L’AXRT Contemporary Art e l’associazione culturale Zigarte hanno organizzato dei laboratori per bambini per avvicinarli al mondo di Andy Warhol e alla Pop Art.

Zigarte incontra i bambini
L’atelier Andy Superstar, ideato e diretto da Marianna Calabrese, esperta nella gestione dei beni e delle attività culturali e presidente di Zigarte, vuole incoraggiare l’avvicinamento dei bambini all’universo Arte.
In accordo con chi sostiene che si dovrebbe “educare alla bellezza” (in senso artistico) fin dalla tenera età poiché in quegli anni si è particolarmente sensibili a tutto ciò che è bello, andrebbe sostenuto un cambiamento di atteggiamento degli adulti verso i più piccoli, volto a favorire gli strumenti che alimentano la creatività (libertà, sogni e speranze) rispetto a quelli che la demoliscono (divieti e proibizioni).

Michelangelo Belviso interpreta Andy Warhol
I bambini, inoltre, quando coinvolti in attività considerate per “grandi” ci stupiscono sempre nel mostrare curiosità per la scoperta, nonché capacità di adattamento verso situazioni ritenute difficoltose alla loro età.
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Ariano Book Festival: è tutto pronto per la prima edizione!
È tutto pronto per la prima edizione dell’Ariano Book Festival che si svolgerà dal 9 al 10 agosto 2022 ad Ariano tra filastrocche, filosofia, poesia e musica nella Villa Comunale e le presentazioni di libri al Castello Normanno.
In primo piano la musica e il jazz degli E.VERSI il 9 agosto e il reading finale con i poeti nel ricordo di Parzanese, Pasolini e Domenico Carrara il giorno 10 agosto.
Presentazioni, Performance, Poesia, questo in sintesi il contenuto della 2 giorni di eventi nella Villa Comunale di Ariano Irpino e al Castello Normanno, per la prima edizione dell’Ariano Book Festival, voluto dall’Amministrazione Comunale di Ariano Irpino, in collaborazione della Delta 3 Edizioni di Silvio Sallicandro con la partecipazione del “Forum dei Giovani di Ariano Irpino, del “Panathlon International” Area IX Campania Club di Ariano Irpino, dell’Associazione “Il Vizio di Leggere”, “Raffaella Libri: Un mondo a colori”, dell’Associazione “CulturAttiva/Il Mondo in una Favola” e del BAR Villa.
Il ricco calendario si apre con un primo incontro dedicato ai bambini e al loro mondo. Il 9 agosto alle ore 17:30, Favoleggiando presenta “Il Gattino ha perso un dente e altre filastrocche” di Angelo Giarnese, con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ariano Irpino Lucia Monaco, Silvio Sallicandro e Raffaella Zecchino, nonché la rappresentazione scenica del Gruppo Teatrale “La Fermata”.
Il giorno 10 agosto, sempre alle ore 17,30, invece, ci sarà un incontro dedicato alla filosofia, Filosofando, con la presentazione del libro “Storie del tempo liberato – Scritti sparsi sulla scuola e altri amori” di Amerigo Ciervo, con la partecipazione di Lucia Monaco (ass. cult.), Nicola Sguera e del gruppo musicale Mousikè Tèckne.
Le presentazioni serali saranno al Castello Normanno con Libri al Castello (libri in quota). Il giorno 9 agosto alle ore 20,30, Pasquale Gallicchio presenta il suo romanzo: “Il custode di Catalonga”, interverranno Lucia Monaco (ass. cult.), Paola Pepino, Raffaella Maiullo, Maria Corlito e Silvio Sallicandro. Mentre il 10 agosto, alle ore 20.00 Angelo Ferrante presenta “Christianus sum – Il declino del mondo pagano e l’irresistibile ascesa del cristianesimo”, interverranno: il sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza, S.E. Mons. Sergio Melillo, Lucia Monaco (ass. cult.), Paola Pepino, Lucia Scrima e Silvio Sallicandro, oltre alla partecipazione del Duo di musica classica composto da Graziella Di Grezia al pianoforte e Silvano Maria Fusco al violoncello.
