Il 22 ottobre, alle 10.00, sarà firmato la seconda edizione del “Master in Management delle opere per la tutela ambientale e del verde” organizzato dall’Università di Perugia degli Studi di Perugia in collaborazione con Assoimpredia (Associazione Nazionale Imprese Difesa e Tutela Ambientale). Alla cerimonia, che si svolgerà presso la sede del rettorato Palazzo Murena – Piazza Università, 1 – alla presenza di Maurizio Oliviero, Rettore dell’Ateneo umbro, Gianluca Bartolini, Presidente di Assoimpredia.

Manager della tutela ambientale
Il Master, della durata annuale, anno accademico 2021/22, intende formare i futuri manager del green, in grado di gestire tutte le attività relative alla realizzazione e gestione delle opere di tutela ambientale e del verde pubblico e privato, in ambito urbano ed extra-urbano. L’attività didattica riserverà particolare attenzione alla normativa sull’Ambiente, sugli appalti pubblici, sui principi dell’organizzazione gestionale d’impresa, le tecniche di ingegneria naturalistica, di fitogeografia e geobotanica, la manutenzione delle specie ornamentali (dai tappeti erbosi alle alberate) e la progettazione degli spazi verdi.
Dichiara Alberto Patruno Segretario di Assoimpredia:
Si tratta di tematiche di grande attualità anche e soprattutto in vista dei progetti che il nostro Paese potrà introdurre grazie alle risorse del PNRR. Un’edizione importante che coincide con il decennale della nostra Associazione, impegnata da sempre nella difesa e nella tutela dell’Ambiente. Temi che il Covid ha messo ulteriormente in luce, evidenziando quanto sia importante.
… preservare gli spazi verdi come risorsa strategica non solo per il benessere e la sicurezza dei nostri territori e dell’ecosistema, ma principalmente per i legami che la stessa natura ha per la nostra salute di cittadini …
(estratto della Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 luglio 2020 n. 2020/2691-RSP).
L’iniziativa gode del patrocinio morale del Ministero della Transizione ecologica, di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), SNPA (Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente), AIDTPG (Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini), CONFINDUSTRIA CISAMBIENTE, ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori) ed ELCA (European Landscape Contractors Association).
You Might also like
-
Natale 2020: le nuove disposizioni ministeriali
Dopo le ipotesi che avevamo formulato, sono giunte le nuove disposizioni che riguarderanno le prossime festività di Natale 2020.
Il ritorno a scuola in presenza è previsto per il prossimo 7 gennaio 2021 al 100% per il primo ciclo e al 75% per le superiori.
Per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni, questi saranno vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio fatta eccezione per i casi di lavoro, necessità, salute e per fare ritorno presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Sarà possibile spostarsi da una Regione all’altra fino al 20 dicembre, tenendo conto le fasce di colore.
Sono vietati gli spostamenti tra Comuni a Natale, il 26 dicembre dicembre e a Capodanno, salvo per casi di lavoro, per motivi di salute o di necessità.
Si può raggiungere la seconda casa a patto che si trovi all’interno della stessa Regione di residenza ma non ci si potrà spostare il 25 e il 26 dicembre e il primo gennaio, quando sono vietati gli spostamenti fuori dal proprio Comune.
Per quanto riguarda lo shopping fino al 6 gennaio i negozi resteranno aperti tutti i giorni fino alle ore 21:00 in modo tale da diluire l’affluenza. I centri commerciali continuano a restare chiusi nel fine settimana.
Natale 2020: nuove disposizioni ministeriali
Natale 2020: le nuove disposizioni
I ristoranti saranno sempre aperti a pranzo compreso Natale, Santo Stefano, Capodanno e durante l’Epifania ma al tavolo non potranno esserci più di 4 commensali. La consegna a domicilio e l’asporto sono consentiti fino alle ore 22:00 mentre i bar e gli altri locali di somministrazione saranno aperti dalle 5:00 fino alle 18 sono nelle zone gialle.
Per quanto riguarda il pranzo e la cena di Natale è raccomandato di festeggiare solo con i familiari o i conviventi ma non è stato indicato un numero massimo di commensali.
Il coprifuoco resta invariato ed è sempre dalle 22:00 alle 5:00 del mattino seguente. A Capodanno il coprifuoco dura fino alle 07:00 del mattino.
