Nuove assunzioni e registro dei tumori. Vincenzo De Luca, in occasione del convegno Screening Oncologici, rilancia l’azione della Regione in ambito sanitario. Il governatore, però, non manca di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei rivali pentastellati. Il presidente della Regione dice basta alle passerelle negli ospedali e rimprovera il ministro Grillo.
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Joseph Martone in tour con Timbre Timbre
Il sodalizio personale ed artistico si consolida tra l’italo americano di Caserta Joseph Martone e il cantautore canadese Taylor Kirk meglio conosciuto come Timber Timbre. Infatti insieme intraprendono un tour tra Svizzera e Italia durante il quale condivideranno il palco per ben 8 appuntamenti.
Dopo i concerti italiani di luglio scorso Taylor Kirk, mente e cuore del progetto Timber Timbre, tornerà di nuovo nel nostro Paese ma in trio prima dell’uscita del suo nuovo album “Loveage”.Gli show, che si preannunciano speciali e imperdibili, vedono un open act d’eccellenza il cantautore Joseph Martone che con la sua band suonerà estratti dall’album “Honey birds” (FreakHouse records, 2020) scritto e prodotto artisticamente proprio da Taylor Kirk.Joseph Martone per creare il suo stile musicale unico attinge suoni e ritmi dalle due culture a cui appartiene. Le sue canzoni sono esplorazioni oneste, spesso dolorose della sua infanzia e adolescenza trascorse tra Italia e Stati Uniti.L’album di debutto da solista è stato registrato a Napoli e Montreal con i migliori musicisti, ingegneri e il suo collaboratore di lunga data Ned Crowther (The Fernweh, Smokey Angle Shades). I temi e i suoni del disco prendono una direzione scura e più riflessiva rispetto ai suoi precedenti lavori con i Travelling Souls e proiettano l’emotività artistica di Martone in ambienti elegantemente introspettivi.Non mancheranno sorprese dell’ultimo minuto come l’esecuzione di brani inediti scritti per il secondo album di Martone, che nelle prossime settimane inizierà a registra ancora una volt con Kirk, e che verrà pubblicato il prossimo autunno.Joseph Martone in tour con Timbre Timbre: date
17 febbraio 2023 San Gallo (Svizzera) @ PALACE18 febbraio 2023 Ginevra (Svizzera) @ ANTIGEL FESTIVAL19 febbraio 2023 Berna (Svizzera) @ ISC20 febbraio 2023 Torino @ sPAZIO21121 febbraio 2023 Bologna @ LOCOMOTIV CLUB22 febbraio 2023 Roma @ MONK24 febbraio 2023 Napoli @ Auditorium Novecento25 febbraio 2023 Napoli @ Auditorium Novecento -
La donna senza applausi
L’articolo 3 della Costituzione Italiana dice:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
L’articolo 51 recita:
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità’ tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Si ricordi che in Italia alle donne è stato riconosciuto il diritto al voto solo nel 1945: prima di allora erano di fatto, totalmente escluse dalla vita pubblica ed è paradossale che abbiano dovuto combattere per qualcosa che spettava loro di diritto, dalla nascita, al pari di un qualsiasi altro cittadino di sesso maschile.
Un discorso analogo vale per le tanto discusse quote rosa, la cui legge esiste solo dal 2011, ovvero le quote minime di presenza femminile all’interno di organi elettivi perché la presenza femminile nelle amministrazioni pubbliche dovrebbe essere qualcosa di ovvio, così come ovvia è la presenza maschile.
Ciò deriva dal fatto che il ruolo politico della donna è stato sempre visto come qualcosa di passivo. Le donne sono troppo spesso chiamate in causa solo quando devono esprimere un voto. Ebbene, le donne sono sì elettrici ma devono anche avere la possibilità di essere elette.
Donne e quote rosa
Forse non si conoscono perfettamente e nel profondo le donne. Se così non fosse, attribuiremmo loro diversi aggettivi e affiancheremmo loro solo immagini di forza.
Vivere la propria femminilità dai banchi di scuola, al posto di lavoro e di politica, significa imparare presto che ci vogliono più energie per dimostrare il proprio talento. Parlate con queste donne e poi dite se sono così deboli, così fragili e bisognose di tutela.
Come afferma Eliana Bellezza ADAPT Community Manager:
Le donne hanno solo bisogno di spazio, di luoghi di lavoro, di classi, di imprese, di parlamenti, di piazze, di palchi, di teatri che sappiano svelare quante competenze silenziose si nascondono dietro i sorrisi, gli sguardi, i gesti che mostrano.
Quelle competenze le rendono piene di energia, poiché il vissuto personale di ciascuna persona – e di una donna in particolare, a cui la natura ha conferito compiti differenti, concedendole esperienze di straordinaria forza – lascia sempre sulle spalle uno zaino pieno zeppo di “so fare”, di capacità, di gesti concreti di cui il mondo del lavoro ha bisogno più che mai.
Le donne che sembrano occuparsi di politica meno degli altri, in realtà hanno freni inibitori indotti , dovuti ad una cultura maschilista che volente o nolente impatta il nostro quotidiano.
