Avvicinare l’economia alla vita reale, affrontare i cambiamenti sociali con parole semplici. È questo lo spirito di #Populeconomy: l’economia per le persone e non per le élites finanziarie, libro scritto dal segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, presentato nell’auditorium della Camera di Commercio di Avellino.
“Alle persone normali – sottolinea Paolo Capone- interessa come sta un paese, come può migliorare il suo stato di benessere. E lo stato di benessere di un paese non si può misurare con il Pil, si misura con quanti poveri in meno abbiamo, con quanta ricchezza riusciamo a ridistribuire e con quanta capacità produttiva riusciamo a far diventare il nostro paese un posto migliore di quello che abbiamo ereditato. Vale per l’Italia e per l’Europa”.
All’interno del saggio, con prefazione di Matteo Salvini, si affrontano tutte le sfide del presente, in particolare quelle legate allo sviluppo e alla crescita occupazionale, e forte è la critica alle politiche di austerità. Per raggiungere l’obiettivo secondo il leader sindacale è necessario però cambiare rotta, virare.
“In questo scenario -conclude il segretario Ugl- il ruolo del sindacato è fondamentale. Tutto il movimento sindacale deve recuperare la capacità di proporre visioni nuove con l’obiettivo di valorizzare il tessuto imprenditoriale dell’Italia e restituire dignità al lavoro”.
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La richiesta crescente di tamponi sta mettendo a dura prova l’ASL
Vincenzo Alaia , lo scorso 30 agosto, aveva scritto una lettera aperta a Vincenzo De Luca che lo esortava a prendere provvedimenti per autorizzare i laboratori privati nell’effettuare tamponi faringei per agevolare le ASL e gli ospedali.
La situazione anticipata nei mesi precedenti da Vincenzo Alaia rispecchia pienamente ciò che sta accadendo ora poiché la richiesta crescente di tamponi crea non poche difficoltà alle strutture autorizzate che effettivamente sono attrezzate per poter effettuare questo tipo di esame specifico.
Intanto vi riportiamo la lettere di Vincenzo Alaia indirizzata a Vincenzo De Luca e datata 30 agosto 2020.
Vincenzo Alaia: la lettera aperta indirizzata a Vincenzo De Luca
Stimato Presidente,
la richiesta crescente di tamponi per accertare la presenza del Covid-19 sta mettendo in affanno l’Azienda Sanitaria Locale e i laboratori pubblici come il Moscati. Si pone l’esigenza, pertanto, anche in vista della riapertura delle scuole, di autorizzare i laboratori privati affinché possano anch’essi effettuare tale procedura diagnostica. Circostanza, questa, che non solo consentirebbe all’ASL di agire più agevolmente, ma anche ai cittadini di evitare lunghe attese per l’esame e per l’esito.
Abbiamo tanti laboratori privati che effettuano già test sierologici e hanno attrezzature e competenze adeguate per la somministrazione dei tamponi. In questa fase di particolare congestione, acuita anche dai rientri dalle vacanze e nelle prossime settimane con il via alle lezioni, il supporto di questi laboratori sarebbe prezioso per ASL e strutture pubbliche autorizzate, che saranno sempre più sottoposte a un carico notevole di richieste.
Da qui la sollecitazione a fare un passo avanti ed autorizzare i laboratori privati a somministrare i tamponi. Già come avviene per i test sierologici il tutto avverrebbe in piena sinergia con le autorità sanitarie, nel contesto di un proficuo coordinamento e di una fattiva collaborazione.
Spero che questa richiesta venga presto vagliata e recepita. Anche perché nelle prossime settimane, anche con l’apertura delle scuole, continueremo a registrare un significativo aumento di richieste di tamponi.
Con la stima di sempre.
Vincenzo Alaia
Una crescente richiesta di poter effettuare i tamponi sa mettendo a dura prova le ASL
Tamponi nasofaringei: la situazione attuale
Oggi per poter effettuare dei tamponi naso-faringei in forma privata e non obbligatori perché conseguenti alla positività di un test sierologico le situazioni che si prospettano sono diverse.
Può richiedere un tampone privato un possessore di Partita Iva che abbia anche un’attività e quindi che voglia sottoporre a questo esame i propri dipendenti.
Puoi richiedere privatamente un tampone naso-faringeo chiunque pratichi sport e possa avere una ricetta medica prescritta da un medico sportivo. Un tampone può essere prescritto anche dal proprio medico curante.
In breve l’autorizzazione per poter eseguire un tampone naso-faringeo si può ottenere in diversi modi.
Il problema che si riscontra oggi è la mancanza di un luogo in cui potersi recare per poter effettuare questo esame.
I laboratori privati in Irpinia, ad esempio, sono attrezzati per poter effettuare il test sierologico ma non lo sono ancora per poter effettuare il tampone naso-faringeo. Alcuni si stanno organizzando, ciò che ci è stato detto al telefono perché abbiamo contattato diversi laboratori di analisi per poterci rendere conto della situazione reale e dello stato delle cose. Dunque la situazione resta critica per quanto riguarda questo aspetto e c’è bisogno di una maggiore fluidità che permetta una scelta più ampia.
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Covid-19 in Irpinia: nuovi 43 tamponi naso-faringei sono risultati positivi
Dagli ultimi tamponi naso-faringei effettuati in Irpinia, 1.053, sono risultati positivi al Covid-19 nuovi 43 casi.