Ariano Book Festival
La poesia è l’altra grande protagonista di questa edizione, con Vivi il verde: “le strade della poesia”, un’idea del curatore artistico Domenico Cipriano, presentata la prima volta nel lontano 2004 e qui riproposta, che vede l’esposizione di poesie di autori contemporanei nella Villa Comunale durante i due giorni della manifestazione.
Ma non mancherà anche la poesia performata, possibilmente gustando un piacevole aperitivo. L’Aperipoesia di martedì 9 agosto si terrà alle ore 19,00 con la formazione “E.Versi” del poeta Domenico Cipriano e dei musicisti Carmine Cataldo alla tromba e Fabio Lauria alle tastiere e all’elettronica, che propone un reading-concerto in stile jazz-poetry.
Mercoledì 10, invece, troviamo 2 reading particolarmente intensi, con i numerosi poeti presenti che si alterneranno nelle letture. Alle delle ore 19,00 un nuovo appuntamento di Aperipoesia, i poeti saranno accompagnati dagli intermezzi dei Mousikè Tèchne. Poi, il gran finale alle ore 21.00, con le letture dei poeti davanti alla statua di Pietro Paolo Parzanese: Poesia e… desiderio, con una introduzione di Cosimo Caputo e gli omaggi allo stesso Parzanese, il poeta arianese, ai 170 anni dalla sua scomparsa, nonché a Pier Paolo Pasolini, ai 100 anni dalla nascita, e al compianto Domenico Carrara, il giovane poeta di Grottaminarda. Questi tutti i poeti che saranno presenti: Carmine Sarno, Maria Barrasso, Giuseppe Iuliano, Tullio Faia, Antonio Oliva, Angela Toglia, Graziella Di Grezia, Nicola Sguera, Paola Di Toro, Marika Luparella, Angelo Giarnese, Francesco Teselli, Agostina Spagnuolo, Gerardo Genovese, Luca Di Gianni, Antonio Vittorio Guarino, Francesco Di Sibio, Gerardo Iandoli, Antonietta Gnerre, Claudia Iandolo, Laura Serluca, Fran Allen Zimmerman (Francesca De Michele), Imperatrice Bruno, Vera Mocella, Emanuela Sica, Gaetano Calabrese, Antonella La Frazia, Stefania Aurigemma.
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Laura Visentin presenta la sua nuova collezione di gioielli
Laura Visentin presenta la sua nuova collezione di gioielli “My City” in occasione di Homi Fashion&Jewels a Milano dall’11 al 14 marzo 2022, presso l’inedita area espositiva Showroom Doralia.
Le creazioni sono pezzi unici e tiratura limitata, realizzate in argento 925, quarzi, acciaio, acciaio brunito e molle di bronzo, elemento che caratterizza molte delle sue produzioni. L’Ispirazione deriva dai principali capolavori custoditi nelle raccolte dei Musei Civici di Bassano del Grappa, che sono esposti nei saloni monumentali della pinacoteca o conservati nel prezioso Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.
Gli orecchini Dürer sono ispirati alla corazza del “Rinoceronte” della xilografia originale di Albrecht Dürer eseguita nel 1515 conservata nel museo.
Gli orecchini Goccia e Emma, invece, rivisitano quelli indossati da Susanna nell’opera pittorica “Susanna e i Vecchioni” della nota artista Artemisia Gentileschi della prima metà del XVII secolo.
Il bracciale Quadrifoglio e gli orecchini Gingko si rifanno all’Erbario Parolini custodito nel Museo e acquisito nel corso dell’Ottocento, che raduna più di 13mila campioni botanici raccolti da Alberto Parolini e dai suoi collaboratori.
Gli Orecchini Canova ripropongono elementi del collier di camei creato da Antonio Canova, unico gioiello realizzato dallo scultore alle fine del Settecento.
I gioielli firmati Laura Visentin sono ornamenti raffinati, di piccole dimensioni e dall’eleganza senza tempo. Le forme morbide, stondate e irregolari.
Tutte le creazioni sono disegnate e fatte a mano da Visentin e dai suoi collaboratori in Italia.
L’autrice orafa vicentina è stata inoltre selezionata con il suo bracciale Ginkgo per la mostra “#BEFREE: La libertà nel gioiello e nell’accessorio moda” curata dal Poli.Design e ospitata sempre all’interno dei padiglioni della manifestazione milanese.
