Gusto Italia in tour parte per la terza che si svolgerà a Sapri giovedì dal 30 luglio a domenica 2 agosto dalle ore 18:000 alle ore 24:00.
Il percorso presentato questa volta abbraccia sei regioni italiane che rappresentano il Centro Sud, attraverso una selezione accurata dei migliori prodotti tipici di ciascuna zona con relative denominazioni.
Gusto Italia in tour oltre a presentare le eccellenze gastronomiche del territorio offre agli avventori chicche dell’artigianato locale perché anche questo settore è un punto di forza del Made in Italy.

L’evento itinerante approda a Sapri per la terza tappa
Gusto Italia in tour: i laboratori gastronomici
I laboratori che si svolgeranno durante la terza tappa di Gusto Italia in tour iniziano alle 19:00.
Il 30 luglio si parte con lo show cooking dello chef Natalino Pascale del ristorante Funny’s di Saperi.
Il 31 luglio Rosetta Bovienzo de I dolci di Rosetta ci mostrerà e spiegherà tutti i segreti per realizzare la crostata con la marmellata di fichi bianchi del Cilento.
Il primo agosto ci saranno due laboratori: il primo alle 19:30 dedicato alla frittura del pesce curata dalla Friggitoria Zu Ferdina’ di Saperi.
Il secondo laboratorio alle 21:30 è dedicato all’olio extravergine di oliva curato da Nicolangelo Marsicani.
L’evento è organizzato dall’Associazione Italia Eventi e da Tanagro Legno Idea. I laboratori sono realizzati con la collaborazione dell’associazione Terre del Bussento.
Le prossime tappe dell’evento gastronomico itinerante saranno Santa Maria di Castellabate e Acciaroli.
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Un esoterico amore alla Camera dei Deputati
Giovedì 13 gennaio 2022, ore 11:00, a Roma, presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati, Saverio Ferrara, autore del libro Un esoterico amore, edito da Graus Edizioni, si confronterà sul delicato tema del celibato, filo conduttore del suo romanzo. Apre i lavori l’On. Michela Rostan.
Intervengono:
Mons. Coviello, Rocco Romeo, prof. e giornalista, la prof.ssa Cristina Grillo, docente di Filosofia, Roberta Beolchi, Presidente dell’Associazione Edela.Modera la giornalista Eleonora De Nardis.
Il dibattito della sessualità nel clero è aperto da secoli ed è tornato di grande interesse. A tal proposito, Papa Francesco ha dichiarato: “Il celibato non è un dogma di fede, ma una regola di vita”.
Nel Vangelo di Matteo (cap.8, vv.14,15) si dice che a Cafarnao entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera; ciò significa che Pietro avesse una moglie. Il compito di “pascere le pecore” della chiesa nascente fu affidato da Gesù non al discepolo vergine Giovanni, bensì a quello sposato Pietro che è stato il primo Pontefice.
Solo all’inizio del secondo millennio, dalla riforma di Gregorio VII al pontificato di Innocenzo III, si sviluppa una progressiva affermazione dell’obbligo del celibato per il clero, che vede la sua radicalizzazione con il Concilio di Trento.
Oggi il tema del celibato è argomento estremamente dibattuto, dalla crisi delle vocazioni al fenomeno della pedofilia; il Cardinale Ruini ha rivolto a Papa Francesco la supplica di non accogliere la forte istanza avanzata nel Sinodo sull’Amazzoni.
Un esoterico amore di Saverio Ferrara
Un esoterico amore: trama
Massimo, un giovane prete provinciale, fin da bambino mostra un profilo emotivo di spiccata sensibilità alla trascendenza, aperto alla dimensione mistica della vita. Nei momenti di dubbi e incertezze, l’uomo si rivolge ai suoi Maestri, entità metafisiche che lo aiutano a rivisitare la sua idea di Chiesa, lontana da ogni forma di ipocrisia. Per questo, l’uomo si ritrova ad essere inquisito da una commissione di Cardinali che lo accusa di aver peccato, ma lui si difende di fronte alle idee tribali che la Chiesa afferma. Tra tutte, una figura in particolare si rivelerà singolare e determinante per il dispiegarsi degli eventi: l’Esorcista, il Cardinale Gabriele, che, proprio come il protagonista, possiede facoltà empatiche e sensoriali sovrasviluppate.
