La Maturità quest’anno dovrebbe svolgersi in modo diverso dagli anni precedenti con la discussione dell’elaborato inerente le discipline di indirizzo, discussione di un breve testo per quanto riguarda lo studio della lingua e della lettura italiana, all’interno del programma previso per il quinto anno.
Per quanto riguarda la discussione orale, che sarà in presenza, la durata massima per ciascun colloquio sarà di un’ora.
Qualora dovessero cambiare le condizioni epidemiologiche e qualora le autorità competenti stabiliscano nuove disposizioni, il colloquio orale potrebbe svolgersi in videoconferenza.

Cambiano i parametri per la Maturità
La prova dell’esame di maturità potrà valere fino ad un massimo di 40 punti mentre il peso dei crediti complessivi verrà valutato fino ad un massimo di 60 punti. Il minimo per raggiungere il diploma sarà 60/100.
Gli studenti dovranno dimostrare di possedere anche conoscenze relative a Cittadinanza e Costituzione.
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Trame: il video ufficiale degli E.Versi, la band irpina che fonde jazz ed elettronica
Trame è il nuovo video degli E.Versi, uscito da poche settimane sul canale YouTube.
Gli E.Versi sono una band irpina composta da: Domenico Cipriano (poeta), Carmine Cataldo (trombettista) e Fabio Lauria (tastierista). Il loro è un progetto che fonde il sound minimale dell’elettronica al suono graffiante e senza tempo del jazz insieme alle parole in versi. Non è il classico poetry slam ma lo si può definire jazz-poetry.
Trame è il nuovo video ufficiale della band composto di poesia con testi di contenuto, di qualità e di attualità dal sound attuale, ricercato e contemporaneo che fonde il jazz con l’elettronica.
Il risultato del progetto è sofisticato e curato e, soprattutto, dai testi si intravede non solo amore per la musica ma un costruttivo attacamento alla comunicazione dato dall’utilizzo ponderato e sapiente di poche parole, che hanno il potere di catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore.
Trame è stato interpretato in forma visiva dalla performer Lisa Scarabello, che dà movimento alle parole di Domenico Cipriano con la sinuosità dei movimenti, reinterpretando e accompagnando le sonorità del brano.
La band irpina
Trame: testo
Cresce dentro
questo senso di colpa
per ogni evento della storia
per ogni violenza degli uomini o della natura
Dovrei non vivere le piccole gioie quotidiane
perché le vedo sottratte agli altri
ai colpiti di ogni evento
ogni giorno
sotto la polvere di cemento
sotto il disfacimento della grazia
E un brivido mi percorre
una formica fuori stagione
che si muove lungo il corpo
partendo dalla mente
simulando
un’onda dalla ferocia disarmante
Ora che tutto è il calmo ma
il mondo è più vicino negli schermi
ci riconosciamo
in ogni trama
anche quando non conviene
Isole sospese: il video
Isole sospese è il primo video degli E.Versi uscito nei giorni in cui si era appena scatenata la pandemia.
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100 Castelli da conoscere in Campania
100 Castelli da conoscere in Campania è un viaggio fotografico e narrativo tra grandi e piccole fortificazioni, da quelle più conosciute alle più nascoste, disseminate nella regione.
Cento castelli per sognare, per ritornare bambini, quando i castelli erano nelle fiabe e nei giochi d’infanzia, ma anche occasione per rivivere e immaginare le vicende medievali che portarono alla loro costruzione e che li videro testimoni di guerre, distruzioni, invasioni di popolazioni che si succedettero, storie di nobili dinastie.In questo suo ottavo libro Roberto Pellecchia ha scelto i castelli medievali della Campania che, per il loro aspetto, stato di conservazione o particolare storia, maggiormente emozionano e riportano la mente a quelle epoche lontane.
Racconta l’autore:
I castelli della Campania erano in realtà molti di più ma una parte venne distrutta già in epoche remote, andando talvolta persa anche la memoria storica, e quelli che sono rimasti non hanno avuto vita facile.
Il continuo mutare delle dominazioni nell’Italia meridionale, nonché il verificarsi di frequenti terremoti, mise a dura prova la sopravvivenza di quasi tutti i castelli che, nel corso dei secoli, vennero distrutti, ricostruiti, rimaneggiati o abbandonati del tutto, a seconda delle necessità e delle risorse economiche dei feudatari e della popolazione.
