Nico Desideri il 18 settembre, domani, si esibirà live presso il Gold Hotel di Marcianise in occasione della chiusura della campagna elettorale per le prossime Regionali in Campania in cui Luigi Pergamo, candidato con PRI Lega per l’Italia per le circoscrizioni di Caserta e Provincia – Napoli e Provincia insieme agli rappresentanti della lista terranno l’ultimo dibattito con i loro sostenitori.
L’entrata è gratuita ma l’accesso sarà consentito nel rispetto delle norme di contenimento previste e in vigore.
Il concerto di Nico Desideri inizierà alle 21:00.
Nico Desideri: biografia
Nicola Iadicco, in arte Nico Desideri, nasce a Marcianise nel 1970. All’età di sei anni inizia a cantare per gioco, partecipando a diversi concorsi canori. Ben presto il canto iniziato per gioco diventa un lavoro.
Nel 1992 incide il suo primo album Amore…cocco… cola e melodia.
Nel 2000 con l’incisione di Non cambierò la sua popolarità arriva all’apice, facendolo diventare un’artista conosciuto in tutta Italia.
Rieccomi è il nome del suo ultimo lavoro discografico.
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Anteprima VitignoItalia 2023: numeri da record
Ha registrato numeri da record la diciottesima edizione di Anteprima VitignoItalia, con biglietti andati esauriti ben prima della data di quella che è ormai da tempo tra le iniziative dedicate al vino più apprezzate dal pubblico degli appassionati e dagli addetti ai lavori. Circa 100 le aziende presenti alla degustazione che ha avuto luogo nei saloni dell’Hotel Excelsior, splendida struttura con vista sul golfo di Napoli. 500 le etichette a raccontare le tipicità dei tanti terroir italiani. Massiccia la presenza di cantine campane ma tantissimi anche i “campioni” provenienti dalle zone più vocate, dalle Langhe a Montalcino, dall’Alto Adige all’Etna, senza dimenticare la presenza di importanti consorzi come Prosecco DOC, Friuli DOC e Roma DOC, a ribadire la rilevanza raggiunta dalla manifestazione.
Sottolinea Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia:
Anteprima VitignoItalia non è nato come spin off della manifestazione di maggio ma come iniziativa in qualche modo autonoma. La collocazione temporale, a ridosso delle festività natalizie, ne fa un appuntamento molto apprezzato dagli operatori di settore ma che non perde la sua connotazione di tappa obbligata per i winelover. A questo abbiamo aggiunto, in particolare in questa edizione, una parte convegnistica in grado di affrontare tematiche di estremo interesse per i diversi player del settore.
In tal senso va letto il convegno che ha aperto la giornata “In & Out – Enoturismo + Export = il successo del vino italiano”. L’incontro, moderato da Giorgio Dell’Orefice, giornalista de IlSole24Ore, ha visto la partecipazione di Nicola D’Auria, Presidente del Movimento Turismo del Vino, Gabriella Migliore, funzionaria ICE Londra, Leandro Sansone, Responsabile Territorial Development per il Sud di UniCredit, Luciano Pignataro, prestigiosa firma del giornalismo di settore e Nicola Caputo, Assessore agricoltura Regione Campania. L’incontro ha offerto interessanti dati e prospettive sulla situazione del turismo enogastronomico italiano e dell’export del vino. Due asset fondamentali nell’ambito dell’economia nazionale, che da tempo registrano numeri straordinari.
Sul fronte del turismo enogastronomico importante l’intervento di Nicola D’Auria, che ha ribadito come il vino per primo in Italia abbia colto l’opportunità di sviluppare un discorso turistico tematico. In tal senso la visione avuta trent’anni fa da alcuni imprenditori del settore, prima fra tutti Donatella Cinelli Colombini, ha certamente contribuito a sviluppare un discorso che oggi vede impegnate nel Movimento Turismo del Vino ben 800 cantine di tutte le regioni italiane. Sull’importanza dell’aspetto enogastronomico del turismo si è espresso anche Luciano Pignataro, che ha evidenziato come i prodotti e le eccellenze agroalimentari dei territori, siano un biglietto da visita che il turista ricerca costantemente. Stimolante il contributo di Leandro Sansone che ha presentato il progetto Made4Italy: un nuovo plafond di 5 miliardi per il prossimo triennio in Italia per stimolare il fare rete sui territori e sostenere un sistema integrato tra turismo e agricoltura per valorizzare i territori italiani.
Sull’Export è intervenuta Gabriella Migliore, funzionaria ICE Londra, che forte dell’esperienza maturata durante il periodo della Brexit, ha rilevato come sia sempre più importante, soprattutto per le piccole e medie imprese italiane, riuscire a contestualizzare il proprio lavoro sul Paese in cui intendono operare ma si è anche soffermata su come in UK l’appeal dei vini italiani risulta in importante crescita.
Concetti ripresi anche dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, il quale dopo un approfondimento sul felice momento turistico vissuto da Napoli e dall’intera regione, ha ribadito alcuni temi come l’importanza di una denominazione regionale, più facilmente ‘’vendibile’’ anche all’estero.
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Festival di Cannes rinviato a data da destinarsi
Il Festival di Cannes previsto dal 12 al 23 maggio è stato rinviato a data da destinarsi a causa dell’emergenza Covid-19.