Si tratta di un bracciale contrarie che esprime la libertà di indossare i preziosismi della natura e dedicato alla maestosità dell’albero di Ginkgo. Il Ginkgo Biloba è una pianta molto antica, le sue origini risalgono a 250 milioni di anni fa. È una pianta fragile e resistente, doppia e unica, semplice e complesso allo stesso tempo. Fondamentalmente libera. Lo spunto creativo per questa realizzazione è nato dalla casuale lettura di una intensa poesia di Johann Wolfgang von Goethe sul Ginkgo Biloba. Lo scrittore associa la pianta alla presa di coscienza della molteplicità in ognuno di noi, che a volte può anche essere complicata o dolorosa. Il bracciale Ginkgo è realizzato con la tecnica della fusione a cera persa in bronzo.
Laura Visentin
Laura Visentin: biografia
Laura Visentin è nata a Bassano del Grappa in provincia di Vicenza nel 1967. Vive e lavora a Rosà in provincia di Vicenza. Il suo percorso formativo è umanistico, con una grande passione per la letteratura e le arti. Si è laureata nel 1993 in Materie Letterarie presso l’Università degli Studi di Padova. L’interesse per il gioiello contemporaneo è sollecitato anche dal mondo scultoreo del padre, Gianni Visentin, le cui opere sono esposte nei principali musei del mondo e consegnate a illustri personalità tra cui Giovanni Paolo II, Ronald Reagan, George Bush, Michail Gorbaciov.
Laura Visentin si è avvicinata al mondo del gioiello d’autore e contemporaneo stimolata dalla necessità di creare pezzi che potessero esprimere il suo carattere e la sua personalità, con i quali cercare di trascrivere le sensazioni del mondo che la circonda. L’imprenditorialità veneta le ha fatto scoprire il prodotto tecnologico-industriale delle molle, rivisitato in maniera inedita e diventato oggetto d’indagine, con finalità artistica e decorativa. Ha frequentato, negli anni, corsi di approfondimento delle tecniche base, di pigmento e di tessuto di metallo presso la Scuola di Gioiello Contemporaneo Alchimia di Firenze e presso lo Studio della designer Carla Riccoboni. L’oreficeria di ricerca rappresenta per lei l’essenza della creatività italiana, in cui trovano armonica sintesi gli aspetti legati all’enorme bagaglio storico della tradizione orafa e gli aspetti più innovativi e d’avanguardia legati al design e alla progettazione.
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Lanciata la quinta edizione del concorso di fotografia ispirato a Frank Cancian
Lanciata la quinta edizione del concorso di fotografia documentaria “1801 passaggi” sul tema “Un paese italiano, 2021”, ispirato al ritratto fotografico della comunità di Lacedonia (Av) realizzato nel 1957 Frank Cancian e custodito dal MAVI.
Le opere devono essere realizzate a partire dall’1 gennaio 2021. Scadenza del bando 31 dicembre 2021.
Il concorso è stato lanciato a Luzzara (Re) nel corso di un incontro fra i progetti nati a Lacedonia in merito al fondo Cancian e a Luzzara a partire da “Un paese” di Paul Strand e Cesare Zavattini.Al via la quinta edizione del concorso di fotografia documentaria “1801 passaggi”, un’iniziativa legata a un progetto museale nato in un piccolo paese del sud interno che si sta facendo conoscere di fronte a una platea ormai internazionale. Il concorso è legato al fondo fotografico dello statunitense Frank Cancian (www.frankcancian.net) custodito a Lacedonia (Av) nel MAVI / Museo Antropologico Visivo Irpino. Il tema di quest’anno è “Un paese italiano, 2021” e i partecipanti dovranno inviare opere realizzate a partire dall’1 gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021.