Gli hotel potranno restare aperti ma i ristoranti presenti all’interno delle strutture resteranno chiusi la sera di Capodanno. Sarà possibile trascorrere il veglione in queste strutture restando e ordinando la cena in camera.
Gli impianti sciistici resteranno chiusi fino al 6 gennaio e si potrà ritornare a sciare dal 7 gennaio. Le crociere sono sospese dal 21 dicembre fino al 6 gennaio.
Dopo un viaggio all’estero è obbligatoria la quarantena di 14 giorni.
Le funzioni religiose della notte del 24 dicembre sono svolte in orario per permettere ai fedeli di tornare a casa prima del coprifuoco. Durante la giornata del 25 dicembre verranno celebrate più messe per evitare assembramenti.
Fino al 15 gennaio si potranno svolgere solo incontri e gare di alto livello. Resta sempre concessa l’attività sportiva e motoria individuale a patto che si rispettino le distanze interpersonali.
Cinema e teatri restano chiusi per la durata delle festività.
Ecco le nuove disposizioni per questo Natale 2020.
-
Covid-19 in Irpinia: nuovi 40 tamponi naso-faringei sono risultati positivi
Dagli ultimi tamponi naso-faringei effettuati in Irpinia, 940, sono risultati positivi al Covid-19 nuovi 40 casi.
nuovi aggiornamenti sui casi positivi in Irpinia
I risultati pervenuti dall’ASL di Avellino sono i seguenti:
- 1 residente nel comune di Aiello del Sabato
- 1 residente nel comune di Andretta
- 1 residente nel comune di Ariano Irpino
- 2 residenti nel comune di Atripalda
- 3 residenti nel comune di Avellino
- 1 residente nel comune di Cervinara
- 3 residenti nel comune di Cesinali
- 5 residenti nel comune di Contrada
- 1 residente nel comune di Forino
- 1 residente nel comune di Grottaminarda
- 1 residente nel comune di Grottolella
- 3 residenti nel comune di Mercogliano
- 1 residente nel comune di Monteforte Irpino
- 1 residente nel comune di Montoro
- 1 residente nel comune di Mugnano del Cardinale
- 1 residente nel comune di Parolise
- 1 residente nel comune di Rotondi
- 3 residenti nel comune di Santo Stefano del Sole
- 1 residente nel comune di Serino
- 1 residente nel comune di Sirignano
- 4 residenti nel comune di Solofra
- 1 residente nel comune di Sperone
- 1 residente nel comune di Tufo
- 1 residente nel comune di Villanova del Battista
-
Maria Morgante replica alle illazioni infondate fatte circolare su una ipotetica chiusura delle unità del Frangipane
Sarà la cattività cui siamo obbligati a vivere in queste settimane che fa perdere il lume della ragione, sarà che in molti cercano di guadagnare la credibilità mai avuta e forse persa nei precedenti mandati e in vista delle prossime elezioni ma fatto sta che si sta dando adito a cialtronerie di ogni sorta, oggi più di ieri.
L’ultima che ha provocato non pochi turbamenti, vista l’emergenza che stiamo vivendo, riguarda una ipotetica voce che ipotizzava, dando per certo, lo smantellamento di alcune unità operative del Frangipane.
Ospedale Frangipane di Ariano Irpino
Maria Morgante, direttore generale dell’ASL di Avellino, ha deciso di replicare a queste illazioni scrivendo:
Ho letto il documento sottoscritto dagli ex Consiglieri Comunali di Ariano Irpino e, pur ritenendolo non corretto in alcuni suoi punti, mi sento di condividerne lo spirito: quello di provare a tenere unita una comunità in una fase così difficile e delicata, con l’intento di invogliare tutti, ASL compresa, a fare meglio.
Quello che però non può essere tollerato è che qualcuno dica bugie di sana pianta: il Frangipane non sarà smantellato e non perderà le sue unità operative a vantaggio di non si sa quali plessi e per quali oscure logiche. Come ho dichiarato già il 24 marzo scorso, l’Ospedale Frangipane si sta attrezzando col maggior numero di posti letto di Terapia intensiva e sub intensiva, anche grazie alle tante donazioni che ci stanno arrivando dai cittadini e dagli imprenditori irpini, per provare a salvare la vita innanzitutto degli arianesi, degli irpini e dei pazienti provenienti da fuori provincia, contagiati dal Covid-19.