Uomo ammaliante, poeta, pittore, musicista, praticante di arti marziali, Massimo è una calamita per molti, e un maliardo per le donne, stregate di fronte alla sua sconfinata conoscenza e all’energia che sprigiona. Alcune donne, in particolare, fungeranno da specchio delle fragilità umane di Massimo: Mary, una conoscenza di vecchia data, Simona, la ragazza del terzo occhio, e la sua musa ispiratrice, colei per cui avrebbe sfidato chiunque, la Beatrice dantesca, che porta il nome di Sofia.
Attraverso la storia del protagonista – tra un sogno dantesco e un dissidio interiore alla Petrarca – Saverio Ferrara racconta la sua idea di Amore, stigmatizzando le dinamiche di una società spesso ossequiosa dell’apparenza e della forma.
Saverio Ferrara: biografia
Saverio Ferrara, imprenditore di professione, ma sognatore nell’anima. Quella stessa anima che lo ha portato da sempre a disegnare, scrivere e a dar vita finalmente al suo primo libro, dopo aver scritto, ma mai pubblicato, poesie e manoscritti di vario genere. Uomo mistico, cultore della psicologia e delle leggi universali.
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Intervista a Roberta Gesuè autrice di Universi di(versi)
Roberta Gesuè è un’attrice, regista nonché autrice e docente di recitazione e dizione che ha deciso di pubblicare la sua prima raccolta di poesia: Universi di(versi) in corso di pubblicazione per la casa editrice Aletheia Editore.
L’autrice lavorando nel settore dello spettacolo ha subìto un arresto lavorativo, come tutti gli addetti al settore dell’intrattenimento, ma non ha deciso di rinunciare a esprimere la sua creatività e dunque l’ha incanalata in modo diverso, proiettandosi su un’altra modalità di espressione artistica e culturale: la scrittura.
Roberta Gesuè descrive con queste parole il senso di Universi di(versi):
Il libro è un insieme di poesie e riflessioni che nasce dall’esigenza di raccontare come possa essere sorprendente ma anche difficile e caotica la convivenza. Non con un altro essere umano, ma con tutte le parti – che io vedo come tanti piccoli assoluti- che necessariamente devono convivere dentro di me e che qualche volta (spesso, per la verità) agiscono autonomamente scavalcando le altre, facendo danni e creando scompiglio, proprio come accade in un condominio quando si fanno le consuete riunioni.
Per scoprire qualcosa di più su Universi (di)versi abbiamo deciso di farle alcune domande. Ecco cosa ci ha raccontato di sé e del libro Roberta Gesuè.
Universi di(versi) è la prima raccolta di poesia della scrittrice
Roberta Gesuè: intervista
1. Come nasce il desiderio di scrivere il primo libro scegliendo una raccolta di poesie?
Per imparare a conoscermi e ad accettarmi ho sempre dialogato con me stessa, forse molto più che con gli altri. Allo stesso tempo il mio percorso teatrale mi ha insegnato quanto difficile e perciò preziosa sia la semplicità, ovvero quella capacità di esprimersi attraverso gesti, azioni e/o parole restando semplici.
Mi ricordo che da bambina quando mi sentivo molto felice, o di contro, quando avevo paura o mi sentivo preoccupata prendevo a canticchiare i miei pensieri: qualunque cosa stessi facendo o vedessi in quel momento a anche pensassi, beh io la canticchiavo.
E chi mi conosce sa, ahimè, lo faccio ancora adesso! Credo che la poesia, la filastrocca e la rima mi riportino in qualche modo direttamente in quella dimensione di gioco e di libertà, togliendomi di torno il ronzio della mia amatissima nemica mente. In definitiva la poesia è per me il linguaggio delle immagini e, perciò, dell’anima.
2. Qual è il filo conduttore tra i diversi componimenti poetici?
Il filo conduttore delle mie riflessioni, è dare voce alle tante parti di cui siamo fatti. Nella poesia che racchiude il titolo del libro, Universi di(versi) ho scelto un’immagine in particolare per dirlo: il fiume.
