Dimitri Wozniak a cinquantotto anni è un uomo solo che vive giornate troppo lunghe a Pozen, una cittadina dal nome immaginario sulle sponde del Dnipro. Il 22 dicembre 1987 riceve una lettera dall’amata sorella Maria, che vive a Vladivostok e che non vede da trent’anni. All’interno della busta trova una piccola foto in bianco e nero che li ritrae insieme, adolescente lui e bambina lei, sorridenti. È l’unica immagine della sua vita “prima”, della sua vita felice.
Tutto il resto è andato perduto. È qui che inizia l’epifania di Dimitri: una rassegna di ricordi che parte nel lontano 1940, anno della scomparsa dei genitori e della segregazione nell’internat, l’orfanotrofio, con la sorellina, per arrivare fino al tempo presente.
Quel luogo tornerà prepotentemente nel suo quotidiano, insieme a una quercia magica capace di unire i destini dell’adulto Dimitri e di cinque orfanelli incontrati sulla lunga e tortuosa strada che è la vita.
Gian Ettore Gassani è un avvocato cassazionista con studi a Milano e Roma, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, esperto di Diritto delle relazioni familiari, Diritto internazionale della famiglia e Diritto penale della famiglia. È autore di testi tecnici e dei saggi Dietro un uomo, I Perplessi Sposi, Vi dichiaro divorziati, C’eravamo tanto armati e La guerra dei Rossi. È opinionista televisivo e delle maggiori testate nazionali.
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Variazione Madre di Federico Preziosi. Una lettera scarlatta sul petto dell’isberiana Nora, l’esclusa.
Rinnovare l’incontro con il poeta irpino Federico Preziosi mi dona sempre l’opportunità di crescere e in spirito e nella voglia di immergermi nell’ennesimo libro. I suoi suggerimenti sono sempre valevoli; la sua voglia di esprimersi è sempre chiara, seppur da essa possa trasparire un senso d’inquietudine magari ben celato, tuttavia l’impronta decisa di chi sente suo il progetto di poter diffondere un messaggio importante. Non è da meno questa volta, soprattutto, perché tra le mai stringe il suo nuovo lavoro, Variazione Madre (Lepisma Floema –Edizioni di Poesia-), una silloge che di nuovo non ha solo l’edizione, ma tutto un concetto molto delicato.
Passiamo molto tempo insieme quella mattina caldissima d’agosto io e Federico Preziosi nella sua città natìa, Atripalda. Il poeta, che attualmente insegna Italiano in Ungheria, sembra felice d’invitarmi a prendere un caffè e la chiacchierata si fa così lunga ed interessante che, infine, siamo pronti anche ad iniziare un aperitivo.
Non prima però d’interrompere bruscamente il nostro scambio di battute per aiutare un automobilista con l’auto in panne: ci adoperiamo nel soccorso stradale, insieme spingiamo l’auto con lo sfortunato signore a bordo che ingrana la marcia ma nulla, la strada non è in discesa e il mezzo non parte. Pazienza. Io e Federico Preziosi, un po’ sudaticci, un po’ più sorridenti di prima, ritorniamo alla postazione e la nostra conversazione riparte.
Mi spiega:
La cosa più interessante che può fare la poesia è cercare parole nuove, linguaggi nuovi, significati nuovi, e secondo me una buona poesia è il contrario di ciò che accade oggi nel mondo, dove molte persone hanno bisogno di sicurezze, di messaggi preconfezionati. In me invece accade il contrario, dato che non cerco sicurezza ma incertezza, e sempre.
Federico Preziosi, che in passato si è dedicato alla musica e allo studio del basso, si laurea in musicologia per intensificare al meglio le sue ricerche ma il caso della vita lo ha voluto insegnante d’Italiano, e tale disciplina lo ha aiutato ad avvicinarsi di più ai libri e alla poesia in particolare, esperienza a cui si dedica grazie alla conoscenza del poeta Armando Saveriano. Nel 2017 la sua prima raccolta di poesie, Il Beat sull’Inchiostro, inaugura il suo esordio come un autore di poetry slam, dove traspare il suo amore per la musica e dove un linguaggio forte e diretto si recita al ritmo del rap.
Passano due anni e il poeta irpino è pronto a fiondarsi in nuovi interessanti progetti e in raccolte insieme ad altri autori, che lo vedono nelle pubblicazioni in cartaceo, e on line, e dove il suo continuo confronto con l’universo di poeti lo forma nella convenzione che diventa sua: il 2019 vede l’uscita della sua nuova silloge, Variazione Madre, questa volta un lavoro originalissimo. Continua Federico Preziosi:
La caratteristica che ha questa silloge è l’immedesimazione nella donna, quindi la ricerca di parole e situazione che possano rappresentare l’universo femminile, ma non in maniera moralistica. Rappresentativa, più che altro.