Lo stesso governatore De Luca, nella lettera inviata al Governo Nazionale, ha sottolineato gli enormi sforzi che si stanno facendo, con migliaia di operatori impiegati in tutta la Regione, per poter reggere l’urto dell’emergenza:
“Dopo aver creato decine di posti letto nuovi per la terapia intensiva, rischiamo di non poterli utilizzare per mancanza di forniture essenziali: zero ventilatori polmonari, zero mascherine P3, zero dispositivi medici di protezione.”
Adesso fronteggiare l’emergenza Covid-19, soprattutto per la comunità di Ariano Irpino, è la priorità.
Questa difficile sfida va affrontata con la struttura e il personale dell’Ospedale a disposizione che, tra l’altro, è stato aumentato e che, a dispetto delle infondate insinuazioni, opera con tutti i Dispositivi di sicurezza, nonostante si registrino carenza di forniture su tutto il territorio nazionale.
Per quanto concerne i tamponi al personale dell’ASL e dei Presidi Ospedalieri, essi vengono eseguiti allo stesso modo e sulla scorta degli indirizzi unitari forniti dalla Regione, sia al personale del Frangipane che a quello di altri plessi.
Chi sostiene il contrario, dice il falso e, se quanto da me affermato non dovesse trovare riscontro nella realtà, invito chi, anche sul proprio profilo social, fa tali affermazioni, a denunciare fatti e persone all’Autorità Giudiziaria, altrimenti è il caso di tacere e non alimentare polemiche strumentali.
Ad ogni modo, l’ASL di Avellino, di propria iniziativa, ha provveduto all’acquisto dei test rapidi – che saranno disponibili a giorni- da destinare al personale.
Per quanto riguarda i tamponi a domicilio, l’ASL di Avellino è stata tra le prime ad attivare il servizio – che viene effettuato da ben due squadre sul territorio di competenza- garantendo numerosi prelievi giornalieri e la relativa trasmissione al laboratorio dell’Azienda Moscati.
Pertanto, non posso non rimanere dispiaciuta nel registrare il comportamento superficiale di chi, forse alla ricerca di una visibilità perduta, insinua cose non vere, nel bel mezzo di una fase emergenziale: non si soffia sul fuoco delle paure di una popolazione che vive una fase di difficoltà.
Da questo momento difficile -confidando nel fatto che le istanze rivolte dal Governatore della Campania al Governo Nazionale vengano accolte – ne usciremo insieme, rimanendo uniti e grazie al lavoro, alla serietà e ai sacrifici della comunità di Ariano Irpino, cui mi sento di appartenere, e soprattutto grazie all’Ospedale Frangipane.
Maria Morgante, con molta probabilità ha risposto ad un documento unitario sottoscritto da: Enrico Franza, Raffaela Manduzio, Generoso Cusano, Emerico Maria Mazza, Antonio Della Croce, Luca Orsogna, Domenico Gambacorta, Giovannantonio Puopolo, Filomena Gambacorta, Federico Puorro, Pasquale Puorro, Carmine Grasso, Carmine Ruggiero, Maio Iuorio, Ettore Zecchino e Giovanni La Vita.
Il documento unitario è indirizzato al Presidente della Regione Campania, alla Protezione Civile, al Prefetto, al Commissario Prefettizio e al Direttore Generale ASL e afferma quanto segue:
La comunità arianese, attraverso i sottoscrtti rappresentanti, intende anzitutto esprimere il cordoglio per le vittime, la solidarietà ai malati ed il ringraziamento a sanitari, volontari e Forze dell’ Ordine che tanto si stanno impegnando in queste ore tristi e convulse.
Non abbiamo alcuna volontà polemica, chiediamo soltanto una considerazione adeguata alla peculiare gravità della condizione della Città, sollecitati da appelli drammatici che arrivano da cittadini esposti a rischio che non si sentono abbastanza tutelati.
La situazione di anomala estensione del contagio da Coronavirus (Covid-19) nella nostra città, che ha giustificato l’emissione dell’ordinanza n.17 in data 15 marzo 2020 del Presidente della Regione, richiede – a nostro avviso- da parte delle autorità un’attenzione particolare che tenda a riportare tale situazione nell’alveo della ordinarietà regionale, laddove invece ad Ariano Irpino e nell’arienese continuano a registrarsi percentuali di positivi, in rapporto ai residenti, analoghe soltanto a quelle registrate nelle più martoriate province della Lombardia.
