17:00 e terminerà alle ore 21:00. Alle ore 18:30 e previsto un talk che varierà in base alle iniziative e al Comune coinvolto. Ciascuna discussione avrà come punto centrale quello di affrontare la ruralità e la valorizzazione del territorio.
Il calendario è il seguente:
- Martedì 4 agosto appuntamento a Torella dei Lombardi in Piazza Sergio Leone. In questa occasione si parlerà di SOS vino: dall’emergenza Covid-10 alle nuove opportunità.
- Mercoledì 5 agosto la seconda tappa è prevista a Cairano in Piazza Teatro Dragone.
- Giovedì 6 agosto appuntamento a Vallesaccarda in Piazza Michele Addesa.
- Venerdì 7 agosto quarto appuntamento a Senerchia in Piazza Corso Garibaldi.
- Sabato 8 agosto quinta tappa a Monteforte Irpino in Piazza Umberto I.
- Domenica 9 agosto appuntamento a Sant’Angelo a Scala presso il Castello medievale.
- Lunedì 10 agosto settima tappa a Taurano presso la Villa Comunale.
- Martedì 11 agosto appuntamento a Bagnoli Irpino in Piazza di Capua
- Mercoledì 12 agosto appuntamento a CAposele in Piazza Sanità.
- Giovedì 13 agosto ultimo appuntamento a Villanova del Battista in Piazza 23 Luglio 1930.
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In fondo alla caverna di Alessandro Perna: un viaggio di sola andata nel mondo penale minorile
In fondo alla caverna (2018), pubblicato da Graus Editore, è il primo romanzo di Alessandro Perna, avvocato penalista specializzato in legislazione penale minorile. Il libro è composto da diciassette storie, che mostrano il mondo penale minorile, fatto di esistenze in bilico tra legale ed illegale, abusi, violenze, vissuti tragici e diversità di ogni sorta.
In fondo alla caverna
Le vite dei protagonisti delle storie di Alessandro Perna sono legate da un filo indissolubile con il luogo sociale in cui sono cresciuti, dal contesto familiare che li ha segnati, a prescindere dall’estrazione sociale di appartenenza, ma anche dalla difficoltà di non poter vivere liberamente in contesti retrogradi e da cui si sente forte la discriminazione nei confronti della diversità, intesa in senso lato.
In fondo alla caverna non è scritto in forma narrativa: le frasi sono brevi, non c’è spazio per le figure retoriche, ogni storia viene rappresentata attraverso una scelta ponderata delle parole che sono taglienti, crude e non lasciano spazio all’immaginazione.
Per farvi entrare nel mood del romanzo, riportiamo l‘introduzione alle storie di In fondo alla caverna scritta dallo stesso autore:
Sorie.
Istantanee quotidiane.
Racconti di abbandono, ricerca; eccessi di rabbia.
Realtà ingurgitate, riflesse, sul fondo della caverna.
Sguardi disciplinati, allenati, orientati al basso.
Ombre che si riflettono sulle pareti.
Realtà incerte; crepe.
Percorsi tracciati.
Uno devia, si ritrova solo.
Percentuali basse.
Un altro si adagia, rinuncia, si arena.
Mare in perenne tempesta.
Minori; sonnambuli.
Acrobati.
Vertigini.
Fondo.
Vissuti scomodi.
Adepti, manovalanza.
Aspri costrutti d’illegalità, di inerzia; pigrizia.
Ordini chiari, incisi; incisivi.
Morsi sulla pelle.
Fame.
Sete.
Storie di ragazzi dimenticati.
Cortometraggi: immagini di case, finestre aperte, file di bucato,
strade in salita.
Aroma di caffè.
Storie di quartieri densi e affollati.
Luoghi elettrici.
Mille passi, mille volti; sanpietrini.
Disagio.
…
Storie di opportunità.
Storie di necessità.
Terreno dismesso.
Scelte facili.
Conseguenze amare, pesanti.
Contrappeso sul “bilancino” del fato.
Lo Stato resta estraneo.
…
Li incontri per strada, li ascolti, li osservi.
Sguardi duri, muscoli tesi, toni alti, scarpe slacciate.
Presenze scomode.
Vuoti banchi.
Cancelli chiusi.
Li trovi lì, in fondo alla caverna, al buio, privati del sonno.
Spettatori di realtà riflesse.
Incatenati a rocce di necessità.
…
Qualcuno si alza, arranca, chiede aiuto emerge.
Ci sono ragazzi che di notte non sognano
Ci sono ragazzi che vivono nel fondo della caverna.
In fondo alla caverna di Alessandro Perna
In fondo alla caverna: trama
I personaggi principali del libro In fondo alla caverna provengono da Napoli: alcuni ci sono nati, altri ci sono arrivati e altri ancora ci sono morti, senza aver avuto la possibilità di vivere pienamente la città.