In effetti come i fiumi siamo tutti in continuo divenire, soggetti a cambiamenti e tutti quelli che viviamo all’esterno e ai quali in qualche modo dobbiamo adattarci, come il distanziamento sociale cui ci obbliga questa pandemia in corso, inevitabilmente agiscono cambiando qualcosa anche nei nostri aspetti interni, ed ecco allora che i fiumi di cui siamo fatti deviano e disegnano letti diversi da percorrere pur ritrovandosi poi nello stesso mare.
3. Ci spieghi il significato del titolo Universi di(versi)?
Ho scelto come titolo Universi di(versi) perché volevo raccontare come possa essere sorprendente, ma anche difficile e caotica, la convivenza con tutte le parti – che io vedo come tanti piccoli assoluti – che si trovano necessariamente ad abitare dentro di me. Le ho immaginate come piccoli universi che a volte viaggiano insieme senza intralcio, ma altre faticano a parlarsi, o vogliono proprio cose diverse.
Ascoltandole e lasciando che ognuna di esse giochi a suo modo con le parole per esprimersi portando alla luce il proprio universo, chissà che non riuscirò anche a prendere ciascuna per il verso giusto!
Una raccolta di poesie intima e contemporanea
4. Come riassumeresti Universi di(versi)?
Lo riassumerei con un sottotitolo ironico, che sarebbe: io e il mio condominio!
5. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Sarebbe bello prendersi cura della propria diversità, e usare la creatività in ogni sua forma per riuscire a trasformare tutto ciò che nei nostri universi diversi viviamo. Forse ci troveremmo per paesaggi meno logici e decifrabili ma, vuoi mettere la bellezza del panorama?
6. Cosa ti ha condotto verso questa forma di espressione altra rispetto a ciò che hai fatto in passato?
È stato un anno difficile per tutti a causa della pandemia, ci troviamo ancora in una condizione di continua emergenza in cui tutto ciò che prima di questo periodo pensavamo di conoscere o di fare in un modo ora appare da rivisitare. Il mio settore, quello dello spettacolo dal vivo è stato fortemente penalizzato e, dopo in pratica un anno di fermo, potrei quasi dire paralizzato. Ho deciso allora di non rinunciare a esprimere la mia creatività, ma di farlo in un modo alternativo e cos’ nasce Universi di(versi).
Per farvi comprendere al meglio il mood di Universi di(versi) di Roberta Gesuè vi lasciamo con la poesia che da il nome al titolo della raccolta di poesia in fase di pubblicazione.
Universi di(versi)
Noi: rari frammenti dispersi.
Noi: tanti universi introversi.
Noi: tutti labirinti senza scia,
perché fiumi di(versi).
Se siete affascinati dal mondo della poesia in versi vi consigliamo la lettura di Quinto libello di pezzi tesotici di Giovanni Sollima.
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Fondazione Intercultura: bando per 15 borse di studio
Fondazione Giovanni Agnelli, Fondazione Cav. Lav. Pesenti e UniCredit Foundation confermano anche
quest’anno l’importante partnership con la Fondazione Intercultura attraverso il progetto “A Scuola in
Europa” rivolto a studenti meritevoli degli Istituti Tecnici e Professionali di Campania, Piemonte e
Lombardia.
In un mondo sempre più globalizzato la capacità di confrontarsi con culture diverse assume sempre
maggiore importanza. Questa esigenza è particolarmente avvertita dalle tre Fondazioni che hanno deciso di sostenere nuovamente il progetto come importante opportunità formativa per il futuro delle nuove
generazioni e per favorire il dialogo tra le culture e gli scambi giovanili internazionali.Grazie alla loro collaborazione, la Fondazione Intercultura ha riservato 15 borse di studio per un controvalore totale di € 135.000 per altrettanti programmi trimestrali totalmente gratuiti in Belgio
fiammingo, Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, Serbia, Spagna, Svizzera, Turchia e Ungheria a cui
possono concorrere studenti meritevoli, residenti in Campania, Lombardia e Piemonte con ISEE fino a
32.000 €.I ragazzi dovranno essere nati tra il 1° gennaio 2005 e il 31 agosto 2008 ed essere iscritti alle
classi terze presso:
○ Istituti Tecnici ad indirizzo:
○ Agrario, Agroalimentare e Agroindustria,
○ Informatico e Telecomunicazioni,
○ Turismo,
○ Istituti Professionali ad indirizzo:
○ Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse
forestali e montane,
○ Enogastronomia e ospitalità alberghiera.