Lo scopo di questo lavoro è quanto un uomo possa interagire con l’universo femminile, solo che stavolta è l’uomo che pensa, scrive e soffre già nel corpo di una donna, e l’originalità in cui ci rende partecipi noi lettori è la capacità d’immedesimarsi nella donna da parte di un uomo; la facoltà dell’uomo che potrà capire meglio le priorità di pensiero di una donna sia in momenti dolci che vendicativi, sia nella goduria del sesso che nel dolore del parto e nella responsabilità di essere madre. E la parola “madre”, appunto è forse il sostantivo chiave di tutto il libro, in quanto essere donna significa oltretutto essere ciò da cui prende forma la creazione.
Quando la luce mi scaldò i seni
Furono d’attese voragini. Non pensavo
Poter essere madre…Rifugiavo la vita
Su nel solaio, così come
Toccavo con mano le forme.
Quando Giuseppe Cerbino, nella bella prefazione al libro, parla di Flaubert che sosteneva egli stesso di essere Madame Bovary, ci inoltra nel migliore dei modi nella filosofia del linguaggio del nuovo libro di Federico Preziosi, che nella fattispecie non appare anzitutto come un invito semplice ad una lettura semplice, ma un difficile spintone nel difficile modo di riuscire a comprendere le priorità di un intelletto femminile nella molteplici forme di esistenza, intesa come nelle numerose possibilità di quanto e come possa essere spesa la vita.
Ho pensato molto a questo evento, ancor prima di scrivere il mio pensiero e ciò che state leggendo.
La soluzione alla comprensione che ho cercato non è avvenuta tanto nella poesia, che come Federico Preziosi sostiene, è sortita dal suo amore per i versi di Amelia Rosselli, a cui io aggiungerei per similitudine e per sensi di disagio anche i versi di Antonia Pozzi e Nedda Falzogher, forse un pò più dimenticate ma profondissime, delicate e sofferte.
Ho scavato nelle conoscenze e vi ho trovato similitudini nell’esordio al romanzo di Pirandello, L’Esclusa. Tale romanzo, oltre ad inaugurare un filone del grande autore siciliano che adotterà soprattutto nelle future novelle più che nei romanzi, indirizza il lettore nella complicata sequenza delle scene descritte nel libro che vengono analizzate con l’occhio neutrale del genio che le sta scrivendo. Marta Ajala, accusata ingiustamente d’adulterio, non è solo la vittima di questa storia, è la protagonista / antagonista di un qualcosa che vuole far trasparire la giustizia, che spesso non proviene né dai sistemi legislativi (dell’epoca s’intende), né nel giudizio del popolo, ambedue inquisitori spregiudicati di un essere incriminato che ha la sfortuna di essere donna allo stesso tempo.
L’esclusa pirandelliana
Marta Ajala fuggirà ma non vivrà nell’ombra della vergogna: la sua vendetta sarà la riuscita nella carriera d’insegnante, mentre il benessere della sua famiglia va in rovina dopo che il padre impazzisce all’idea della figlia adultera e abbandona la sua azienda. E neanche come Madame Bovary che termina col suicidio, piuttosto come l’Esther de La Lettera Scarlatta, o Nora de La Casa di Bambola, o Connie de L’Amante di Lady Chatterley, la donna di Federico Preziosi è un essere sì sofferente ma fortissimo, a tal punto da vincere le paure, le noie, le violenze con la cura delle parole, col pensiero che è più forte di un gesto estremo. Questa sorta di femminismo interpretato da un uomo è quanto più interessante vi possa essere affinché l’immedesimazione possa intendersi.
In sostanza non si vive d’aria
racconti in un prologo contorto.
Insicurezze fanno di prigioni
Trapunte a cui affidare
Futuri più o meno rosei, futuri
Più che altro impantanati
Che non abbiano fragori regolari.
Nora, il personaggio ibseniano de La casa di bambola, è oltremodo come Marta Ajala di Pirandello e come le molteplici donne di Federico Preziosi: un esempio di distacco dall’universo patriarcale. In sostanza è l’abbattimento (forse soltanto morale?) dei pregiudizi che ancora oggi incolpano la donna, che la riducono all’inutilità e alla vergogna; che la colpevolizzano se a seguito di una maternità possa correre il rischio di perdere il lavoro; che possano ovattare la sua intelligenza incatenata tra quattro mura con le mansioni da svolgere, i figli da crescere e i pasti da cucinare.
