Il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, durante la trasmissione di Radio 1 “Un giorno da pecora”, interviene sulla questione migranti.
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Roberta Gaeta chiede patto tra Comune e associazioni
Le Associazioni di volontariato, come la Comunità di Sant’Egidio, sono risorse preziose per il sostegno agli ultimi, ai senza fissa dimora, a tutti coloro che non hanno voce. Ritengo indispensabile che tra queste realtà e l’Amministrazione comunale di Napoli venga siglato un vero e proprio Patto, che coinvolga anche le Asl, per conoscere al meglio tutti i problemi dei singoli territori, così da coordinare gli interventi e individuando ogni possibile soluzione ai fenomeni derivanti da una povertà in continua e inesorabile crescita. Quella dei senza fissa dimora è una realtà che non deve essere taciuta o, peggio, nascosta, ma va affrontata concretamente con il contributo di tutti coloro che quotidianamente si fanno carico dei bisogni dei più fragili.” Lo ha dichiarato Roberta Gaeta, consigliera regionale di Demos.
“Povertà non può essere sinonimo di degrado – ha aggiunto la consigliera Gaeta –. Quest’ultimo è una inevitabile conseguenza di quando società e istituzioni non prendono atto delle condizioni di estremo bisogno in cui oggi versano tante persone rimaste ai margini di tutto, vittime incolpevoli di una società che li respinge, che li vorrebbe quasi invisibili, nascondendoli e negando la loro esistenza. Ai volontari che offrono un sostegno indispensabile ogni giorno, dalla distribuzione dei pasti, a un posto sicuro dove trascorrere la notte, fino all’ascolto dei problemi di chi non ha né famiglia né casa, va il mio sentito ringraziamento per l’instancabile attività che rende la nostra Città un posto migliore.
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Disturbi dello Spettro Autistico, incontro con associazioni e famiglie a Palazzo Caracciolo
Il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha incontrato a Palazzo Caracciolo il rappresentante dell’associazione Tribunale Diritti del Cittadino-Ufficio Garante Diverse Abilità, Michelangelo Varrecchia, e alcuni genitori di ragazze e ragazzi con Disturbi dello Spettro Autistico.
Provincia di Avellino
Nel corso del confronto, sono emerse le condizioni di difficoltà che le famiglie incontrano quotidianamente.
Dichiara il presidente Rizieri Buonopane:
Vogliamo essere concretamente vicini alle famiglie. Pur nei limiti delle nostre competenze, stiamo verificando la possibilità di integrare i servizi di trasporto delle ragazze e dei ragazzi presso i centri specializzati. Questo, ovviamente, a supporto dell’attività che già effettuano giornalmente i soggetti individuati dall’Asl di Avellino per tale scopo. È nostra intenzione chiedere un confronto con il direttore generale dell’Azienda sanitaria, la dottoressa Maria Morgante, per studiare quali azioni in tal senso la Provincia possa mettere in campo per dare un contributo reale alle famiglie, senza determinare intralci alla preziosa opera svolta dagli operatori sanitari e a quanti sono impegnati nell’assistenza.
Prosegue il presidente Buonopane:
Nell’auspicio che presto possa aprire il Centro per l’Autismo di Avellino, confermiamo la disponibilità a incontrare le famiglie e le associazioni impegnate sul territorio. Allo stesso tempo, siamo pronti alla collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte nel rispetto massimo delle singole funzioni.
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Fase 2: misure per gli esercizi commerciali
Quali sono le misure che dovranno rispettare gli esercizi commerciali durante la fase 2?
All’interno del DPCM ministeriale vi è una sezione che mette nero su bianco le modalità di comportamento da mantenere e utilizzare all’interno delle attività commerciali, cui sarà permessa l’apertura dal 4 maggio.
Bisognerà rispettare il distanziamento interpersonale di un metro.
Gli ambienti, previa sanificazione prima di aprire ufficialmente che dovrà essere certificata dalla ditta che ha le credenziali e i permessi appositi per poterlo fare, dovranno essere puliti con frequenza, almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura.
Viene da domandarsi, per quanto concerne quelle attività che sono state chiuse per mesi, quale sia il senso di sanificare ambienti chiusi e inutilizzati? La sanificazione ha dei costi (all’incirca 300 euro a salire) e non sono stati predisposti aiuti per alleggerire i gestori di attività che costrette a chiudere, ancor prima di aprire e viste le restrizioni vigenti e future, sono già in perdita.
Fase 2 le misure che dovranno adottare gli esercizi commerciali
Bisognerà garantire una costante aereazione naturale in modo tale da ricambiare l’aria ovvero aprire le finestre costantemente. Ciascuna attività dovrà avere ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In breve bisognerà acquistare prodotti adatti, dando la possibilità di utilizzo a tutti. Ovviamente questi prodotti specifici hanno un costo maggiore rispetto a quelli comunemente utilizzati.
Questi prodotti dovranno essere sistemati accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
Obbligo di mascherine nei luoghi e negli ambienti chiusi e in tutte le fasi lavorative dove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale. Dovranno essere usati guanti usa e getta nelle attività di acquisto, in particolar modo per le attività che si occupano della vendita di alimenti e di bevande.
Gli accessi all’interno degli esercizi commerciali dovranno essere scaglionati, ampliando le fasce orarie. Un locale di 40mq potrà far entrare una sola persona per volta e all’interno dovranno e potranno esserci solo due operatori.
Per locali di dimensioni maggiori l’accesso sarà regolamentato in funzione degli spazio disponibili, differenziando dove possibile i percorsi di entrata e di uscita.
Bisognera informare i clienti sulle norme di distanziamento da adottare in attesa per entrare negli esercizi in questione.
12 comments on Sibilia: «Dl Sicurezza, grande passo in avanti per l’Italia»
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