In origine i castelli medievali avevano una funzione prevalentemente militare, difesi da mura e torri, con un mastio che rappresentava il luogo di difesa estrema.
Con la comparsa delle armi da fuoco molti castelli divennero inadatti a resistere ai colpi delle bombarde, per cui furono oggetto di importanti ristrutturazioni per opera di ingegneri militari che si prodigarono nel progettare strutture sempre più resistenti.
Gradualmente, tuttavia, i castelli non riuscivano più a soddisfare le esigenze militari dei secoli precedenti e nella gran parte dei casi vennero adattati a dimore gentilizie o semplicemente abbandonati perché i nobili preferirono andare ad abitare in nuovi palazzi baronali a valle, meno spartani e di più moderna concezione.Spiega Pellecchia:
Tutto questo si traduce nella condizione estremamente eterogenea dei castelli al giorno d’oggi, aggravata spesso dallo scarso interesse per la tutela del patrimonio storico manifestata da molte amministrazioni locali o, semplicemente, dalla mancanza di fondi pubblici per i necessari interventi.Oggi il panorama spazia da castelli del tutto scomparsi o ridotti a ruderi evanescenti, a castelli diroccati, trasformati e riutilizzati per nuove funzioni o restaurati in epoca recente. Dal punto di vista della fruizione turistica la situazione è altrettanto variegata perché, purtroppo, non tutti i castelli sono accessibili.
In alcuni casi lo stato di conservazione è talmente precario che la visita è interdetta per motivi di sicurezza, in altri si tratta di beni privati e i proprietari non consentono l’accesso, oppure appartengono alle amministrazioni locali che talvolta non dispongono delle risorse per renderli fruibili.
Nonostante queste considerazioni, anche attraverso il patrimonio castellare, la Campania si rivela ancora una volta una regione ricca di sorprese e densa di beni monumentali, da tutelare senz’altro meglio, ma allo stesso tempo da meritare una giusta ed entusiastica attenzione.Conclude:
Scegliere cento castelli tra tutti quelli presenti nella regione non è stato semplice. La selezione è stata condotta in ragione di alcuni criteri oggettivi e anche di alcuni criteri soggettivi spiegati nell’introduzione del testo.
Alla fine, il volume è stato realizzato per chi ancora si emoziona nel vedere un castello, per chi a tale visione si abbandona ai ricordi e alla fantasia, per chi magari ha voglia di conoscere, attraverso le immagini e qualche breve nota storica, la parte più corposa e più rappresentativa di questo grande patrimonio campano, i cento castelli che sono l’oggetto di questa pubblicazione.
100 castelli da conoscere in Campania, volume di ben 208 pagine con oltre 300 immagini tutte realizzate dall’autore, sarà in edicola al costo di 10 euro a partire da giovedì 6 aprile.
I 100 castelli del libro di Roberto Pellecchia
Provincia di Napoli
1 Napoli – Castel dell’Ovo
2 Napoli – Castel Capuano
3 Napoli – Castel Nuovo
4 Napoli – Castel Sant’Elmo
5 Acerra
6 Anacapri – Castello Barbarossa
7 Bacoli – Castello di Baia
8 Capri – Castello di Castiglione
9 Castellammare di Stabia – Castrum ad mare
10 Ischia
11 Lettere
12 Massa Lubrense – Castello dell’Annunziata
13 Nola – Castel CicalaProvincia di Avellino
14 Ariano Irpino
15 Avella – Castello di San Michele
16 Bagnoli Irpino – Castello di Cavaniglia
17 Bisaccia
18 Calabritto – Borgo Castello di Quaglietta
19 Calitri
20 Cervinara – ’O Castellone
21 Gesualdo
22 Grottolella – Castello Macedonio
23 Lauro – Castello Lancellotti
24 Manocalzati – Castello di San Barbato
25 Melito Irpino – Castello di Melito Vecchia
26 Monteforte Irpino
27 Montella – Castello del Monte
28 Montemiletto – Castello della Leonessa
29 Monteverde – Castello Sangermano
30 Montoro Inferiore
31 Rocca San Felice
32 S. Martino Valle Caudina – Castello Pignatelli
33 Summonte
34 Taurasi
35 Torella dei Lombardi – Castello Ruspoli
36 Volturara Irpina – Castello di San Michele
37 Zungoli – Castello dei SusannaProvincia di Benevento