Le ipotesi darebbero come probabili i mesi tra fine giugno e inizio luglio 2020.
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Borghi e centri storici abbandonati in Campania
43 storie, 30 paesi, 13 centri storici, cinque province, 225 immagini. Sono questi i numeri che compongono l’ultimo libro firmato da Roberto Pellecchia.
Di origini austriache, l’autore vive e lavora a Salerno, dove esercita da 35 anni la professione di medico. Fotografo e instancabile viaggiatore, ha all’attivo 6 pubblicazioni di successo legate ai territori.
“Borghi e centri storici abbandonati in Campania” prende in esame quei luoghi che sono stati abbandonati nel corso degli ultimi mille anni e di cui esistono ancora rovine ben leggibili: ruderi, paesi o nuclei storici interi.
Il tema centrale si sviluppa intorno al momento dell’abbandono e ai motivi dello stesso. In taluni casi si tratta di catastrofi naturali, eventi bellici, pestilenze, ma anche abbandoni spontanei e progressivi, causati dalle condizioni disagevoli che le piccole comunità dovevano affrontare per viverci, non più compatibili con gli standard di vita contemporanei.
Numerosi sono gli aneddoti riguardanti sia gli ultimi abitanti che vi vissero, sia l’epoca in cui questi paesi erano vitali.Mentre alcuni di questi, come Roscigno Vecchia, Romagnano al Monte, San Severino di Centola, Apice Vecchio, sono ben conosciuti e meta di visitatori e curiosi, altri stanno scomparendo dalla memoria o dalla sfera del patrimonio storico e culturale.
Eppure, si tratta di luoghi della memoria meritevoli di una valorizzazione turistica con dignità di veri e propri santuari delle comunità, le cui generazioni li popolarono nei secoli.Spiega Roberto Pellecchia nell’intensa prefazione del libro.Il luogo in cui si nasce crea delle radici talmente profonde da tenere legate le persone per tutta la vita e, anche quando se ne vanno, prima o poi sentono il bisogno di tornarci. Per questo motivo ho sempre pensato che in ogni paese abbandonato vi sia il segno della sconfitta dell’uomo da parte di un nemico molto potente, talmente potente da soffocare per sempre quella tenacia che ha spinto ogni popolazione a costruire insediamenti in ogni parte del mondo, anche nelle aree più estreme e inospitali. (…) Perché un paese non è solo un insieme di case, un luogo dove le persone vivono. È, piuttosto, la radice profonda a cui sentiamo di appartenere, che ci accomuna per vicende storiche, per legami di parentela e vincoli di amicizia, che ci identifica grazie a una determinata inflessione dialettale e per modi di dire legati alla storia e al paesaggio. Sono le basi di quel senso di comunità che permette di percepire il posto in cui si è nati, o in cui si abita da tanto tempo, come un rifugio unico e un luogo da amare.Le 43 storie narrano le vicende di 30 paesi e 13 centri storici completamente disabitati sparsi tra le cinque province della Campania, con l’intento di attirare sempre di più l’interesse verso queste realtà abbandonate ricche di fascino, ma implicitamente anche verso numerosi piccoli centri che rischiano lo spopolamento totale nel nostro presente.La pubblicazione raggiungerà le edicole di tutta la Campania in diverse date. Dal 18 marzo sarà disponibile in tutte le edicole della provincia di Salerno, in abbinamento al quotidiano La Città di Salerno, e lo resterà fino a fine aprile.
Per il resto d’Italia è possibile ordinare il libro e richiedere informazioni sulla distribuzione scrivendo una e-mail a borghiabbandonati@libero.itBorghi e centri storici abbandonati in Campania
Le località di “Borghi e centri storici abbandonati in Campania”
Provincia di Napoli: Rione Terra – Pozzuoli.
Provincia di Salerno: Casale Pamponii (Olevano sul Tusciano), Castellammare della Bruca (Ascea), Marina di Furore, Romagnano al Monte, Roscigno Vecchia, Sacco Vecchio, San Giovanni del Tresino, San Nicola di Centola, San Severino di Centola vecchio, Sorbo (Montecorvino Pugliano).
Provincia di Caserta: Caianello Vecchio, Calvi Vecchia, Casignano (Carinaro), Centora (Trentola-Ducenta), Cerquarola (Roccamonfina), Cese Vecchio (Roccamonfina), Croce (Rocchetta e Croce), Formicola di Mastrati (Pratella), Friano (Aversa), Marzanello Vecchio (Vairano Patenora), Matteoli (Sessa Aurunca), Pietramelara, Rocciano (Giano Vetusto), San Felice Vecchio (Pietravairano), San Pietro Infine, Vairano Patenora.
Provincia di Avellino: Aquilonia Vecchia, Borgo-castello di Calitri, Civita di Ogliara (Serino), Conza della Campania, Melito Vecchia (Melito Irpino), Montecalvo Irpino, Quaglietta (Calabritto), Roccabascerana, Senerchia
Provincia di Benevento: Apice Vecchio, Castelpoto Vecchio, Cerreto Antica (Cerreto Sannita), Circello, Limata (San Lorenzo Maggiore), Paduli, Tocco Vecchio (Tocco Caudio).
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