Ne L’Esclusa scrive Luigi Pirandello:
Non si sentiva forse ciascuno guizzar dentro, spesso, pensieri strani, quasi lampi di follia, pensieri inconseguenti, inconfessabili, come sorti da un’anima diversa da quella che normalmente ci riconosciamo? Poi quei guizzi si spengono, e ritorna l’ombra uggiosa o la calma luce consueta.
Carmine Maffei
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Manager per caso di Angela Deganis
“Manager per caso” di Angela Deganis affronta le dinamiche lavorative con umorismo e sagacia. Assieme all’autrice scopriamo che gli archetipi sono vivi e vegeti e sono nostri compagni d’ufficio, con i loro tic, la loro umanità e le loro debolezze.
Nella sezione ‘Il popolo dei manager’ incontriamo 18 sfumature di professionista, da Ponzio Pilato a scalatore, da Willy Wonka a Dittatore, da Penelope a Cassandra, da Nerd a Vulcano e Chanel.‘Vita da manager’ propone scene di vita vissuta, da cosa succede in sala riunioni alle cene di reparto. ‘Pillole di sopravvivenza’ contiene consigli pratici d’uso. ‘E tu, che manager sei?’ È il test della personalità per comprendere che lavoratore sei.
Il volume pone le basi per la coscienziosa, pacifica rivoluzione del professionista, in sit-in per una vita serena anche a lavoro. Un microcosmo nel macrocosmo della vita che racconta tanto del nostro made in Italy.Angela Deganis: chi è?
Angela Deganis, nata a Udine, dopo anni a Vittorio Veneto oggi vive a Bologna, dove ha studiato Filosofia, e ricopre il ruolo di Head of marketing & communication in una company energetica del gruppo Coop. Da quindici anni pianifica e gestisce progetti strategici di marketing e comunicazione aziendale. Ha lavorato con Mondadori Education, Mimesis, Settimo Sigillo, Franco Angeli e De Bastiani come curatrice e autrice e ha un passato da ufficio stampa e copywriter. È stata giornalista per il “Corriere della Sera” e “Il Gazzettino”.
Su LinkedIn cura il blog Vita da manager. Esercizi di management, filosofia in azienda e dintorni, controcanto della pagina Instagram @vita_da_manager.
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Bolle è il nuovo singolo di Disagio
Il tempo è al centro dello scandaglio della vita quotidiana da parte di Disagio. L’artista salernitano ci ricorda che il tempo ci sfugge di mano velocemente e che sono aggrappandoci ai ricordi di giovinezza è possibile poi compiere un passo verso il futuro. Lo scorrere del tempo è incontrollabile ma allo stesso tempo ci permette di trasformare la vita in un’avvincente avventura a zig zag tra ricordi e ispirazioni per il futuro.
L’artista descrive così il suo singolo:
Ho scritto questo brano poco prima di compiere 30 anni, nel corso del primo lockdown.
Eravamo tutti molto spaventati da quello che stava succedendo nel mondo e la situazione era davvero paradossale, sembrava la fine di tutto. Con questo brano ho permesso ai miei ricordi più intimi di emergere per darmi la forza di affrontare il futuro con consapevolezza. Pensare al me bambino, felice e spensierato, spesso, mi da la forza per affrontare le difficoltà del me adulto, scazzato e malinconico.
Disagio: chi é?
All’anagrafe Donato Ciao, classe ’90. Creativo per professione, campano, Disagio vive a Eboli in provincia di Salerno.
Ha scoperto il disagio da bambino a causa del suo cognome molto cordiale e delle battute scontate che ne derivano. Ex frontman e autore del power trio garage Hot Fetish Divas con cui ha avuto un’intensa attività live dal 2008 al 2012 nel circuito dei centri sociali italiani.
Dopo 10 anni torna a fare rumore con il moniker di Disagio. Sound tagliente, ritmiche incalzanti, testi irriverenti e spirito provocatorio per raccontare le turbe di una generazione che vive in bilico tra ciò che “era una volta” e ciò che potrebbe essere un giorno. Nella primavera del 2022 pubblica “DISAGIO. EP”, quattro brani prodotti in casa nel corso del lockdown per Walla Walla rec.Il 28 luglio 2022 pubblica il singolo “Spiaggia libera” con relativo videoclip realizzato con il patrocinio di Legambiente Campania.
Il 12 Ottobre 2022 pubblica il singolo “A caval donato” con relativo videoclip autoprodotto. Il 16 Dicembre 2022 ha pubblicato un re-edit del singolo “10 Agosto” contenuto in “DISAGIO. EP”. Da Gennaio 2023 inizia la collaborazione con l’etichetta TSCK Records.
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