Nuovi tamponi effettuati in Irpinia hanno dato esito positivo
I risultati pervenuti dall’ASL di Avellino sono i seguenti:
- 2 residenti nel comune di Atripalda
- 1 residente nel comune di Avella
- 8 residenti nel comune di Avellino
- 1 residente nel comune di Caposele
- 1 residente nel comune di Cassano Irpino
- 2 residenti nel comune di Cervinara
- 1 residente nel comune di Cesinali
- 1 residente nel comune di Contrada
- 4 residenti nel comune di Forino
- 1 residente nel comune di Grottaminarda
- 4 residenti nel comune di Lioni
- 2 residenti nel comune di Montella
- 1 residente nel comune di Manocalzati
- 2 residenti nel comune di Mercogliano
- 5 residenti nel comune di Monteforte Irpino
- 1 residente nel comune di Montella
- 1 residente nel comune di Montoro
- 1 residente nel comune di Moschiano
- 1 residente nel comune di Pago del Vallo di Lauro
- 2 residenti nel comune di Prata Principato Ultra
- 1 residente nel comune di Pratola Serra
- 1 residente nel comune di Santo Stefano del Sole
- 1 residente nel comune di Tufo
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Parco del Partenio: droni per difendere il territorio e forza lavoro a costo zero?
Difesa e valorizzazione del territorio sono le parole d’ordine del Parco del Partenio, presieduto da Franco Iovino, che punta sulle nuove tecnologie e sull’innovazione insieme all’aiuto di preziose collaborazioni esterne. Quest’ultimo un punto importante che andrebbe approfondito.
Le dichiarazioni fatte da Franco Iovino sono le seguenti:
Siamo aperti a chiunque voglia bene all’Irpinia e a questa fetta territorio. Va proprio in questa direzione la partnership intrapresa con Analist Group, software house irpina.
Si è chiuso con un successo di numeri e attenzione il corso formativo “Modalità d’uso di tecnologie innovative per l’acquisizione dei dati del territorio” nato proprio dalla collaborazione tra Parco del Partenio e Analist Group.
Venti partecipanti al corso, per una sala colma di professionisti, di rappresentanti delle istituzioni che si occupano del controllo del territorio e anche di semplici amanti delle nuove tecnologie.
Il corso, svoltosi a Summonte, presso la sede dell’Ente, è stato tenuto dall’ingegner Antonio Iannuzzi, Ceo di Analist Group, che ha illustrato le dinamiche di funzionamento del drone nella lezione teorica per poi tenere una sessione pratica di volo.
Prosegue il rappresentante dell’Ente Parco del Partenio, rivolgendosi ai corsisti:
La nostra non è solo l’istituzione che reprime e pone vincoli. Abbiamo sposato una nuova filosofia, vogliamo sorvegliare e proteggere il parco, ma anche creare nuove opportunità di crescita, di sviluppo e di lavoro.
L’ente Parco ha ancora pochi strumenti per fare quello che andrebbe fatto. Per questo motivo, c’è bisogno della collaborazione di tutti. Spero che possiate continuare, anche dopo il corso di formazione, a darci una mano. Dobbiamo fare di tutto per questo territorio che si trova proprio a ridosso del capoluogo.
Questa non è una cosa da poco. Perciò va difeso e protetto con ogni mezzo, per questo motivo c’è bisogno della collaborazione di tutti.
Parco del Partenio
Le domande, il rammarico e la rabbia nascono spontanee, leggendo queste parole. Ora vi spieghiamo il perché.
Il Parco del Partenio appartiene agli enti strumentali controllati di diritto pubblico, che ricevono ed hanno ricevuto fondi dalla Regione Campania, per poter erogare corsi formazione, pagare personale, mantenersi durante il corso degli anni, per organizzare eventi e non continuiamo perché la lista è lunga e può diventare davvero imbarazzante.
Ciò che stiamo affermando è presente nella nota integrativa al disegno legge del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019-2021, in cui viene chiaramente delucidato l’importo erogato dalla Regione Campania per i diversi comparti. Una lettura lunga ma sicuramente esaustiva.
In breve essendo stati stanziati fondi sia per la formazione che per creare lavoro, post formazione perché ci si deve appellare al prezioso aiuto di collaborazioni esterne per poter sorvegliare il territorio a costo zero? I corsi di formazione erogati dal Parco del Partenio sono stati erogati a terzi gratuitamente perché così andava fatto ma sicuramente coloro che hanno messo a disposizione le proprie conoscenze e il materiale sono stati retribuiti, com’è giusto che sia.
Perché, post corso di formazione, i partecipanti dovrebbero mettere a disposizione il loro tempo gratuitamente per fare qualcosa che all’interno del bilancio regionale dovrebbe essere retribuito?
Perché ci lamentiamo che il territorio non viene valorizzato nel modo giusto se non viene data dignità al tempo messo a disposizione, remunerandolo?
La forza lavoro e il tempo speso hanno un valore che si trasforma in retribuzione che equivale a gratificazione. Iniziando a pensare in questo modo, dando il giusto valore alle persone, qualcosa potrebbe iniziare a cambiare.
Il problema grave è che chi parla di riqualificazione del territorio, tutela e spopolamento non fa nulla per evitare queste piaghe sociali, su cui si sta giocando anche troppo, a nostro avviso. In questa situazione post pandemica in cui il divario sociale ed economico è palese ogni giorno sempre di più, sotto gli occhi di tutti, questa eterna circolarità sempre uguale a se stessa e poco inclusiva stanno realmente stancando.
Se le cose non cambiano è perché non si fa nulla per cambiarle perché non lo si vuole, per gli interessi più disparati.
Lo sdegno nasce dalla consapevolezza che ci sono i mezzi, i fondi e le risorse per poter cambiare le sorti mentre si dice tutt’altro, probabilmente, per una ripartizione errata delle risorse messe a disposizione. Il cane che si morde la coda perché è consapevole e gli fa comodo così.
16 comments on #Populeconomy,
la presentazione del libro di Capone (Ugl) alla Camera di Commercio di Avellino
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