Le aspettative sociali uguali per tutti si caratterizzano di provocazioni e reazioni.
Le donne che si espongono in politica sono ancora troppo poche. In Italia abbiamo un’immagine predefinita di quella che è la donna in politica, da un lato la “ simil olgettina”, per dirla in
maniera cruda la gnocca della situazione,che viene sospettata di aver utilizzato i suoi favori naturali per arrivare dove si trova, contrapposta all’altro tipo di donna che non dà proprio un’immagine glamour di se stessa, ma un cervello libero tale da competere per affermarsi e dare voce alla propria idea.
Quella giovane sarà sempre accusata di essere passata sotto la scrivania, e forse sa benissimo che verrà presa in giro dall’inizio alla fine, non per quello che dirà ma per il suo aspetto fisico . Questo tipo di donna dovrà avere per forza altri fini. E quindi sarà vista meno credibile.
Spesso e volentieri la donna non ha un incoraggiamento familiare, sottoposta da sempre al giudizio degli altri che diviene molto duro; la questione più sottile, forse più psicologica, lo vede nelle discussioni con i maschi, loro tendono a prevaricarsi; mentre le donne discutono e se lo fanno, sono molto più pacate.
Retaggi culturali bloccano e quindi manca un approccio veritiero alla realtà.
Donne e società
Le quote rosa davvero crediamo siano la soluzione per valorizzare la donna?
La partecipazione attiva se non parte dalla donna stessa che consciamente accetta la sua discesa in campo non ha senso. Le quote rosa possono rivelarsi inutili e dannose, se è solo uno spazio che bisogna colmare.
Le donne sono presenti, sono combattive. Nella politica locale le donne ci sono, si impegnano, sono coscienti , non hanno paura di esporsi, parlare con un microfono in mano. E’ nel porsi nei più alti gradini che inciampano o forse non decollano. Le donne ci sono, ma non le troviamo a parlare spesso davanti ad una grande assemblea.
Non sarà il caso della Le Pen, figlia d’arte e donna in prima fila. Le altre, in genere, sono dietro le quinte, a servizio dell’uomo.
Natura, genetica, cultura possono fare la differenza?
Qui entra in gioco la dimensione personale, la pressione sociale dei genitori, degli amici che non collimano con il fulcro della vita politica. La condizione iniziale a delle proposte concrete è voler creare modelli e archetipi differenti, veri e genuini.
Quante volte succede che una donna nel prendere una qualsiasi posizione subitaneamente le si fa notare che non solo è una donna ma se è una mamma, rispetto a certi discorsi, certe affermazioni non può permettersele?
Spesso la donna attua nei suoi confronti un vero e proprio autosabotaggio oppure ha un livello di competenze talmente tanto alto da non curarsi minimamente delle critiche, non avendo paura della percezione negativa che potrebbe dare nel parlare.
Il problema del giudizio sociale non parte sempre dall’uomo ma è un problema generale.
Una donna deve sapere di poter essere protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita sociale e della vita familiare e deve poter aspirare a questo sin dall’ infanzia, senza limite o preconcetto alcuno. Se si porterà avanti tutto ciò, la collettività intera ne risulterà certamente migliorata.
In definitiva e perché no, anche in una prospettiva utilitaristica per quale ragione ci vogliono più donne in politica? Per la qualità fondamentale propria di ogni donna: essere una amministratrice nata. Che si amministri il ménage familiare, un’azienda o un Paese intero, ogni donna ha le caratteristiche per farlo. Per sua natura ella è infatti portata ad occuparsi degli altri: le donne sono madri. E questo vuol dire, che per indole personale, tendono a mettere gli altri al primo posto, e di conseguenza sono più sensibili alle esigenze del cittadino, sono più concrete ed operative, risultando quindi di grande utilità per la cosa pubblica.
Vengono in mente le parole di Margaret Thatcher:
In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.
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Aggiornamento sui tamponi positivi in Irpinia e sullo screening sulla popolazione di Ariano Irpino
Nelle ultime ore sono stati analizzati 307 tamponi dall’AORN Moscati di Avellino, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dall’Istituto di Ricerche Genetiche Biogem di Ariano Irpino, dall’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento e dall’Ospedale Cotugno di Napoli.
Dalle analisi effettuate sui tamponi non risultano nuovi casi positivi al Covid-19.
Aggiornamenti sulla situazione in Irpinia
Piano screening sulla popolazione di Ariano Irpino: affluenze e dati
Il 19 maggio si è concluso il Piano di Screening Sierologico, disposto dalla Regione Campania, sull’intera popolazione di Ariano Irpino.
Durante la giornata del 19 maggio sono stati effettuati complessivamente 470 test sierologici presso il Centro fiere Casone di Ariano Irpino mentre 101 sono stati effettuati dalle unità mobili. Complessivamente sono state screenarate 571 persone.
Dal 16 al 19 maggio il totale degli screening effettuati è di 13.444.
Tabella sugli aggiornamenti dello screening sierologico ad Ariano Irpino
Aggiornamento screening sulla popolazione di Ariano Irpino
12 comments on Sanità, De Luca: «Vogliamo essere primi in Italia»
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