La partecipazione alle selezioni per i programmi di Intercultura si effettua iscrivendosi al bando di concorso accessibile e consultabile al link entro e non oltre il 10 novembre 2022. Alla scadenza delle iscrizioni, tutti i candidati intenzionati a partecipare sosterranno un percorso di selezione che comprende una prova d’idoneità online, colloqui condotti da volontari esperti dell’Associazione e un incontro con la famiglia del candidato. I risultati saranno comunicati entro febbraio 2023.Per ogni ulteriore informazione è possibile scrivere a borsedistudio@intercultura.it.
Le partenze sono previste nel corso dell’estate 2023. L’esperienza all’estero prevede l’accoglienza in famiglie selezionate, la frequenza di una scuola locale e viene seguita e viene seguita passo passo da un gruppo di volontari presenti in loco. Gli studenti partecipanti riceveranno da Intercultura la certificazione delle competenze acquisite in ogni fase del programma.Roberto Ruffino, Segretario Generale di Fondazione Intercultura: “Siamo particolarmente orgogliosi di poter contribuire alla formazione internazionale e interculturale dei ragazzi delle scuole tecniche e professionali grazie alla partnership di Fondazione Giovanni Agnelli, Fondazione Cav. Lav. Pesenti e UniCredit Foundation con la Fondazione Intercultura. I 13 studenti che stanno trascorrendo il loro trimestre all’estero stanno raccontando ai nostri volontari di Lombardia, Piemonte e Campania del grande processo di maturazione e cambiamento che sta avvenendo in loro, accolti nel cuore della società che li ospita, come figli e studenti nelle famiglie e nelle scuole. Questi giovani contribuiranno al capitale sociale del nostro Paese e lo renderanno sempre più in grado di competere alla pari tra le nazioni dell’ Europa”.
Andrea Gavosto, Direttore Fondazione Agnelli: “Questo è un progetto innovativo realizzato insieme a partner prestigiosi fortemente motivati a fare la propria parte per migliorare la qualità dell’istruzione nel nostro Paese.La Fondazione Agnelli rinnova dunque con entusiasmo la propria partecipazione: la possibilità per le ragazze e i ragazzi selezionati per la borsa di fare un’esperienza di studio e di vita in un altro paese non solo arricchisce loro sul piano culturale e delle competenze per il futuro, ma è anche un segnale importante – tanto più in questi mesi di tensioni internazionali – nella direzione di un’idea condivisa di educazione e cittadinanza europea, con modelli scolastici sempre più convergenti”.
“Fondazione Pesenti crede fortemente nell’importanza dei programmi di mobilità internazionale rivolti alle nuove generazioni e per questo siamo soddisfatti di rinnovare il nostro sostegno al progetto ‘A Scuola in Europa’ di Intercultura, che lo scorso anno ci ha permesso di incontrare giovani straordinari pronti a costruirsi un futuro in Europa” dichiara Sergio Crippa, Segretario Generale di Fondazione Cav. Lav. Pesenti. “La consapevolezza della dimensione europea – attraverso la contaminazione di culture, esperienze e valori – è un prezioso valore aggiunto durante il percorso di formazione.Questa iniziativa con due partner prestigiosi come Fondazione Agnelli e Fondazione Unicredit è ancora più efficace perché è dedicata agli studenti degli istituti tecnici e professionali che avranno così pari
opportunità, per un periodo di studi all’estero, rispetto alle ragazze e ai ragazzi iscritti ai licei”
Silvia Cappellini, Segretario Generale UniCredit Foundation: “Per noi di UniCredit Foundation è di fondamentale importanza investire nei giovani e nella loro istruzione, affinché le nuove generazioni possano esprimere al meglio il loro potenziale, garantendo così crescita e sviluppo di tutta la società. È per questo che siamo lieti di rinnovare il nostro impegno a favore dell’iniziativa ‘A scuola in Europa’, che offre anche agli studenti degli istituti tecnici l’opportunità di arricchire il loro percorso con esperienze di studio all’estero, importanti per la loro crescita personale e professionale.”
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