I minori di cui scrive Alessandro Perna non sono stati tutti arrestati ma sono tutti collocati in quel baratro infernale dove non c’è spazio per l’amore e, soprattutto, per quella spensieratezza che si dovrebbe vivere in determinate età della vita.
La storia numero cinque racconta di bullismo e di omossesualità. Siamo in una scuola di Napoli e Mattia, il protagonista, è un ragazzo introverso. Un giorno viene pestato a sangue nel bagno della sua scuola perché durante una gita scolastica fatta in Sicilia, giocando al gioco della bottiglia con i suoi compagni, Mattia aveva mostrato interesse nei confronti di Ciro, dandogli, probabilmente, un bacio.
La disapprovazione dei suoi compagni di classe e di Ciro stesso, per l’accaduto, si palesa attraverso un agguato e relativa aggressione a scuola.
I colpi non accennavano ad arrestarsi, né a diminuire di intensità.
Il suo corpo era ormai una massa innocua, immobile, lasciata all’ira dei suoi aggressori.
Un senso di nausea lo invase quando avvertì la bocca riempirsi di sangue.
Rannicchiato, provava a proteggersi il volto, non avrebbe sopportato di dover dare spiegazioni ai genitori circa gli eventuali segni.
Era abituato al dolore, quello non visibile, quello occultabile.
Ciro si abbassò la lampo dei jeans e, mentre gli altri tre continuavano a colpirlo
…
Non era per il dolore fisico, a quello ormai ci era abituato.
Era la quarta aggressione negli ultimi due mesi. La più violenta.
Se l’era meritato, a volte se lo diceva, quando restava da solo chiuso nella sua stanza.
Ciò che emerge dalla storia di Mattia è il bullismo e la non accettazione dell’omosessualità, entrambe viste dalla parte della vittima e da quella del carnefice. Ciò che emerge è un quadro dai tratti cupi, fatto di spietata violenza e solitudine. Lo scrittore pone l’attenzione sulle conseguenze interiori che provoca il non sentirsi accettato nel luogo in cui si vive e da quelli che dovrebbero essere i coetanei a cui legarsi, durante il percorso scolastico e poi, si spera, anche nella vita.
Il racconto di Alessandro Perna evidenzia cosa si prova interiormente nel sentirsi diverso nel preferire un sesso a differenza di un altro, e ancora viene messo in risalto il senso di colpa che cerca di dare una giustificazione ad atti di violenza che non contemplati in un mondo umano fatto di libertà di espressione e di uguaglianza come dovrebbe essere quello in cui viviamo ma che, nonostante la modernità, resta ancorato a modi di pensare atavici e retrogradi.
In fondo alla caverna copertina
Altre storie, come quella numero quindici, ci raccontano di tossicodipenze e di disagi a cui si cerca di non pensare perché provengono da quel luogo da cui non possiamo sottrarci: quello delle mura domestiche e della famiglia.
Il protagonista della prossima storia è figlio di un cardiochirurgo di Napoli, che vive in una famiglia che gli permette un tenore di vita agiato e che lo porta ad eccedere nell’uso di droghe e di alcol.
Il vortice affascina, il vortice cattura.
La tranquillità del suo andare, le onde, cerchi concentrici, spirali sinuose e in fondo il buio, solo il buio.
Nessuna luce con cui confrontarsi, nessuna immagine riflessa.
C’ero così vicino, potevo quasi toccarlo, l’alcool, i debiti, le donne, l’eroina, e ora…
Mi inietto la sostanza nell’interno coscia.
Che vadano a farsi fottere tutti.
La storia di questo ragazzo, potrebbe ricalcare quella dell’immaginario classico del giovane benestante, che sperpera per vizio e perché ha tutto senza sforzo ma, leggendo la sua storia, il lettore scopre i numerosi tradimenti di una madre assente, un padre che si ritrova costretto in un letto e che aspetta solo la morte come liberazione dalla SLA, male sopraggiunto all’improvviso che lo ha relegato nell’immobilità completa.
Le diciassette storie scritte da Alessandro Perna non pretendono di dare una morale, descrivono nelle viscere quel mondo che, molti di noi apprendono dalle news dei telegiornali e che lasciano il tempo che trovano nella consapevolezza a breve termine che scandisce i problemi altrui rispetto ai nostri, spesso, considerati sempre più tragici rispetto a ciò che accade fuori dal nostro microcosmo.
In fondo alla caverna è come un pugno nello stomaco che ci sveglia per un attimo dal mondo patinato in cui ci trastulliamo e riporta vicende delicate che potrebbero accadere nel vissuto di chiunque.
Se siete incuriositi da quella Napoli che esula dall’immaginario della sfogliatella, della pizza e del mandolino, mostrando un mondo più realistico della città, vi consigliamo la lettura de La città insensibile di Carmine Zamprotta: un’istantanea senza filtri su Napoli.
14 comments on La Provincia ricorda Giandonato Giordano,
Biancardi: «Esempio di onestà»
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