38 Benevento – Rocca dei Rettori
39 Airola
40 Apice vecchio – Castello dell’Ettore
41 Casalduni
42 Ceppaloni – Castello Pignatelli
43 Circello
44 Faicchio
45 Gioia Sannitica
46 Guardia Sanframondi
47 Limatola
48 Montesarchio
49 Morcone
50 Pontelandolfo
51 Puglianello
52 S. Salvatore Telesino – Castello SanframondoProvincia di Caserta
53 Caserta – Castello di Caserta Vecchia
54 Alvignano
55 Arienzo
56 Caiazzo
57 Calvi Risorta – Castello di Calvi Vecchia
58 Capua – Castello delle Pietre
59 Castel Morrone
60 Francolise
61 Letino – Santuario della Madonna del Castello
62 Maddaloni
63 Mignano Montelungo – Castello Fieramosca
64 Mondragone – Rocca Dragonis
65 Pietravairano
66 Prata Sannita – Castello Pandone
67 Riardo
68 Rocca d’Evandro
69 San Felice a Cancello – Castello del Matinale
70 Sant’Angelo di Alife – Castello di Rupecanina
71 Sessa Aurunca
72 Vairano Patenora – Castello d’AvalosProvincia di Salerno
73 Salerno – Castello di Arechi
74 Agropoli
75 Battipaglia – La Castelluccia
76 Buccino
77 Caggiano
78 Camerota
79 Camerota – Castel Montelmo
80 Campagna – Castello Gerione
81 Capaccio – Castello di Capaccio Vecchia
82 Castelnuovo Cilento
83 Castellabate
84 Cava de’ Tirreni – Castello di Sant’Adiutore
85 Eboli – Castello Colonna
86 Laviano
87 Lustra – Castello di Rocca Cilento
88 Maiori – Castello di San Nicola di Thoro Plano
89 Mercato San Severino
90 Nocera Inferiore
91 Olevano sul Tusciano – Castrum Olibani
92 Oliveto Citra – Castello Guerritore
93 Perdifumo – Palazzo Vargas di Vatolla
94 Roccadaspide
95 Sala Consilina
96 S. Cipriano Picentino – Castello di Montevetrano
97 S. Marina – Castello di Policastro Bussentino
98 Sicignano degli Alburni – Castello Giusso
99 Teggiano – Castello Macchiaroli
100 Valva – Villa D’AyalaAl momento 100 Castelli da conoscere in Campania sarà distribuito in provincia di Salerno e, nei prossimi mesi, anche nelle altre province della Campania.
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Celzi di Forino è un popolo raffinato: sold out per Sal Da Vinci
Lo scorso sabato c’è stato il sold out a Celzi di Forino. Sul palco un Sal Da Vinci, che ha celebrato l’amore, quello vero e duraturo, con uno spettacolo di oltre 50 minuti. Il suo live ha infuocato la piazza della frazione di Celzi.
il cantante partenopeo
I festeggiamenti a Celzi di Forino, da sempre, si caratterizzano per una grande passione, coesione , compatezza di uomini e donne che fanno di questa occasione un momento di aggregazione forte, tanto da poter affermare Celzi di Forino è un popolo.
La tradizione si distingue grazie a Capitano, Alfonsino, Robero, Lucio e tutte le nuove leve di cui misconosciuti i nomi da parte della scrivente, solo per una questione di età generazionale differente. A loro va un grande grazie , anche per la scelta giusta del cantautore partenopeo che ha saputo con la sua performance, far comprendere che l’amore è il motore di tutto, e i ragazzi di Celzi di Forino.
Quest’amore per la loro terra non lo nascondono, lo offrono senza remore, sicuri di poter essere un anello duraturo per una Forino di qualità. L’attesissimo Ciuccio di Fuoco a conclusione della processione di S. Anna poi vista dal drone ha incantato gli spettatori che sono soliti seguire questo rito con fede, devozione e dedizione.
Comitato Festa Celzi di Forino
Come ha dichiarato il Comitato festa di Celzi di Forino:
Sono stati mesi di lavoro intenso, senza tregua, ma ne è valsa la pena. Vedere Celzi piena di gente è stata una vittoria per noi del comitato festa.
Un Comitato festa che con l’animazione Colibry di Ilenya e Nataly ha portato i più piccini a rallegrare il corso principale con il loro entusiasmo e la loro genuità. Scommetto che terminata la festa, sono già pronti ad organizzare la prossima e chissà qualche anteprima non ci venga annunciata tra qualche mese.
16 comments on Maturità ai tempi del Covid-19: discussione in presenza e durata limitata del colloquio
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