quinta edizione del concorso di fotografia ispirato a Frank Cancian
Il lancio è stato effettuato quest’anno a Luzzara (Re), dove è in corso un evento di tre giorni denominato “Un paese ci vuole – Territori fotografici” nel quale una delegazione della Pro loco “Gino Chicone” e dell’associazione LaPilart per il MAVI di Lacedonia è ospite della Fondazione Un Paese di Luzzara per un gemellaggio culturale tra due paesi che sono stati oggetto di approfondita osservazione fotografica: Luzzara con il progetto “Un paese” di Paul Strand e Cesare Zavattini, pubblicato nel 1955, e con le successive stratificazioni di ritratti fotografici della comunità realizzati da grandi fotografi (tra cui Gianni Berengo Gardin e Steven Shore); Lacedonia con i 1801 scatti a forte impronta etnografica realizzati dal ventiduenne Frank Cancian nel 1957 grazie a una borsa di studio Fulbright, che saranno oggetto di studio e divulgazione solo molti decenni più tardi con le iniziative della Pro Loco di Lacedonia,
dell’associazione LaPilart e dell’amministrazione comunale con la nascita del MAVI, nonché del Museo delle Civiltà e dell’ICPI (Ministero della Cultura).Con il concorso annuale – organizzato da LaPilart in collaborazione con la Pro Loco “Gino Chicone” e il sostegno del Comune di Lacedonia – vengono selezionate da una giuria di alto livello tecnico 20 opere fotografiche più meritevoli, che vengono esposte in una mostra conclusiva annuale inaugurata nell’ambito dell’evento “1801 passaggi”. Durante l’evento vengono proclamate e premiate tre
opere vincitrici. Anche quest’anno, inoltre, la famiglia del fotografo e antropologo Frank Cancian, scomparso il 24 novembre 2020, assegnerà il premio speciale Frank Cancian a una delle 20 fotografie finaliste selezionate dalla giuria.
Una serie di 20 foto di Frank Cancian costituisce la base del concorso, nel quale gli autori vengono chiamati a presentare proprie foto scattate in Italia che trovino riferimento nelle foto di Cancian realizzate a Lacedonia nel 1957 e che propongano una libera reinterpretazione attualizzata di quelle immagini.Così come Cancian si recò a Lacedonia “per capire come le persone vivevano e per fotografarne la quotidianità”, allo stesso modo la richiesta ai nuovi autori è quella di prendere spunto dai temi e dai soggetti del 1957 per raccontare come tutto questo possa essere tradotto nell’oggi. Una traduzione – e in certi casi un cambio di senso – dato alle azioni, ai gesti quotidiani e ai luoghi che ovviamente non sia conseguenza soltanto del naturale cambiamento che il trascorrere del tempo impone, ma costituisca anche una riflessione sulle nuove sfide che la società odierna è chiamata a vivere.
Frank Cancian
Dopo lo svolgimento del concorso, la mostra fotografica presenta quindi la serie di 20 foto di Cancian posta a base del concorso e i 20 scatti selezionati dalla giuria fra tutti quelli presentati dai partecipanti.
Anche per l’edizione 2021 la selezione delle foto finaliste e vincitrici spetta a una giuria di esperti di primo piano, costituita da:• Simona Guerra (coordinatrice): esperta in ordinamento e valorizzazione di archivi fotografici, autrice di biografie di fotografi e saggi di fotografia;
• Massimo Cutrupi: fotografo dell’ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura.
• Francesco Marano: antropologo e artista, professore associato dell’Università della Basilicata, direttore della rivista peer reviewed Visual Ethnography.
Il progetto “1801 passaggi” è ideato e realizzato dall’associazione LaPilart in collaborazione con la Pro Loco Gino Chicone.
Mediante questa iniziativa, alla creazione dell’archivio fotografico dell’opera di Frank Cancian presso il MAVI di Lacedonia si affianca un concorso-mostra con cadenza annuale. “1801 passaggi” è un percorso/confronto tra passato e presente che, proiettato negli anni a venire, coniugando lo sguardo etnografico con la fotografia e indagando l’evoluzione dell’essere umano, si propone un duplice obiettivo:
da una parte quello di divulgare il lavoro fotografico di Cancian come documento storico-etnografico relativo al passato di una comunità e, più in generale, di una forma di vita come quella dei piccoli borghi rurali del Meridione italiano; dall’altra, acquisire all’archivio del MAVI nuove immagini fotografiche selezionate utilizzando le fotografie di Cancian come chiave di lettura di piccole realtà sociali nelle loro trasformazioni contemporanee, raccogliendo in questo modo una testimonianza dinamica dei cambiamenti della persona e della società e dell’evoluzione dello sguardo fotografico su di esse.
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