Ad Ariano i positivi rappresentano circa lo 0,3% della popolazione, in provincia di Napoli siamo allo 0,016%; grosso modo, venti volte in più!
Le ragioni poste a base di quella ordinanza richiedono che all’interno della zona interdetta a qualsiasi spostamento si adottino misure ulteriori, dando priorità – anche rispetto a territori meno colpiti – all’approfondimento delle indagini epidemiologiche, alla piena e pronta funzionalità dei mezzi di soccorso, all’estensione della esecuzione di tamponi a tutti i sanitari ed alle persone venute in contatto con i malati, alla fornitura di adeguati dispositivi di protezione a tutti gli addetti ai servizi di pubblica utilità, a cominciare dall’ospedale.
Npn è egoismo campanilistico, ma la logica conseguenza di un provvedimento straordinario cui devono conseguire comportamenti non ordinari.
In tale ottica, la zona Covid-19 allestita nell’ospedale di Ariano Irpino dovrebbe essere almeno in parte riservata ai residenti nel territorio di ordinaria utenza dell’ospedale stesso: i dati statistici fanno presumere una maggiore richiesta proveniente da questo territorio e sarebbe opportuno limitare al massimo la mobilità degli infetti, sia in entrata che in uscita.
Inoltre, va garantito un minimo di funzionalità dell’ospedale per gli utenti che hanno bisogno di cure non legate all’emergenza da Coronavirus, garantendo percorsi superati e sicuri ai pazienti ed oncologici.
Ad Ariano Irpino non vi è stato alcun particolare comportamento irresponsabile, né tantomeno nessuno si è sottratto ai propri doveri. La disciplina e la compostezza che stiamo dimostrando, di cui ha dato atto il Commissario Prefettizio, richiedono adeguate risposte.
Una volta chiuso il territorio perché presenta una situazione eccezionale; ma finora di eccezionale vi è soltanto l’atteggiamento della popolazione. Si diffonde la percezione di abbandono: invitiamo le istituzioni tutte a svolgere il proprio ruolo fino in fondo.
Di quest’ultimo documento riportato mi tocca una frase, con cui sono d’accordo: finora di eccezionale vi è soltanto l’atteggiamento della popolazione.
Ritengo, a fronte dell’emergenza che tutti stiamo vivendo e in particolar modo i cittadini arianesi perché più colpiti da contagio, se siano opportuni questi interventi in veste ufficiale da parte di una categoria politica che, quando ha avuto l’occasione di sedersi sulle poltrone, invece di dimostrare l’unità e la compatezza di cui si parla sopra ha prodotto come unica conseguenza il commissariamento della città.
Ora non volendo fare polemica perché non è tempo di polemiche (e cito altre parole riportate in questo documento e in altri), non sarebbe il caso di evitare speculazioni, cavalcando questo momento così delicato, evitando di fare una sorta di propaganda politica in vista delle prossime elezioni? Non sarebbe più dignitoso esprimersi a nome di singoli cittadini e non a nome di vecchie cariche che ora non ci sono più?
Per chiudere, ovviamente senza polemiche, riporto un post che condivido pienamente scritto da un cittadino arianese:
Trovo inadeguati ed inefficienti gli appelli, i consigli, i tentativi di fare da tramite dei nostri ex Consiglieri comunali. Hanno dimostrato una grande irresponsabilità nel far prevalere i propri interessi al bene della comunità. Ora, da decaduti, vorrebbero svolgere il compito del buon padre di famiglia che chiede al figlio di ascoltare i consigli, dopo averlo ignorato per una vita intera.
Posso capire ed apprezzare le buone intenzioni ma l’incoerenza no, quella no.
In questo momento sarebbe stato fondamentale avere un Sindaco, una Giunta e un Consiglio Comunale, allora avrebbe avuto un senso vedere i politici uniti e compatti lavorare insieme e dare il meglio di sé.
Ora abbiamo un’estranea facente veci, un ospedale nel caos, un territorio abbandonato a se stesso, nessuna voce in capitolo, nessuno che tuteli gli interessi della nostra città, in un momento storico che sarà tristemente riportato su tutti i libri di storia di ogni Nazione.
La vocazione di fare il politico per il bene comune o ce l’hai sempre o non ce l’hai e, se ce l’hai, la dimostri annullando le tue ambizioni personali, proprio come fa il buon padre di famiglia.
5 comments on Manager della tutela ambientale: parte la seconda edizione del master
Comments are closed.